Piero Fassino
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Piero Fassino (1949 – vivente), uomo politico italiano.
- Non si può pensare di unire il riformismo italiano senza l'apporto di quella grande storia politica che, da Matteotti a Buozzi, da Saragat a Nenni, da Morandi a Lombardi, da Pertini a Brodolini, da De Martino a Craxi, ha rappresentato un filone culturale e politico essenziale della sinistra riformista italiana. (citato in Luigina Venturelli, Il leader Ds: «Nel partito dei riformisti non può mancare quella tradizione che va da Nenni a Craxi», l'Unità, 3 febbraio 2007)
Sette, 1 novembre 2001
- La sinistra deve fondare la propria identità sul mutamento e sulla capacità di tenere insieme modernità e diritti. È quello il campo della sfida: vince chi ha la proposta più convincente.
- Io sono nato a Torino e sono sabaudo. Sono alto e magro e ho questa immagine un po' austera, un po' calvinista, tipica di chi è nato, vissuto e cresciuto in una città che è forgiata dalla cultura e dall'etica del lavoro. Una città fatta di understatment, dove nessuno deve mai superare un certo limite perché sennò viene considerato stravagante
- Io sono sempre stato uno molto allegro. Amo il jazz, quando vado negli Stati Uniti vedo due musical al giorno. Mi piace ballare. Mi piace giocare a pallone. Ho giocato nella Juventus fino alla squadra juniores. Però la politica la faccio sul serio.
- Mio nonno è stato un fondatore del Partito socialista, mio padre è stato uno dei più noti comandanti partigiani. Respiro politica dalla nascita.
- Lo sciopero è un momento di lotta e la lotta non è mai un momento gioioso.
- [Giuliano Ferrara] Il suo carattere arrogante, il suo spirito di provocazione e la sua spregiudicatezza sono a volte insopportabili. Ma non è uomo che fa delle scelte per interessi banali.
- Ho fatto il movimento studentesco. Ma con la cravatta non con l'eskimo. Qualche volta mi hanno perfino scambiato per un poliziotto.
- Quando Berlusconi ci chiama comunisti è uno sciocco. La nostra generazione si è iscritta al Pci contro lo stalinismo, contro la gerontocrazia sovietica, contro il totalitarismo.
- Dai gesuiti ho imparato una lezione: più che rassicurare i fedeli, bisogna preoccuparsi di evangelizzare gli infedeli.
- Dire a un compagno che è di «destra» quando non se ne condividono le idee è uno schema classico dello stalinismo. Cioè far credere che un problema c'è non perché esiste nella realtà, ma perché qualcuno ha «tradito». Non è il mio modo di fare politica.
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