Pier Ferdinando Casini

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
(Reindirizzamento da Pierferdinando Casini)
Pier Ferdinando Casini

Pier Ferdinando Casini (1955 – vivente), uomo politico italiano.

Citazioni di Pier Ferdinando Casini[modifica]

  • In questi ultimi sei mesi, nella Dc, non c'è stata solo una doverosa opera di pulizia o di cambiamento della classe dirigente. C'è stata una vera e propria mutazione genetica della nostra identità. Il partito è stato dato in appalto a una parte limitata dell'associazionismo cattolico sempre strabico verso la sinistra. (da la Repubblica, 24 gennaio 1994)
  • Caro Di Pietro, i tuoi articoli rivelano passione civile e senso dell'opinione pubblica e mi inducono a darti un caloroso e rispettoso benvenuto. Ho trovato nelle tue parole qualche assonanza con lo sforzo che anche noi stiamo facendo per moderare i toni della contesa e per superare le derive ideologiche che costituiscono il retaggio di un tempo andato. Il mio benvenuto, perciò, è ancora più caloroso. Da parte mia ti esprimo consenso soprattutto per il tuo rifiuto della politica urlata, insultata, violentata e per l'insieme delle tue considerazioni che vale a segnalare quanto sia indispensabile un lavoro comune per riportare lo scontro politico su binari meno estremizzati e rissosi. Spero sia l'inizio di un percorso. Noi del Ccd lo abbiamo avviato da tempo. Se è lo stesso, ci incontreremo. Se sarà diverso, vale almeno la constatazione di esserci trovati in sintonia oggi su quello che l'interesse generale richiede. (dalla lettera aperta a Di Pietro, La Stampa, 24 marzo 1995)
  • Spero che Di Pietro in politica contribuisca a saldare il rapporto incrinato tra l'opinione pubblica e i suoi rappresentanti. (da La Stampa, 4 aprile 1995)
  • Come tutti i bolognesi, mi affido anch'io alla protezione della Madonna di San Luca, confidando nel suo aiuto per svolgere con serena imparzialità e rigore il mio mandato. (dal discorso di inizio mandato; citato in La Madonna in Aula, la Repubblica, 1 giugno 2001)
  • Enunciare la specificità cristiana dell'Europa è la constatazione di una verità elementare, non dirlo è una forzatura della realtà che fa pensare ad un'inaccettabile pregiudiziale culturale ed ideologica. Si è scelta la soluzione di appiattire tutto, pur di non dare all'eredità cristiana il [suo posto di rilievo]. (da Il Messaggero, 18 giugno 2003, pag. 16)
  • Per Antonio Di Pietro ci vuole un ruolo di primo piano nell'alleanza di centro-destra, la sua collocazione più naturale. Dovrebbe essere uno dei leader della coalizione. (14 aprile 1995; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Piercasinando, la Repubblica, 14 febbraio 2006)
  • A correre con Berlusconi per Palazzo Chigi ci andremmo a impiccare in una polemica sul conflitto d'interessi. (2 giugno 1995; citato in Gian Antonio Stella, Così Bondi usò il corteo per schiaffeggiare Pierferdy, Corriere della sera, 17 novembre 2006, p. 11)
  • Noi, al contrario della sinistra, dobbiamo vincere le elezioni. La sinistra o le vince o le vince a tavolino con i ribaltoni o con l'intervento del potere giudiziario che il più delle volte interviene a fiancheggiarla. [...] La vera anomalia italiana non è Berlusconi, ma che Forlani sia ai servizi sociali e D'Alema a palazzo Chigi. Rispetto a questo, la proprietà di Mediaset è un piccolo e trascurabile dettaglio. (da Il Messaggero, 19 gennaio 1999)
  • Per il Paese l'immagine è un punto determinante, ovunque nel mondo l'Italia è simbolo di qualità, di originalità, di gusto. Il rischio più grave? Banalizzare o volgarizzare l'origine italiana. Basta con il vezzo del cinismo ai danni del nostro Paese! (da Il Resto del Carlino, 9 novembre 2004)
  • [Telefonata a Marcello Dell'Utri, condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa] I sensi più profondi di stima e amicizia. (citato in Casini, stima e amicizia a Dell'Utri Ma è polemica sulla telefonata, la Repubblica, 1 dicembre 2004)
  • Io non ho niente da nascondere. Sì, sono stato in un prato sui colli bolognesi, una sera i miei amici fumavano uno spinello, m'hanno detto ne vuoi? No, Giovanardi non c'era... Era una sera d'estate dopo il liceo classico. Che volete che vi dica.... l'ho fatto. (dall'intervista di Paolo Garimberti, Massimo Giannini e Luigi Contu, "Basta attacchi ai giudici così si aiuta il centrosinistra", la Repubblica, 3 febbraio 2006, p. 13)
  • Antonio Di Pietro è una vergogna per la magistratura e per la politica. (dal discorso al convegno dell'UDC del 4 febbraio 2006 a Roma; citato in Antonio Di Pietro, Io, Casini e la vergogna, l'Unità, 7 febbraio 2006, p. 25)
  • [Dopo il rinvio a giudizio di Cuffaro da parte del Tribunale di Palermo per favoreggiamento alla mafia] Posso sbagliare ma, nella mia responsabilità politica, ritengo che Salvatore Cuffaro sia una persona perbene e dunque lo candideremo alle elezioni. (da Ballarò, 7 febbraio 2006; citato in Marco Galluzzo, Casini-D'Alema, lite su Cuffaro e Unipol, Corriere della sera, 8 febbraio 2006, p. 12)
