Publilio Siro

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Publilio Siro (I secolo a.C.), scrittore latino.

[modifica] Sentenze

  • Odio i ragazzetti d'ingegno precoce. (citato in Apuleio, Sulla magia e in sua difesa, EDIPEM, 1973)
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[modifica] A

  • Alienum aes homini ingenuo acerba est servitus. (1)
I debiti sono la schiavitù degli uomini liberi.
I debiti, per un uomo d'onore, sono un'amara schiavitù![1]
Per l’uomo onesto un debito è una dura schiavitù.[2]
  • Ab alio expectes, alteri quod feceris. (2)
Aspettati da un uno quello che hai fatto a un altro![1]
Aspettati dagli altri ciò che tu hai fatto agli altri (chi la fa l’aspetti).[2]
  • Un animo, che sa cosa sia la la paura, sa avanzare con sicurezza![1]
Animus vereri qui scit, scit tuta ingredi. (3)
  • L'aiuto fra deboli crea una forte unione![1]
Auxilia humilia firma consensus facit. (4)
  • L'amore può essere accettato secondo il proprio volere, ma non ce se ne può disfare![1]
Amor animi arbitrio sumitur, non ponitur. (5)
  • La donna o ama o odia: non conosce via di mezzo.
Aut amat, aut odit mulier, nihil est tertium.[3] (6)
  • Stiamo sempre pronti a sospettare il peggio![1]
Ad tristem partem strenua est suspicio. (7)
  • Ama il padre se è giusto, se non lo fosse sopportalo![1]
Ames parentem, si aequus est: si aliter, feras. (8)
  • È necessario tenere sott'occhio tutto ciò che si può perdere![1]
Aspicere oportet, quidquid possis perdere. (9)
  • Se sopporti i vizi dell'amico (senza correggerli), li fai tuoi.[4]
Amici vitia si feras, facis tua. (10)
  • I debiti, per un uomo d'onore, sono un'amara schiavitù![1]
Alienum aes homini ingenuo acerba est servitus. (11)
  • Ingiuria un assente chi litiga con un ubriaco![1]
Absentem laedit, cum ebrio qui litigat. (12)
  • Un amante irritato mente molto anche verso sé stesso![1]
Amans iratus muta mentitur sibi. (13)
  • L'avaro stesso è causa della sua miseria![1]
Avarus ipse miseriae causa est suae. (14)
  • Un amante conosce ciò che desidera, ma non vede ciò che è saggio![1]
Amans quid cupiat scit, quid sapiat non vidit. (15)
  • Ciò che un amante sospetta, un uomo sveglio lo sogna![1]
Amans quod suspicatur, vigilans somniat. (16)
  • Basta un qualsiasi rumore per causare un disastro![1]
Ad calamitatem quilibet rumor valet. (17)
  • L'amore non può essere estirpato, ma fatto scivolar fuori lentamente![1]
Amor extorqueri non pote, elabi pote. (18)
