Rafael Nadal

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Rafael Nadal nel 2010

Rafael Nadal Parera (1986 – vivente), tennista spagnolo.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: Rivalità Federer-Nadal.

Citazioni di Rafael Nadal[modifica]

  • Adesso ho vinto dei titoli su ogni superficie, quindi sono un giocatore più completo rispetto a una settimana fa. Scherzo! Anche se non avessi vinto qui, ho giocato piuttosto bene gli ultimi anni sull'erba, no? [fonte 1]
  • Agassi è una leggenda. Davvero è molto difficile fare quello che ha fatto lui perché è stato un grande sin dall'inizio e anche dopo il suo ritorno. Mentalmente è stato difficilissimo tornare ancora più forte di prima. Ha fatto una cosa incredibile. [fonte 2]
  • C'è così tanta competizione al momento, ed è chiaro che o migliori o sei morto. E penso che il motivo per cui sono migliorato è che se non l'avessi fatto non sarei qui adesso a parlare della mia vittoria all'Open degli Stati Uniti. Dovevo farlo.[fonte 3]
  • Che tu vinca o perda in un certo match può dipendere da piccole cose che a volte sono oltre il tuo controllo, ma sentire di essere davvero migliorato come giocatore quando scendi in campo e sapere che è il frutto di tutto il tuo lavoro di molti anni è una grande soddisfazione.[fonte 3]
  • [Sulla finale del 2007] Dopo la finale dell'ultimo Wimbledon, ho pianto come non mi succedeva dai tempi degli juniores, e non ho più voluto vederla, nemmeno in dvd. Per vincere mi è mancato solo un punto.[fonte 4]
  • [Su Federer] È facile dire "non ho nulla da dire, va tutto bene" con aria da gentleman, lasciando che gli altri si consumino. Ama il circuito, ma lo amo anch'io e sebbene penso che sia migliore di molti altri sport, questo non significa che non lo si possa migliorare e cambiare le cose che non vanno. Finire la propria carriera pieno di dolori e problemi non è positivo. Se lui finirà la carriera fresco come una rosa è perché ha un corpo straordinario, ma io, Djokovic e Murray non finiremo freschi come rose.[fonte 5]
  • È vero, ho affermato di avere meno passione per il tennis. Posso però dire di essermi espresso male, perché volevo far intendere che dopo anni e anni ci si stanca ad essere lì in campo settimana dopo settimana. Sono stato parzialmente frainteso. In questa stagione ho accusato tanta stanchezza dal torneo di Shanghai in poi. È normale, a questi livelli, avere alti e bassi sia sul piano fisico che su quello mentale. Comunque ho intenzione di giocare fino a quando la mia testa e il mio corpo mi diranno stop.[fonte 6]
  • [Dopo la vittoria del settimo Roland Garros] Effettivamente negli ultimi otto anni ho giocato molto bene su terra battuta. Non so perché, ma penso sia il frutto di tutto il duro lavoro che ho svolto nel corso della mia vita. Il mio gioco è adatto a questa superficie, anche i miei spostamenti e lo spin sono adeguati. L'aspetto mentale è molto importante, sono forte su questa superficie perché bisogna correre, soffrire e aver senso tattico, perché c'è più tempo per riflettere e reagire. Principalmente perché ho paura di perdere. È per questo che ogni giorno, contro qualsiasi avversario, entro in campo con il massimo rispetto, sapendo che posso vincere ma anche perdere. Da otto anni sono molto concentrato sul mio gioco: se ho vinto così tanto in tutto questo tempo non è perché ho sempre giocato al massimo visto che sarebbe impossibile, ma perché anche quando non sono al top fisicamente o sul piano del gioco, sono sempre al 100% mentalmente. Questo è il mio segreto.[fonte 7]
  • Frustrazione per me non è la parola giusta. Sono felice. Sono qui. Mi sono qualificato come numero 2 del mondo per il Masters. Ho giocato in uno stadio fantastico. Non avrei mai nemmeno sognato una cosa del genere 15 anni fa. Perciò, la frustrazione è un'altra cosa. In carriera hai momenti così, alti e bassi. Oggi sono al meglio perché ho bisogno di molte cose. Perché l'esperienza mi dice che devo cambiare solo pochi dettagli, ma metti tante piccole cose insieme e alla fine hai tanto da cambiare.[fonte 8]