  • [Art. 29] Certe vestali della difesa dell'intangibilità della costituzione dovrebbero vergognarsi di non difendere l'unico articolo che va difeso veramente. (citato in Paride Travaglini, Il presidente Casini nelle Marche, ilQuotidiano.it, 19 marzo 2006)
  • Berlusconi è il più intelligente di tutti noi perché ha 2 cervelli. Ragionano a volte sconnessi ma quando si connettono è invincibile! (ai giornalisti parlamentari, 11 maggio 2006)  Fonte? Fonte?
  • Oriana Fallaci è stata la più grande giornalista italiana dell'ultimo secolo. Una donna straordinaria, una scomoda testimone dell'Occidente e dei suoi valori, uno spirito critico implacabile di fronte alle nostre troppe timidezze e pavidità. I suoi scritti dovranno ancora per lungo tempo essere motivo di riflessione per tutti noi. (citato in Si è spenta Oriana Fallaci, trentinolibero.org, 16 settembre 2006)
  • Se Berlusconi dovesse morire Travaglio resterebbe disoccupato. (dalla trasmissione televisiva Annozero, 31 novembre 2006)
  • [In riferimento al V-Day] È la più grande delle mistificazioni. Una manifestazione di cui vergognarsi profondamente per una piazza che applaude o comunque fa festa per la morte di Marco Biagi che invece andrebbe santificato. Dovrebbero poi vergognarsi quei politici che pur di stare sull'onda del consenso popolare hanno mandato dei messaggi di adesione a Grillo. (citato in Mario Stanganelli, V-Day, il giorno dopo esplode la polemica, Il Messaggero, 10 settembre 2007)
  • Oggi il nucleare è sicuro, gli italiani pagano il doppio di energia, il nostro Paese è purtroppo uno di quelli che non riesce a modernizzarsi in Europa. Facemmo una scelta scellerata venti anni fa con quel referendum sull'onda dell'emotività di Chernobyl, ma oggi c'è bisogno di ritornare sulla strada del nucleare. (dall'intervista al Tg1 del 7 ottobre 2007; citato in Nucleare, Casini attacca Pecoraro, La Stampa, 7 ottobre 2007)
  • [Riferendosi ai parrucconi della politica citati da Silvio Berlusconi] Io la parrucca non ce l'ho, qualcun altro non lo so. Chieda a lui, l'esperto di parrucche è lui e non io. (dall'intervista di Maurizio Belpietro del 23 novembre 2007; citato in L'ironia di Casini su Berlusconi: "Lo specialista in parrucche è lui", La Stampa, 23 novembre 2007)
  • [Riferendosi al voto di preferenza] Perché[..] non ci sono parlamentari che difendono il territorio, perché? Perche quando il parlamentare non deve la sua elezione al popolo, ma la deve al leader, la democrazia va in corto circuito, perché quando io quando sò di essere in parlamento non grazie a voi, ma grazie alla compiacenza di un capo, il mio problema sarà di non disturbare il manovratore (Citato in un comizio a Cosenza del 28 marzo 2009)
  • La prima Repubblica non è stata uccisa dai giudici di Mani Pulite. Era già morta molto prima, quando si era chiusa in una difesa cieca della propria classe politica. Nel clima tempestoso di questi giorni una difesa assoluta e corporativa di tutto e di tutti ci metterà, prima o poi, in una situazione insostenibile nei confronti dell'opinione pubblica. (citato in Massimo Fini, Guerra civile? No, ma uno psicolabile ne ha colto il clima, Il Gazzettino, 18 dicembre 2009)
  • [In riferimento alla dichiarzione di Romano Prodi sul Governo Monti.] Un ex Presidente del Consiglio, un amico di molti di noi, nei giorni scorsi ha detto: «È giusto, buono, il Governo Monti, ma nasce sulla sconfitta della politica». Mi permetto di correggerlo. Io penso che la sconfitta della politica sia costituita dai Governi che, dopo avere suscitato tante aspettative nella gente durante la campagna elettorale, le deludono nel corso del loro operato. Lì nasce la sconfitta della politica, lì vi è la delegittimazione della politica. Questa è la nostra vera sconfitta e questo, purtroppo, è capitato in passato troppo spesso.[1]
  • [Sul Governo Monti] In questi mesi questo Governo ha portato il Paese fuori dal baratro e non nel baratro, come qualcuno, falsificando la realtà, sostiene. Non starò a citarvi gli andamenti degli spread, i commenti delle istituzioni economiche mondiali ed europee. Basta un solo dato: un anno fa rischiavamo di non pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici ed eravamo un problema per la stabilità europea. Non eravamo in grado di adempiere agli impegni e ai protocolli europei sottoscritti dal Governo Berlusconi. Oggi siamo elemento di stabilità, finanziaria ed economica e, nonostante la crisi faccia ancora soffrire famiglie, lavoratori e imprese, abbiamo gettato le basi per una politica che certamente dovrà essere impostata da qui in poi sulla crescita e i primi segnali si colgono nella legge di stabilità, che dobbiamo approvare prima della fine dell'anno. Certo, i principali protagonisti di questa gigantesca rivoluzione politica sono stati gli italiani, che con i loro sacrifici si sono assunti la responsabilità di salvare il Paese, ma è difficile non cogliere nella guida del Presidente del Consiglio un salto di mentalità e di comportamenti che noi attendevamo da tempo.[2]

