Piero Ottone
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Piero Ottone (1924 – vivente), giornalista italiano.
- La stampa italiana funziona male ma anche la magistratura non funziona a dovere. Il male è diffuso, l'Italia non è un Paese del tutto civile, come ho avuto modo di scrivere. Ma noi contribuiamo al degrado dispensando notizie con licenza di uccidere. (dall'intervista di Marco Ferrari, «Regole per tutti, giornali e giudici», l'Unità, 25 giugno 1995, p. 2)
- L'Italia è un paese disorganizzato, dissipatore, di mediocri tradizioni, in cui si vive meno bene che in altri paesi d'Europa o d'Oltreoceano. (da L'Italia è un paese civile?, Mondadori, 1995)
- Il giudice di ultima istanza è il pubblico; e il pubblico legge sempre meno. Il numero totale di copie vendute cala. In Italia, rispetto agli altri paesi, leggiamo poco. La stampa è in crisi. Le promozioni, a volte intelligenti, a volte strampalate, tentano invano di mettere un argine. (da Quotidiani. La soppressione delle notizie, L'espresso, n. 34, 1996)
- Non sono gli errori a fare scandalo. Quel che preoccupa è la convinzione, sempre più diffusa, che le buone maniere siano un'anticaglia, e che non valga la pena di impararle. (da Il Venerdì di Repubblica; citato in Selezione dal Reader's Digest, ottobre 1997)
Il decalogo del giornalista
- Scrivi sempre la verità, tutta la verità, solo la verità.
- Cita le fonti. Se la tua fonte vuole restare anonima, diffida.
- Verifica quel che ti dicono. Se non puoi verificare, prendi le distanze.
- Non diffamare il prossimo, ed evita le frasi del tipo: "Sembra che il tale abbia rubato...", "Si dice che il tal altro abbia ammazzato...".
- Non obbligare il lettore a leggere una colonna di roba prima che cominci a capire che cosa è successo.
- Non fare lunghe citazioni fra virgolette all'inizio di un "pezzo" senza rivelare subito chi sia il loro autore (il metodo non crea suspense, come forse crede il giornalista: dà solo fastidio).
- Non mettere mai fra virgolette, nei titoli, frasi diverse da quelle che sono state pronunciate.
- Evita le iperboli e le metafore di Pierino, come "bufera" ("il partito è nella bufera"), "giallo" ("il giallo di Ustica"), "rissa" (ed è subito rissa fra "x e y"), "fulmine a ciel sereno", "scoppiato come una bomba".
- Prima di scrivere nel titolo che "Londra è nel panico", va' a Londra e controlla se otto milioni di persone sono davvero uscite di testa.
- Non dire mai: "L'obiettività non esiste". È l'alibi di chi vuole raccontare palle. (citato in Stefano Malatesta, La giornaleide, la Repubblica, 25 settembre 1996)
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