Proverbi milanesi

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Raccolta di proverbi milanesi.

La gotta è la malattia dei signori.
La gotta deriva da un'alimentazione abbondante.
  • Quij che patiss la gotta han de mangià e bev ben, e sgari quando la ven.[2]
Chi soffre di gotta ha mangiato e bevuto bene, e ha urlato quando è arrivata [la gotta].

Senza fonte[modifica]

E[modifica]

  • El mangià per vess assee el gh'ha de cress.
Il cibo, per essere a sufficienza, deve avanzare.
Detto dopo aver mangiato di gusto.
  • In agost, giò el sol gh'è fosch.
In agosto, quando scende il sole c'è buio.
Le giornate cominciano ad abbreviarsi e finiscono presto.

L[modifica]

  • La legora senza corr la se ciappa tutt i or.
La lepre senza correre si prende a tutte le ore.
Se si ha pazienza prima o poi la propria preda sarà catturata senza fatica.
  • La bocca l'è minga stracca se la sa nò de vacca.
La bocca non è mai stanca se non sa di vacca.
Non si è mai sazi e stanchi di mangiare e non si concludono mai i pasti se non con un po' di formaggio (latte di vacca).

O[modifica]

  • Offelee, fa el tò mestee
Pasticciere, fai il tuo mestierie
Ognuno dovrebbe svolgere il proprio compito, quello che sa fare

Q[modifica]

  • Quand pioeuv in agost bagna el bosch.
Quando piove in agosto bagna il bosco.
Le piogge di agosto tornano a bagnare i boschi, rimasti all'asciutto durante l'estate.

Note[modifica]

  1. Citato in Giovanni De Castro, Proverbi italiani illustrati, Francesco Sanvito, 1858, p. 131.
  2. Citato in Giovanni De Castro, Proverbi italiani illustrati, Francesco Sanvito, 1858, p. 133.

Voci correlate[modifica]