  • Cancella con le lacrime l'ira della persona che ami![1]
Ab amante lacrimis redimas iracundiam. (19)
  • Solamente quando la donna manifesta la propria malvagità, diventa buona![1]
Aperte mala cum est mulier, tum demum est bona. (20)
  • Non riesci a capire facilmente un avaro se non lo sei pure tu![1]
Avarum facile capias, ubi non sis item. (21)
  • Amare et sapere vix Deo conceditur. (22)
Un Dio dovrebbe amare fermamente ed essere saggio.
Essere innamorati e avere senno è concesso a malapena agli dei.
L'amore e la saggezza a malapena sono concessi a un dio![1]
  • L'avaro non fa nulla di buono se non quando muore![1]
Avarus nisi cum moritur, nil recte facit. (23)
Astus cinaedum celat, aetas indicat. (24)
  • L'avaro si affligge per una perdita più di quanto non lo faccia il saggio![1]
Avarus damno potius quam sapiens dolet. (25)
  • Che cosa di male puoi augurare a un avaro se non di vivere a lungo?[1]
Avaro quid mali optes nisi Vivat diu? (26)
  • Non conviene assolutamente credere a quanto viene da un animo che soffre![1]
Animo dolenti nil oportet credere. (27)
  • A noi piacciono le cose altrui, gli altri preferiscono le nostre![1]
Aliena nobis, nostra plus aliis placent. (28)
  • È giusto amare per un giovane, riprovevole per un vecchio![1]
Amare iuveni fructus est, crimen seni. (29)
  • Una donna anziana, quando si diverte, fa la felicità della morte![1]
Anus cum ludit, morti delicias facit. (30)
  • Amoris vulnus idem, qui sanat, facit. (31)
Le ferite d'amore le sana solo chi le ha inferte.
La stessa persona che l'ha causata, risana anche la ferita d'amore![1]
  • Non tarda a pentirsi chi giudica troppo in fretta![1]
Ad paenitendum properat cito qui iudicat. (32)
Aleator quanto in arte est melior, tanto est nequior. (33)
  • L'amore è causa di inutile preoccupazione![1]
Amor otiosae causa sollicitudinis. (34)
  • Nessuno deve essere avido ma soprattutto chi è vecchio![1]
Avidum esse oportet neminem, minime senem. (35)
  • Le donne virtuose non scelgono l'uomo con l'occhio ma con la ragione![1]
Animo virum pudicae, non oculo eligunt. (36)
Amantium ira amoris integratio est. (37)
Amantis ius iurandum poenam non habet. (38)
  • Un amante è come una fiaccola, brucia sempre più con l'agitarsi![1]
Amans, sicut fax, agitando ardescit magis. (39)
Amor, ut lacrima, ab oculo oritur, in pectus cadit. (40)
Animo imperabit sapiens, stultus serviet. (41)
Amicum an nomen habeas, aperit calamitas. (42)
Amori finem tempus, non animus facit. (43)