Citazioni tratte da interviste[modifica]

Intervista di Andrea Cangini, «Non siamo i servi del Cavaliere. Il futuro? La grande coalizione», Quotidiano Nazionale, 28 novembre 2007
  • Berlusconi tratta gli alleati come un padrone del Settecento trattava gli schiavi.
  • [Riferendosi al nuovo Partito della libertà] È solo un escamotage pubblicitario per allargare Forza Italia e superare un momento di difficoltà.
Intervista di Aldo Cazzullo, «Rifiutai di fare il premier dopo Prodi. In Silvio io ormai non ho fiducia», Corriere della sera, 17 febbraio 2008
  • Non ci credevo più. Non credevo più a Berlusconi. Non credo più che possa essere utile all'Italia
  • Sono stanco di ascoltare gli stessi slogan, le medesime promesse vane, la solita litania di numeri, di spese miliardarie senza coperture, di frasi pensate per compiacere la gente anziché dirle la verità. Dalla politica ho avuto moltissimo. Perché dovrei ingaggiare una battaglia al fianco di una persona in cui non credo più?
  • Strumentalizzare la Chiesa è da mentecatti. Ed è l'ultima cosa che farei, in questo momento della mia vita politica.

Citazioni su Pier Ferdinando Casini[modifica]

  • A Casini l'ho sempre detto: se lui si fosse giocato bene le sue carte e fosse entrato nel PDL, oggi sarebbe il successore naturale di Berlusconi. (Gaetano Quagliariello)
  • Casini è uno stronzo. Casini è come quelli che non potendo avere meriti e qualità insultano gli altri. Casini è quel che rimane dei democristiani, di quei furfanti e farabutti che tradivano il nord. (Umberto Bossi)
  • Casini lavora per un disegno che prevede la cancellazione delle sinistre. E questo rende le cose maledettamente più complicate. (Nichi Vendola)
  • Credo che molte delle contorsioni del Pd dipendano dalle geometrie variabili dell'Udc, un meccanismo un po' opaco. A Casini vorrei chiedere: perché sostiene Mercedes Bresso e non me?. (Emma Bonino)
  • Ho un ottimo rapporto con Casini. Non nascondo l'affetto che provo per Pier Ferdinando. Di lui mi piace la straordinaria simpatia. È una persona gradevole: gli voglio bene. Sono grato a Casini. Dopo la sentenza del Tribunale di Palermo (in realtà era prima, ndr) si espose come presidente della Camera manifestando solidarietà in modo spontaneo, sincero, disinteressato. (Marcello Dell'Utri)
  • Ringrazio Casini per la passione che ha messo nel difendermi. Non posso accettare lezioni di morale da nessuno e non posso accettare processi in tv o nelle piazze. (Salvatore Cuffaro)

Note[modifica]

  1. Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri alla Camera dei Deputati della Repubblica Italiana il giorno della richiesta della fiducua al Governo Monti. Resoconto stenografico dell'Assemblea, Seduta n. 551 del 18 novembre 2011, Discussione sulle comunicazioni del Governo
  2. Camera dei Deputati – XVI Legislatura – Seduta n. 730 di giovedì 6 dicembre 2012 – Resoconto stenografico dell'Assemblea. Roma, Camera dei Deputati, 6 dicembre 2012.

Altri progetti[modifica]