Piero Jahier
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Piero Jahier (1884 – 1966), scrittore e poeta italiano.
- Mi dicono pignolo, come in Italia chiamano chiunque faccia il proprio dovere. (citato da Stefania Jahier, nipote del poeta, nell'intervista di Elisabetta Soglio, "Ma con questo assessore è davvero impossibile lavorare", Corriere della sera, 15 gennaio 1996)
[modifica] Con me e con gli alpini
- Altri morirà per la Storia d'Italia volentieri
e forse qualcuno per risolvere in qualche modo la vita,
Ma io per far compagnia a questo popolo digiuno
che non sa perché va a morire
popolo che muore in guerra "perché mi vuole bene"
"per me" nei suoi sessanta uomini comandati
siccome è il giorno che tocca morire. - Sotto le coperte non si conosce miseria.
- Ci sono dei visi di santi; usati soltanto dalla passione del lavoro. Guardano con occhi senza malizia, le iridi chiare della montagna dove la lotta è con l'elemento, non con l'uomo. Non sono scettici loro; sono forti: quello che credono lo potranno operare. [...] Mi sforzo di mettermi al loro livello, di farmi le loro vere obiezioni. Ma ecco scopro che salgo di livello io, che proprio io divento più vero.
- [Sull'esercito] Unica scuola che abbia serbato un orario ragionevole: accordato col sole; che abbia serbato un abito razionale: accordato alla media del clima; e un cibo proporzionato al consumo. Unico istituto che possa educare completamente, perché ha un completo-potere; e possiede veramente un uomo, nel suo cibo, nel suo riposo, nel suo costume.
[modifica] Bibliografia
- Piero Jahier, Con me e con gli alpini, Edizioni de La Voce, Roma, 1920.
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