Paul Feyerabend

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Paul Feyerabend

Paul Karl Feyerabend (1924 – 1994), filosofo e sociologo austriaco.

Citazioni di Paul Feyerabend[modifica]

  • La scienza è un'impresa essenzialmente anarchica: l'anarchismo teorico e umanitario è più aperto a incoraggiare il progresso che non le sue alternative fondate sulla legge e sull'ordine. (da Contro il metodo, p. 26)
  • Passavo le giornate andandomene in giro per le colline sopra la ferrovia e porto ancora addosso le cicatrici delle ferite che mi feci cadendo in una scarpata. Ogni tanto entravo nel pollaio, chiudevo il cancello e parlavo alle recluse: una preparazione eccellente per il lavoro che avrei svolto in seguito. (da Ammazzando il tempo, p. 501 in I Classici del pensiero, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano 2009, pubblicata su licenza Gius. Laterza & Figli Spa)
  • A poco a poco le cose si sistemarono e l'istruzione iniziò il suo corso. Ora non riuscivo a capire perché dovessi rimanere seduto quando invece l'insegnante girava fra i banchi: così mi misi anch'io a girare con lui. Mi ordinò di tornare al mio posto. Ci rimasi, ma appena le prime lettere apparvero sulla lavagna iniziai a vomitare. Fui mandato a casa e ripulito; papà mi elargì un avviso solenne: "Non rifare questa scena o le prenderai". Tornai di nuovo a scuola e sedetti al mio posto, tentando di rimanere calmo. L'insegnante andò di nuovo alla lavagna, scrisse alcune lettere e di nuovo io vomitai. "Non è ancora pronto per venire a scuola – sentenziò il maestro – lo riporti l'anno prossimo". "Si calmerà – rispose papà – è una cosa così", ed era vero: dopo due settimane mi abituai alla nuova vita e mi piaceva. Due anni dopo dovetti persino cambiare classe: la maestra, Fräulein Wunderer, si lamentò che ero troppo duro per lei. Non ho alcuna idea di cosa possa averla spinta a tale affermazione, ma sembra che i miei problemi fossero scomparsi. Mi viene da rabbrividire se penso a come mi avrebbe potuto ridurre uno Psichiatra Infantile Statunitense. (da Ammazzando il tempo, p. 515 in I Classici del pensiero, Arnoldo Mondadori Editore S.p.A., Milano 2009, pubblicata su licenza Gius. Laterza & Figli Spa)

Addio alla ragione[modifica]

  • La scienza per Mach era tradizione storica. Per spiegare il suo sviluppo e preparare gli scienziati ai loro compiti, egli usava storie, non modelli astratti. Andò alla ricerca di teorie relativistiche dello spazio e del tempo e plaudì ad esse quando fecero la loro comparsa (l'introduzione all'Ottica Fisica che contiene una severa critica della relatività speciale sembra essere un falso architettato dal figlio di Mach, Ludwig), e anticipò le caratteristiche di base della meccanica quantistica. Esprimendoci nel linguaggio del materialismo dialettico possiamo dire che Mach diede un resoconto materialistico della crescita della conoscenza (scientifica). Questo è quello che Mach fece. Quello che disse di aver fatto è un'altra faccenda. (p. 20)
  • E usare la "scienza" per denigrare e magari anche per eliminare tutte le alternative significa usare una reputazione meritata per incoraggiare un dogmatismo contrario allo spirito di coloro che se la sono guadagnata. (p. 30)
  • È interessante confrontare l'analisi di Mach dell'uso dei principi nella scienza con quelli di Einstein. Einstein lesse Mach con interesse e ne fu influenzato sotto diversi aspetti. Seguendo le prescrizioni di Mach, non iniziò il suo articolo sulla teoria della relatività speciale in modo consueto, descrivendo risultati sperimentali, cominciò invece con principi come il princìpio della relatività e il princìpio della costanza della velocità della luce. (p. 154)
  • La teoria della relatività soddisfaceva il principio di continuità difeso da Mach. (p. 221)

Bibliografia[modifica]

  • Paul K. Feyerabend, Addio alla ragione, traduzione e note di Marcello D'Agostino, Armando editore, Roma, 2004. (Anteprima su Google Libri)

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