Patrick Brydone

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Patrick Brydone (1741 – 1818), scrittore, scienziato e viaggiatore.

  • Il porto di Messina è formato da un piccolo promontorio o lingua di terra, che s'avanza dall'estremità orientale della città e separa questo bel bacino dal resto dello stretto.
    La forma di questa lingua di terra è esattamente quella di una falce, la cui curva forma il porto e lo mette al riparo d'ogni vento. I greci, che nel dare i nomi riuscivano sempre a sottolineare qualcuna delle caratteristiche più singolari delle cose, chiamarono questo luogo «Zancle» o «Falce», proprio per questa sua straordinaria somiglianza.
    Fantasticarono che fosse caduta lì la falce di Saturno ed avesse dato una tal forma a quel luogo. I Latini, meno amanti delle immaginose favole, mutarono il suo nome in Messina da Messis, per indicare la grande fertilità dei campi.
    Nel porto v'è un gran numero di galere: tre di queste hanno fatto vela questa mattina per incrociare attorno all'isola e proteggerla dagli attacchi improvvisi dei pirati, che sono molto inopportuni sulla costa meridionale. (da A tour through Sicily and Malte, Londra, 1773; citato in Rina La Mesa, Viaggiatori stranieri in Sicilia, Cappelli, 1961)
  • Appena giunti a Palermo fummo stupiti di sentirci interpellare in inglese da alcuni giovani della nobiltà, ma la nostra sorpresa crebbe ancora quando scoprimmo che conoscevano benissimo molti dei nostri più celebri poeti e filosofi. Abbiamo trovato in parecchie librerie opere di Milton, Shakespeare, Dryden, Pope, Bacon, Bolingbroke, e non in traduzione ma nelle migliori edizioni originali.[1]


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