Pierluigi Battista

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Pierluigi Battista (1955 – vivente), giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.

Citazioni di Pierluigi Battista[modifica]

  • Se la laicità è dubbio e non dogma, spirito critico e non fideismo, attenzione alla realtà e non rigidità dottrinaria, come può un laico non capire che anche i più recenti fatti di cronaca [riguardanti l'aborto] pongono dilemmi etici schiaccianti cui ("laicamente") non si può far fronte muniti arrogantemente di risposte preconfezionate, perfettamente allineate in una nuova, seppur profana forma di catechismo? (da Una sfida per i laici, Corriere della sera, 10 marzo 2007, p. 1)
  • La democrazia è un'arena dove, se non si scontrassero tesi contrapposte, si assisterebbe a uno spettacolo avvilente, al trionfo del pensiero unico, dove vince chi fischia più forte. (da La lezione di Voltaire valga anche per il Papa, Corriere della sera, 14 gennaio 2008, p. 28)
  • Il diritto di intervento culturale e morale da parte dell'autorità cattolica non può essere dimezzato, sebbene una regola molto semplice faccia fatica a imporsi in Italia: nella discussione sui valori che ispirano le leggi ogni voce è libera, ma nella decisione è invece libero lo Stato. (da Quando il Papa piace ai laici, Corriere della sera, 6 giugno 2008, p. 1)
  • Parlare con la Chiesa (come con tutti) dunque si può. Ascoltarne i suggerimenti (come quelli di tutti) non è in quanto tale sintomo di lesa laicità. (da Quando il Papa piace ai laici, Corriere della sera, 6 giugno 2008, p. 1)
  • La storia non è un destino già scritto in partenza e la lezione del passato non può essere un alibi, un automatismo mentale per non capire che non tutto è sempre uguale a se stesso, malgrado le apparenze. (da Questi Fantasmi, Corriere della sera, 31 ottobre 2008)
  • La violenza politica è una bestia che si autoalimenta, che si dilata a dismisura quanto più riesce a occupare il centro della scena, quando riesce a imporsi con prepotenza nel cuore del discorso pubblico. (da Questi Fantasmi, Corriere della sera, 31 ottobre 2008)
  • Oggi fare il gioco della guerra tra «fascisti» e «comunisti» è solo un patetico rifacimento di una storia senz'anima e il richiamo alle identità maledette del passato, una recita in cui l'attimo dello scontro violento ne è solo il compimento rituale. (da Questi Fantasmi, Corriere della sera, 31 ottobre 2008)
  • [Sulla Juventus] Significa emozione, orgoglio, voglia di combattere, identificazione con una storia. La Juve si sceglie, non è la squadra del gonfalone, del municipio, della città. È un innamoramento che dura nel tempo.[1]
La doppia misura della libertà di stampa, Corriere della Sera, 15 novembre 2010
  • Bisognerebbe avere un metro in comune, per scambiarsi i giudizi sulle cose. Un criterio elementare che magari non riesce a trovare la strada giusta per un'irraggiungibile Verità, ma che per lo meno non sia apologia dell'opposto della verità: la malafede o l' ipocrisia.
  • Se Feltri ha violato la legge, che paghi, come tutti i cittadini. Ma se al posto di un tribunale della Repubblica, un'inquisizione corporativa stabilisce che un giornalista non possa scrivere per tre mesi, allora è censura.
  • L' altra sera, intervistato da Daria Bignardi, Eugenio Scalfari ha sostenuto che Feltri meriterebbe la radiazione a vita dall'Albo dei giornalisti. Chissà quale apocalittica punizione dovrebbe invocare, allora, per chi, nel suo gruppo editoriale, pubblicò negli anni Settanta colossali patacche sul conto dell'allora presidente della Repubblica Giovanni Leone, costringendolo a ingiuste dimissioni.
  • La libertà di stampa è buona solo per se stessi. Vale solo se conviene. Se non conviene, viva il bavaglio: da mettere sulla bocca degli altri.

Citazioni su Pierluigi Battista[modifica]

  • Stampa e tv di regime vigilano occhiute su questa impar condicio, disperdendo con gli idranti chi osa criticare il governo e minimizzando le sparate del governo. Ieri, sul solito Pompiere [riferendosi al Corriere della Sera], il solito Pigi Cerchiobattista conciava per le feste il mite Nicola Zingaretti, reo di aver dichiarato che, grazie alla Gelmini, "la scuola italiana vive uno dei giorni più brutti del dopoguerra". Parole che Pigi, tutto spettinato, definisce "lessico apocalittico", "oltranzismo", "demagogia", "esasperazione", "grillismo di maniera", "invettive e insulti che ammorbano la politica italiana". E manca poco che chiami la forza pubblica. Silenzio invece sulla lucida difesa della Gelmini per la scuola statal-leghista di Adro: "Chi polemizza con il sindaco di Adro dovrebbe farlo per coerenza anche quando sono simboli della sinistra a entrare in classe". Si ignora quali simboli della sinistra abbia in mente la poveretta: probabilmente, i libri. (Marco Travaglio)

Note[modifica]

  1. Citato dall’intervista Pierluigi Battista: «C'è bisogno di una rivoluzione», ju29ro.com, 1º aprile 2010.

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