[modifica] B

  • È doppiamente gradito un favore fatto senza essere stato richiesto![1]
Bis est gratum quod opus est, ultro si offeras. (44)
Bonarum rerum consuetudo pessima est. (45)
  • Chi non sa fare un favore non ha diritto di chiederne![1]
Beneficium qui dare nescit, iniuste petit. (46)
  • Bonum est fugienda aspicere in alieno malo. (47)
È buona cosa apprendere la cautela dalle sventure altrui.
È bene vedere nell'altrui sfortuna le cose che sono da evitare![1]
  • Accettare un beneficio equivale a vendere la libertà.
Beneficium accipere, libertatem est vendere. (48)
  • Non esiste ora buona per uno che non sia cattiva per un altro![1]
Bona nemini hora est, ut non alicui sit mala. (49)
  • Muore due volte chi muore per volontà altrui![1]
Bis emori est alterius arbitrio mori. (50)
  • Riceve più favori di ogni altro chi li sa restituire![1]
Beneficia plura recipit, qui scit reddere. (51)
Bis peceas, cum peccanti obsequium accommodas. (52)
  • Un animo onesto quando viene offeso si irrita più del normale![1]
Bonus animus laesus gravius multo irascitur. (53)
  • La morte è un bene per l'uomo perché pone fine ai mali della vita![1]
Bona mors est homini, vitae quae extinguit mala. (54)
  • Chi fa un favore a chi ne è degno fa un favore a se stesso![1]
Beneficium dando accepit, qui digno dedit. (55)
Blanditia, non imperio, fit dulcis Venus. (56)
  • Un animo onesto non si adegua a chi sbaglia![1]
Bonus animus numquam erranti obsequium adcommodat. (57)
  • Chi ricorda i favori da lui fatti ne sta per richiedere a sua volta![1]
Beneficium qui dedisse se dicit, petit. (58)
  • L'unione con uno spirito fedele è la migliore delle parentele![1]
Benivoli coniunctio animio maxima est cognatio. (59)
  • Fare spesso favori equivale a insegnare a ricambiarli![1]
Beneficium saepe dare docere est reddere. (60)
  • Imitare il linguaggio della bontà è la più grande malvagità![1]
Bonitatis verba imitari maior malitia est. (61)
  • Bona opinio hominum tutior pecunia est. (62)
Una buona reputazione ha più valore del denaro.
La stima degli uomini è più sicura del denaro![1]
  • Ciò che è buono può essere nascosto, ma non spento![1]
Bonum quod est subprimitur, numquam extinguitur. (63)
  • Vince due volte chi nell'ora della vittoria sa vincere se stesso![1]
Bis vincit qui se vincit in victoria. (64)
  • L'uomo generoso si inventa occasioni per fare del bene![1]
Benignus etiam causam dandi cogitat. (65)
  • Muore due volte chi muore a causa delle proprie armi![1]
Bis interimitur, qui suis armis perit. (66)
  • Riposa bene chi non avverte quanto infelicemente stia dormendo![1]
Bene dormit, qui non sentit quam male dormiat. (67)
  • Un uomo dabbene ridotto in miseria è un rimprovero per i buoni![1]
Bonorum crimen officiosus est miser. (68)
  • Anche nelle tenebre il buon nome mantiene il suo splendore![1]
Bona fama in tenebris proprium splendorem optinet. (69)
  • Le cose bene pensate, ancorché scordate, non vengono perdute![1]
Bene cogitata si excidunt, non occidunt. (70)
  • Giustamente perde i suoi soldi il colpevole che dà soldi al giudice![1]
Bene perdit nummos, iudici cum dat nocens. (71)
  • Bona quae veniunt, ni sustineantur, opprimunt. (72)
I soldi che ci arrivano, se non gestiti, ci opprimono.
Le cose belle che ci accadono ci opprimono se non le sappiamo gestire![1]
  • I soldi sono sono una cosa buona, quando sempre governa la mente![1]
Bona semper imperante animo pecunia est. (73)
Bonum ad virum cito moritur iracundia. (74)
  • Il ricordo di un momento d'ira diventa esso stesso una brevissima ira![1]
Brevissima ipsa est memoria iracundiae. (75)
  • Ben venga la vergogna quando ti fa affrontare il pericolo![1]
Bona turpitudo est, quae periclum vindicat. (76)
Bona comparat praesidia misericordia. (77)
  • Fare un favore a chi ne è degno rende tutti debitori![1]
Beneficium dignis ubi des, omnes obliges. (78)
  • La vita in sé è breve, ma i mali la fanno allungare.
Brevis ipsa vita est, sed malis fit longior. (79)
  • Solamente chi è in malafede o è stolto, crede che i favori siano gratuiti![1]
Boneficia donari aut mali aut stulti putant. (80)
  • È bene perdere un'occasione di gioia se contemporaneamente scompare un dolore![1]
Bene perdas gaudium, ubi dolor pariter perit. (81)
  • Bene visse colui che poté morire come volle![1]
Bene vixit is, qui potuit, cum voluit mori. (82)
  • Avere una buona reputazione equivale ad avere un altro patrimonio![1]
Bene audire alterum patrimonium est. (83)
  • È dell'uomo onesto non imbrogliare nessuno, nemmeno in punto di morte![1]
Boni est viri, etiam in morte nullum fallere. (84)

