Popolo
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Citazioni sul popolo.
- Come fare di un popolo il padrone di se stesso, se non è sottomesso a Dio? (Alexis de Tocqueville)
- Guai al popolo che per la speranza di una grandezza impossibile o per semplice disperazione giunge a considerare il suo «Capo» come un essere provvidenziale e sacro, dotato di un potere magico e di un'onnipotenza miracolosa. Di sacro non c'è altro che il diritto naturale della persona umana. (Karl Jaspers)
- Gli amori della moltitudine sono brevi ed infausti; giudica, più che dall'intento, dalla fortuna; chiama virtù il delitto utile, e scelleraggine l'onestà che le pare dannosa; e per avere i suoi plausi conviene o atterrirla, o ingrassarla, e ingannarla sempre. (Ugo Foscolo)
- I popoli, al pari degli individui, tanto possono quanto sanno. (Aristide Gabelli)
- I popoli della fame interpellano oggi in maniera drammatica i popoli dell'opulenza. La chiesa trasale davanti a questo grido d'angoscia e chiama ognuno a rispondere con amore al proprio fratello. (Papa Paolo VI)
- Il popolo molte volte desidera la rovina sua ingannato da una falsa specie di bene; e come le grandi speranze e gagliarde promesse facilmente lo muovono. (Niccolò Machiavelli)
- I repubblicani [...] sono umani e sensibili. Soltanto i despoti sostengono che la pena di morte è un attriburo necessario all'autorità. Il popolo sovrano un giorno l'abolirà. (Anatole France)
- L'oppio è ormai la religione dei popoli. (Ennio Flaiano)
- La giustizia fa onore ad una nazione, ma il peccato segna il destino dei popoli. (Bibbia, Proverbi)
- Lasciamo il '48 – fece Bakunin – Dio non fa parte delle nozioni umane, e la sovranità del popolo è la più sottile delle gherminelle politiche. (Riccardo Bacchelli)
- Noi non scriviamo per il popolo. Qualsiasi tipo di arte si rivolge solo all'aristocrazia intellettuale di una nazione. (Guy de Maupassant)
- Non c'è riposo per i popoli liberi: il riposo è un'idea monarchica. (Georges Clemenceau)
- Un popolo non comincia a vivere quando la storia comincia a scrivere. (Simion Mehedinţi)
[modifica] Proverbi italiani
- Chi dipende dalla plebe deve essere incudine o martello.
- Chi serve alla plebe si è scelto un cattivo padrone.
- Chi vuol piacere alla plebe, deve farsi uguale ad essa.
- Dove c'è popolo, è confusione.
- È meglio aver a che fare con gli orsi, che con una plebaglia scatenata.
- Guardati da furor di popolo.
- Il popolo è una palla, che va dov'è spinta.
- Il popolo piange quando il tiranno ride.
- Il popolo, il fuoco e l'acqua non si possono domare.
- La miglior cautela di un popolo libero è di non credere ad alcun tiranno.
- La plebe cerca sempre novità.
- La plebe vuol sempre mettere le mani in pasta per fare il pane a modo suo.
- Nel diritto, nel trono e nel lavoro sta la forza del popolo.
- Non disprezzare mai la voce del popolo: esso è in molti, e tu sei solo.
- Non è degno di lode chi adula la plebe.
- Non v'è bestia più pazza della plebe.
- Odio di popolo, vetro tagliente; favor di popolo, nebbia evanescente.
- Ogni popolo ha la sua canzone.
- Pane e feste tengono il popolo quieto.
- Piacere ai savi e alla plebe è impossibile.
- Voce di popolo, voce di Dio.
[modifica] Bibliografia
- Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

