Pol Pot
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Pol Pot, pseudonimo di Saloth Sar (1925 – 1998), uomo politico cambogiano.
- Prendiamo l'agricoltura come fattore fondamentale e ci serviamo dei capitali accumulati attraverso l'agricoltura per edificare progressivamente l'industria e trasformare in breve tempo il Kampuchea in un paese agricolo moderno, poi in un paese industriale, attenendoci fermamente alla linea di indipendenza, di sovranità e di contare fondamentalmente sulle nostre forze. [...] Il nostro obiettivo è di mettere in campo, consolidare e sviluppare progressivamente i complessi industriali e artigianali di grandi, medie e piccole dimensioni, a Phnom Penh, nelle altre zone, regioni, distretti e nelle cooperative. [...] Nell'immediato il nostro obiettivo principale (nell'educazione, ndr) è l'eliminazione dell'analfabetismo. Nella vecchia società vi erano delle scuole e licei e un certo numero di facoltà ma in campagna il 75% della popolazione, in particolare i contadini poveri e medio poveri non sapevano né leggere né scrivere, e anche in città il 60% dei lavoratori erano analfabeti. Attualmente, appena due anni dopo la liberazione, solo il 10% della popolazione è analfabeta (oggi è di nuovo il 50%, ndr). [...] Abbiamo sviluppato e svilupperemo delle reti sanitarie creando dei centri ospedalieri e dei centri di fabbricazione dei medicinali in tutte le cooperative e nella capitale. [...] La salute del nostro popolo ha conosciuto un miglioramento considerevole. Abbiamo eliminato definitivamente le malattie sociali e la tossicomania. (da un discorso del 1977[1])
Intervista di Nate Thayer, Pol Pot, autodifesa di uno sterminatore, la Repubblica, ottobre 1997
- Io ero venuto (al potere, NdR) per portare a compimento la lotta, non per uccidere la gente. Anche adesso, può vederlo. Sono forse una persona selvaggia? La mia coscienza è pulita.[2]
- Il nostro movimento (Khmer Rossi, ndr) ha commesso degli errori, ma non avevamo altra scelta. Naturalmente dovevamo difenderci. I vietnamiti volevano assassinarmi perché sapevano che senza di me avrebbero potuto facilmente fagocitare la Cambogia.[2]
- Dire che milioni di persone morirono (a causa mia, NdR) è troppo. Gran parte dei cambogiani di cui si attribuisce la morte a me sono stati in realtà uccisi dai vietnamiti.[2]
- Non avevo dato l'ordine di uccidere quella gente, i bambini, i giovani. Per Son Sen (ministro della Difesa nonché parente di Pol Pot, NdR) e la sua famiglia, sì, sono addolorato. È stato un errore mettere in atto quel piano.[2]
[modifica] Citazioni su Pol Pot
- È stato un padre esemplare e affettuoso (Mea Sitha Sar, sua figlia[3])
[modifica] Note
- ↑ Citato in Onore a Pol Pot, Il Bolscevico, n. 17, 1998.
- ↑ a b c d Antonio Scuteri, La tranquilla coscienza del dittatore Pol Pot, repubblica.it, 22 ottobre 1997.
- ↑ ASCA, 11 marzo 2008.