[modifica] C

  • Accettiamo i vizi a cui siamo abituati, ma biasimiamo quelli nuovi![1]
Consueta vitia ferimus, non reprendimus. (85)
Crudelis in re adversa est obiurgatio. (86)
Cavendi nulla est dimittenda occasio. (87)
  • Negare qualcosa a chi hai sempre dato, equivale a ordinargli di rubare![1]
Cui semper dederis, ubi neges, rapere imperes. (88)
Crudelem medicum intemperans aeger facit. (89)
  • Quando gli amici aspettano la vostra morte significa che i vostri concittadini vi detestano![1]
Cuius mortem amici expectant, vitam cives oderunt. (90)
  • Nessuno che si riconcilia con un nemico può essere tranquillo![1]
Cum inimico nemo in gratiam tuto redit. (91)
  • Il pericolo arriva più velocemente quando viene sottovalutato![1]
Citius venit periclum cum contemnitur. (92)
  • La donna fedele comanda ubbidendo al marito![1]
Casta ad virum matrona parendo imperat. (93)
Cito ignominia fit superbi gloria. (94)
Consilio melius vincas quam iracundia. (95)
Cuivis dolori remedium est patientia. (96)
  • Chi sempre vive nella paura è ogni giorno castigato![1]
Cotidie damnatur, qui semper timet. (97)
Cum vitia prosunt, peccat qui recte facit. (98)
  • L'insulto non è sopportato né dall'uomo forte né da quello libero![1]
Contumeliam nec fortis pote nec ingenuus pati. (99)
Conscientia animi nullas invenit linguae preces. (100)
  • Le cose liete dei disonesti, presto si trasformano in disgrazia![1]
Cito improborum laeta ad perniciem cadunt. (101)
  • Per il sapiente è peggio essere disprezzato che percosso![1]
Contemni gravius est sapienti quam percuti. (102)
  • Il giorno che viene è sempre peggio di quello passato![1]
Cotidie est deterior posterior dies. (103)
  • Comes facundus in via pro vehiculo est. (104)
Un compagno facondo ti serve in viaggio quasi di vettura.[5]
Un compagno di viaggio, buon conversatore, equivale ad un mezzo di trasporto![1]
  • Chi desidera la morte lascia dei sospetti sulla propria vita![1]
Crimen relinquit vitae, qui mortem appetit. (105)
  • A chi gli è consentito fare più di quanto sia lecito, vuole più di quanto gli si permette![1]
Cui plus licet quam par est, plus vult quam licet. (106)
  • Nei confronti dello sfrontato la troppa ingenuità è stoltezza![1]
Contra inpudentem stulta est nimia ingenuitas. (107)
  • Costringi l'amante all'ira se desideri essere amato![1]
Cogas amantem irasci, amari si velis. (108)
  • È crudele e non forte chi uccide un bambino![1]
Crudelis est non fortis, qui infantem necat. (109)
  • Molte persone istruite si avvalgono dei consigli di coloro che istruiti non sono![1]
Consiliis indoctiorum multi se docti explicant. (110)
  • Fai attenzione a non iniziare nulla di cui poi ti possa pentire![1]
Cave quicquam incipias, quod paeniteat postea. (111)
  • Quello di cui tutti parlano bene possiede il bene di tutto il mondo![1]
Cui omnes benedicunt, possidet populi bona. (112)
  • Se non vuoi adirarti spesso con qualcuno, arrabbiati per bene una volta per tutte![1]
Cui nolis saepe irasci, irascaris semel. (113)
Crudelis lacrimis pascitur, non frangitur. (114)
  • Gli occhi sono ciechi quando la mente si interessa di altre cose![1]
Caeci sunt oculi, cum animus alias res agit. (115)
  • Caret periclo, qui etiam cum est tutus cavet. (116)
Corre meno pericoli colui che, anche se è al sicuro, sta in guardia.
Evita ogni pericolo chi è guardingo pur sentendosi sicuro![1]
Cum ames non sapias, aut cum sapias non ames. (117)
Cicatrix conscientiae pro vulnere est. (118)
  • Può arrivare a tutto chi può arrivare a chiunque![1]
Cuivis potest accidere, quod cuiquam potest. (119)
  • Fai attenzione a non credere amica una persona se non ne hai le prove![1]
Cave amicum credas, nisi si quem probaveris. (120)
  • Contro un uomo felice anche un dio, a stento, ha la meglio![1]
Contra felicem vix deus vires habet. (121)
  • Premiare un avaro equivale ad incoraggiarlo a far del male![1]
Cum das avaro praemium, ut noceat rogas. (122)

