Percy Bysshe Shelley
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Percy Bysshe Shelley (1792 – 1822), poeta britannico.
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Citazioni di Percy Bysshe Shelley [modifica]
- Cristo non è mai esistito… la caduta dell'uomo, l'intera struttura della superstizione che essa sostiene non può più ottenere il credito dei filosofi[1].
- [John Keats] Egli ha sorpassata l'ombra della nostra notte; | né invidia né calunnia, né odio né pena, | né l'inquietudine che gli uomini a torto chiamano voluttà, possono più toccarlo e torturarlo ancora. | Dal contagio lento della macchia del mondo | egli è salvo… [2].
- Il macello d'innocui animali non può mancare di produrre molto di quello spirito d'insana e spaventevole esultanza per la vittoria acquistata a prezzo del massacro di centomila uomini. Se ne deriva che l'uso del cibo animale sovverte la pace della società umana, e quanto inescusabile è l'ingiustizia e la barbarie contro queste miserande vittime! Esse vengono chiamate in vita artificialmente affinché conducano una breve e miserabile esistenza di schiavitù e pena, abbiano i loro corpi mutilati, i loro sentimenti oltraggiati[3].
- In nome di tutto ciò che è sacro nelle vostre speranze per il genere umano, esorto quelli che amano la felicità e la verità a fare ragionevole esperimento del sistema vegetariano[4].
- I poeti sono i legislatori misconosciuti del mondo[5].
- L'inferno è una città che somiglia molto a Londra, una città con tanta gente e tanto fumo[6].
- Napoli! Tu cuore di uomini che sempre ansima | nudo, sotto l'occhio senza palpebre del Cielo! | Città elisia, che calmi con incantesimo | l'aria ammutinata e il mare! Essi attorno a te sono attratti, | come sonno attorno all'amore! | Metropoli di un Paradiso in rovine | da tempo perduto, di recente vinto, ma pure ancora solo a metà riconquistato [7].
- Se il volto di Byron era una maschera creata dalla personalità interiore del poeta che tradiva involontariamente i suoi sentimenti o li drammatizzava a tutto beneficio di un osservatore scelto, quello di Shelley era di una trasparenza che rivelava la sua vita interiore e le diverse peculiarità che dominavano il suo intelletto: la sua ingenuità, il suo facile entusiasmo, il suo ardore superficiale. Il suo singolare temperamento gli aveva donato un aspetto privo di età. Sfuggiva a ogni classificazione, cronologica o caratteriale che fosse[8].
- So di essere uno di quelli che gli uomini non amano; ma sono di quelli di cui si ricordano[9].
- O, Vento | Se l'inverno incombe, può la Primavera essere lontana alle sue spalle? [10].
- Vedo una gran cerchia d'archi, e tutt'intorno giacciono pietre infrante che furono parte un tempo di una solida muraglia. Nelle fessure e sopra le volte cresce una foresta di arbusti, olivi selvatici, e mirti, e rovi intricati, e malerbe confuse… Le pietre sono massicce, immense, e sporgono l'una sull'altra. Vi sono terribili fenditure nelle mura, e ampie aperture da cui si vede il cielo azzurro…[11]
- Più un oggetto sfugge al nostro sguardo, maggiore è lo sforzo che facciamo per afferrarlo, poiché esso punzecchia il nostro orgoglio, eccita la nostra curiosità e ci appare interessante. Combattendo ciascuno per il proprio dio, infatti, si combatte solo per gli interessi della propria vanità, la quale, fra tutte le passioni prodotte dal cattivo assetto sociale, è quella che può essere offesa più facilmente e quella che meglio si presta a commettere follìe[12].
The Letters [modifica]
- Napoli, 22 dicembre 1818
Mio caro Peacock,
la nostra successiva escursione è stata il Vesuvio. Abbiamo raggiunto Resina [Ercolano] in carrozza. Lì Mary e io siamo montati sui muli, mentre Clare è stata trasportata sulle spalle di quattro uomini, seduta su di una sedia, come un membro del Parlamento che ha vinto le elezioni, e spaventata allo stesso modo, anche se con minor ragione. - Il Vesuvio, dopo i ghiacciai, è la più impressionante esibizione delle energie della natura che ho mai visto. Non ha la incommensurabile grandezza, la irresistibile magnificenza né, sopra tutto, la radiante bellezza dei ghiacciai; ma possiede tutta la loro caratteristica forza, tremenda e irresistibile. [...] La lava, come il ghiaccio, striscia continuamente con un suono crepitante come quello del fuoco che si spegne.
[Percy Bysshe Shelley, The Letters, London 1912]
Note [modifica]
- ↑ Lettera a Ralph Wedgwood; cit. in Poesia n. 193, Crocetti 2005
- ↑ Charles Morgan, La fontana, Mondadori 1961
- ↑ Sul sistema vegetale di dieta
- ↑ Franco Libero Manco, Biocentrismo. L'alba della nuova civiltà, Nuova Impronta 1999
- ↑ Corriere della sera, 17 agosto 1992
- ↑ Focus n. 87, p. 144
- ↑ Ode a Napoli; cit. in Vincenzo Pepe, La baia di Napoli in alcuni campioni di poesia…
- ↑ Peter Quennell, Byron in Italia, Bologna, Il Mulino 1999
- ↑ Charles Baudelaire, Lettre à Sainte-Beuve
- ↑ Ode al vento dell'Ovest
- ↑ The Coliseum
- ↑ La necessità dell'ateismo [1813], Nessun Dogma, Roma 2012, pagg. 15-16
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