[modifica] D

  • Discipulus est prioris posterior dies. (123)
L'oggi è maestro del domani.[6]
Il giorno seguente è lo scolaro del precedente.
Il giorno che segue ricorda la lezione del giorno che lo ha preceduto![1]
Il domani è lo scolaro di oggi.[2]
  • Damnare est obiurgare, cum auxilio est opus. (124)
Censurare chi ha bisogno di aiuto equivale a condannarlo![1]
Far rimproveri a chi chiede aiuto, significa respingerlo.[2]
  • Diu adparandum est bellum, ut vincas celerius. (125)
Occorre preparare per tempo la guerra per vincere più velocemente![1]
Se vuoi vincere rapidamente, preparati a lungo alla guerra.[2]
  • Dixeris maledicta cuncta, cum ingratum hominem dixeris. (126)
Quando dai ad uno dell'ingrato ne hai riassunto in una parola tutti i difetti![1]
Dare ad uno dell'ingrato è come coprirlo con tutte le peggiori ingiurie. [2]
  • De inimico ne loquaris male, sed cogites. (127)
Non parlare male del tuo nemico, accontentati di pensarlo![1]
Del tuo nemico pensane male, ma non parlarne male.[2]
  • Deliberare utilia mora tutissima est. (128)
Decidere le cose utili con calma rende il risultato sicuro![1]
Nel deliberare le cose utili è cosa sicura lasciarsi tempo.[2]
  • Dolor decrescit, ubi quo crescat non habet. (129)
Il dolore diminuisce quando non può più aumentare![1]
Il dolore cala se non ha motivo di crescere.[2]
  • Didicere flere feminae in mendacium. (130)
Le donne hanno imparato mentire col pianto![1]
Le donne hanno imparato a piangere per mentire.[2]
  • Discordia fit carior concordia. (131)
Nella discordia diventa più cara la concordia![1]
La discordia rende più gradita la concordia.[2]
  • Deliberandum est saepe, statuendum est semel. (132)
Spesso si discute ma solamente una volta sola si decide![1]
Si deve riflettere bene su ciò che va deciso definitivamente.[2]
  • Difficilem habere oportet aurem ad crimina. (133)
Occorre avere orecchie sospettose quando si ascoltano accuse![1]
Di fronte ad accuse di delitti bisogna essere un po' duri d’orecchie.[2]
  • Dum est vita grata, mortis condicio optima est. (134)
Il miglior momento per morire è quando la vita ci sorride![1]
Meglio morire quando la vita è gradita.[2]
  • Damnum appellandum est cum mala fama lucrum. (135)
Si dovrebbe chiamare perdita quanto si guadagna in modo disonesto![1]
È un danno ciò che si acquista a scapito del proprio buon nome.[2]
  • Ducis in consilio posita est virtus militum. (136)
Il valore dei soldati è posto nella capacità del comandante![1]
Dalla capacità del comandante deriva il coraggio dei soldati.[2]
  • Dies quod donat timeas: cito raptum venit. (137)
Temi per quanto un giorno ti offre, velocemente un altro giorno te lo prterà via![1]
Attento, ciò che un giorno ti dà, il giorno dopo ti può togliere.[2]
  • Dimissum quod nescitur, non amittitur. (138)
Una perdita che non si conosce è una perdita totale.
La perdita di cui non ci si avvede non è una perdita.
Ciò che si perde senza saperlo non è una perdita![1]
Non si perde davvero ciò che non si sa di avere.[2]
  • Deliberando discitur sapientia. (139)
Riflettendo si impara la saggezza![1]
È riflettendo molto che si diventa saggi. [2]
  • Deliberando saepe perit occasio. (140)
Spesso riflettendo si perde l’occasione![1]
Chi pensa troppo a lungo, lascia sfuggire l’occasione. [2]
  • Duplex fit bonitas, simul accessit celeritas. (141)
Il bene fatto si raddoppia se fatto celermente![1]
La buona azione vale il doppio se è veloce.[2]
  • Damnati lingua vocem habet, vim non habet. (142)
La lingua del condannato ha voce ma non ha forza![1]
Il condannato parla, ma le sue parole non hanno alcun peso.[2]
  • Dolor animi [multo] gravior est quam corporis. (143)
La sofferenza della mente è peggiore di quella del corpo.
Le sofferenze dell'animo sono più profonde di quelle del corpo![1]
Il dolore dell’anima è molto peggiore del dolore del corpo.[2]
  • Dulce etiam fugias, fieri quod amarum potest. (144)
Fuggi anche dalle cose piacevoli prima che diventino spiacevoli![1]
È dolce tormento dover frenare la gioia.[2]
  • Difficile est dolori convenire cum patientia. (145)
È difficile metter d'accordo il dolore con la pazienza![1]
Dolore e pazienza difficilmente vanno assieme.[2]
  • Deos ridere credo, cum felix vocat. (146)
Credo che gli dei dovrebbero ridere quando un uomo felice li invoca![1]
Credo che gli dei ridano quando li invoca chi è fortunato.[2]

[modifica] E

[1]

  • Etiam capillus unus habet umbram suam.
Anche un solo capello ha la sua ombra.[7]
Il più piccolo dei capelli proietta la sua ombra.[8]

[modifica] F

[1]

  • Molti si preoccupano della propria fama, pochi della propria coscienza.[9]
Famam curant multi, pauci conscientiam.
  • Chi sfugge ad un processo confessa la propria colpa.
Fatetur facinus, quisquis iudicium fugit.
  • Feras, non culpes quod mutari non potest.
Sopporta, non criticare, ciò che non puoi cambiare.
Sopporta, senza incolpare altri, le cose che non puoi cambiare![1]
  • Fortunam citius reperias quam retineas.
È più facile ottenere un favore dalla fortuna piuttosto che trattenerla.
La fortuna è più facile trovarla che trattenerla![1]
  • Fortuna cum blanditur, captatum venit.
Quando la fortuna lusinga, lo fa per tradire.
La fortuna quando ci vezzeggia viene per prenderci in trappola![1]
  • Fortuna vitrea est; tum cum splendit, frangitur.
La fortuna è come il vetro, così come può splendere, così può frangersi.[10]
La fortuna è di vetro: più splende più è fragile.
La fortuna è come un vetro: nel momento di massimo splendore si spezza![1]
  • Fraus est accipere, quod non possis reddere.
È frode accettare ciò che non si può pagare.
È una frode accettare ciò che non puoi restituire![1]
  • Furor fit laesa saepius patientia.
La pazienza messa troppe volte alla prova diventa rabbia.
Spesso la pazienza esasperata si trasforma in rabbia![1]

[modifica] G

[1]

[modifica] H

[1]

  • Il pianto dell'erede è un riso mascherato.[5]
Heredis fletus sub persona risus est. (221)
  • Gli uomini, non facendo nulla, si abituano a fare malamente.[11]
Homines, nihil agendo, agere consuescunt male.
Hominem experiri multa paupertas iubet.
  • Homo semper aliud, Fortuna aliud cogitat.
L'uomo e la sorte la pensano sempre in modo diverso.
L'uomo ha sempre un progetto e la Fortuna un altro![1]

[modifica] I

[1]

Inopiae desunt multa, avaritiae omnia. (36)
Ignoscito saepe alteri, numquam tibi.
  • Un solo ingrato nuoce a tutti gl'infelici.
Ingratus unus omnibus miseris nocet. (43)
  • Iniuriarum remedium est oblivio.
Il rimedio per i torti è di dimenticarli.
Unico rimedio alle offese è dimenticare![1]
  • L'avaro non fa del bene a nessuno, ma fa a sé stesso il male peggiore.[14]
In nullum hominem avarus bonus est, in se pessimus.
  • Inopi beneficium bis dat, qui dat celeriter.
al povero due volte chi dà con prontezza.
Dà due volte al povero chi lo da velocemente![1]
  • Chi vince l'ira, supera il più grande nemico.[15]
Iracundiam qui vincit, hostem superat maximum.
Iudex damnatur ubi nocens absolvitur.

[modifica] L

[1]

Lex universa est, quae iubet nasci et mori. (336)
  • La lingua maldicente è indizio di mente malvagia.
Lingua est maliloquax mentis indicium malae.

[modifica] M

[1]

  • Mala est inopia, ex copia quae nascitur.
Dura è la povertà che nasce dalla ricchezza.
La povertà è vergognosa quando proviene dalla ricchezza![1]
  • Chi è risoluto a fare del male, trova sempre il pretesto.
Malefacere qui vult, numquam non causam invenit. (459)
  • Con gravissimo pericolo si custodisce ciò che piace a molti.
Maximo periculo custoditur quod multis placet.
  • Miserrima est fortuna, quae inimico caret.
È un destino infelice quello che non trova nemici.
È veramente sfortunato chi non incontra nemmeno un nemico![1]
  • La donna quando pensa da sola, mal pensa.[5]
Mulier cum sola cogitat male cogitat. (335)
  • Muliebris lacrima condimentum est malitiae.
Le lacrime delle donne sono il condimento della loro malizia.
Il pianto della donna è il condimento dell'astuzia![1]

[modifica] N

[1]

  • Necessitas dat legem, non ipsa accipit.
La necessità impone la legge, ma non ne accetta alcuna.
La necessità crea la legge, ma non la riconosce![1]
  • Nemo timendo ad summum pervenit locum.
La paura non ha mai portato nessuno alla vetta.
Nessuno raggiunge alti obbiettivi avendo paura![1]
  • Nulla bramiamo tanto quanto ciò che non ci è consentito.
Nil magis amat cupiditas, quam quod non licet. (559)
  • Nimium altercando veritas amittitur.
Nelle liti, chi perde è sempre la verità.
Il troppo discutere fa perdere di vista la verità![1]
  • Nocere posse et nolle laus amplissima est.
Poter nuocere a qualcuno e non volerlo fare è un grandissimo titolo di merito.
Poter far del male e non farlo è merito grandissimo![1]
  • Nessun uomo è felice se non pensa a se stesso come tale.
Non est beatus, esse qui se non putat. (584)
  • Numquam periclum sine periclo vincitur.
Un pericolo non si supera mai senza pericolo.
Nessun pericolo lo si supera senza rischiare.

[modifica] O

[1]

  • Occasio aegre offertur, facile amittitur.
La buona occasione difficilmente si presenta e facilmente si perde.
Difficilmente si presenta l'occasione, ma facilmente la si perde![1]

[modifica] G

[1]

[modifica] P

[1]

  • Pars benefici est, quod petitur si belle neges.
È una gentilezza rifiutare immediatamente quello che intendi negare.
È come concedere qualche cosa se rifiuti quanto richiesto con gentilezza![1]
  • Patientia animi occultas divitias habet.[16]
La pazienza [dell'animo] possiede ricchezze nascoste.
La pazienza è una vera, segreta ricchezza.
  • I soldi da soli fanno girare tutto il mondo.
Pecunia una regimen est rerum omnium. (656)
  • Se uno non è piegato dal pudore, non è spezzato dalla paura.
Pudor si quem non flectit, non frangit timor.

[modifica] Q

[1]

  • Quanto deve essere temuto, chi teme la povertà.[17]
Qui timet paupertatem, quam timendus est.

[modifica] R

[1]

[modifica] S

[1]

  • Le spine non fanno tanto male, se fra loro si vede la bellezza della rosa.[18]
Spina etiam grata est si spectatur rosa.

[modifica] T

[1]

  • Tam deest avaro quod habet, quam quod non habet.
L'avaro ha altrettanto bisogno di ciò che possiede che di quello che non possiede.
All'avaro manca sia quello che possiede che quello che non ha![1]

[modifica] U

[1]

  • Quando il povero vuol fare il passo del signore, va certamente in rovina.
Ubi coepit ditem pauper imitari, perit.

[modifica] V

[1]

[modifica] Z

[1]

[modifica] Citazioni errate

  • La calamità è motivo di virtù.
Calamitas virtutis occasio est.
Citazione falsamente attribuita a Publilio Siro. Essa appartiene invece al De providentia di Seneca (IV, 6).[19]

[modifica] Note

  1. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba bb bc bd be bf bg bh bi bj bk bl bm bn bo bp bq br bs bt bu bv bw bx by bz ca cb cc cd ce cf cg ch ci cj ck cl cm cn co cp cq cr cs ct cu cv cw cx cy cz da db dc dd de df dg dh di dj dk dl dm dn do dp dq dr ds dt du dv dw dy dx dz ea eb ec ed ee ef eg eh ei ej ek el em en eo ep eq er es et eu ev ew ex ey ez fa fb fc fd fe ff fg fh fi fj fk fl fm fn fo fp fq fr fs ft fu fv fw Citato in Le Sentenze, ed. Pievedirevigozzo.org.
  2. a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z Citato in Sententiae, ed. Edoardo Mori.
  3. Citato in 5000 proverbi e motti latini, a cura di Gabriele Nepi e Angelo Paredi, Hoepli, 2006; p. 165.
  4. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  5. a b c Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921.
  6. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  7. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  8. Versione di Johann Wolfgang von Goethe in Maximen und Reflexionen: (DE) "Das kleinste Haar wirft seinen Schatten".
  9. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  10. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  11. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  12. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  13. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  14. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  15. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  16. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  17. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  18. Vedi la voce di Wikipedia su questa citazione.
  19. Vedi l'elenco completo delle citazioni falsamente attribuite a Publilio Siro.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Per le citazioni in latino

  • Publilius Syrus, Sententiae, ed. Wölfflin et Ribbeck, IntraText Edition, 2007.

[modifica] Per le citazioni latine errate

[modifica] Per la traduzione italiana

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