  • I campi duri pesano troppo sul fisico. Non sto dicendo che non si deve più giocare su questa superficie. Ma pensare alla salute dei tennisti sì. Le superfici dure possono creare danni alle ginocchia, alla schiena. E senza salute, non esiste lo sport. Il tennis ha movimenti pesanti, e nessun'altra disciplina così demanding per il fisico si gioca su superfici simili.[fonte 9]
  • In carriera si hanno momenti buoni e cattivi, la cosa importante è avere la mentalità sufficiente per continuare a lavorare giorno per giorno con umiltà cercando di essere un giocatore migliore di prima. Il mio scopo è cercare di continuare a fare questo.[fonte 10]
  • Juan Carlos è stato fondamentale per il tennis spagnolo. Ha aperto la strada per molti altri giocatori e per i recenti successi in Davis della nostra nazione. È stato ed è il mio migliore amico sul circuto. È un caro amico mio e di molti miei amici. È una persona nobile e molto umile.[fonte 11]
  • La cosa che più mi impressiona di Roger è la facilità che ha nel fare le cose più difficili, come colpisce la palla avanti e bene in qualsiasi parte del campo si trovi e qualsiasi sia la forza della palla. Anche io sto cercando di farlo, ma è una qualità che non alleni, è un talento importante che hai dalla nascita.[fonte 12]
  • La mentalità vincente. Nel tennis ti trovi mille volte indietro, 5-4, 6-5, ma devi lottare, diventare ancor più aggressivo, non avere paura… è da quando avevo 8 anni e vinsi i campionati delle Baleari under 12 che sono sempre stato così...[fonte 13]
  • Le sue affermazioni mi colpiscono meno soprattutto se penso che cosa ha fatto lui in passato. Ha detto queste cose solo per farsi pubblicità. Quando Noah giocava i controlli che facciamo noi nemmeno esistevano. I media francesi sono troppo ossessionati dal tema doping per quanto riguarda l'ambiente spagnolo.[fonte 14]
  • L'immagine sono le persone a crearla, esse decidono di vedere ciò che deesiderano vedere. Ma io quando gioco non penso all'immagine che offro, sono lì per lottare fino in fondo.[1]
  • Non credo che esista una scuola spagnola, abbiamo ottime condizioni per giocare a tennis e qualsiasi sport, e un ottimo clima, che rende tutto un po' più facile, in molti posti diversi della Spagna. E poi abbiamo una grande tradizione in questo sport, tanta gente coinvolta e buoni coach. Per me, il tennis non può essere business, quando sei un coach devi dedicarti totalmente all'allievo, con passione, e se piove mercoledì dev'essere pronto a lavorare anche domenica. Non può pensare di fare un lavoro normale: lo sport è molto bello, ma è differente, non è business, altrimenti hai meno possibilità di creare un grande giocatore. Questa è stata la mia esperienza personale, con zio Toni.[fonte 15]
Rafael Nadal nel 2011
  • Non lo dico da adesso, l'ho detto per anni e centinaia di volte all'Atp, l'errore è giocare tanto sul duro: non vedo calciatori e cestisti giocare su campi così, e ogni giorno e per più giorni di fila. Non posso fare nulla per cambiare le cose per me e la mia generazione, ma queste condizioni sono molto negative per ginocchia, caviglie, schiena. Purtroppo ci muoviamo in un mondo di business, di soldi, ed è più facile mantenere il cemento invece che terra o erba. Lo sport di muove in questa direzione, la mia sensazione è che sia sbagliata, ma è una opinione singola.[fonte 15]
  • [Sul suo rapporto con Federer] Passiamo molte ore negli spogliatoi ogni giorno, e parliamo perché siamo due persone normali. Negli ultimi anni siamo capitati molto spesso negli spogliatoi negli ultimi giorni, quelli in cui rimangono solo 4 persone, 2 persone. Abbiamo un ottimo rapporto. Parliamo molto di calcio e di un sacco di cose. Non ho niente di speciale da dire in merito.[fonte 16]
  • Per me è fondamentale avere qualcuno così forte e talentuoso là davanti. Roger è un tennista molto più completo di me: per batterlo ho dovuto migliorarmi, alzare l'asticella del mio tennis, tirare fuori il meglio. Lui, in questo, mi aiuta.[fonte 17]
  • Quello che conta di più quando giochi una finale è la vittoria, ma quello che ti dà davvero un'enorme soddisfazione personale è la sensazione di essere un giocatore migliore, perché quello è il vero prodotto del lavoro di ogni giorno.[fonte 3]
  • Quest'anno ho perso delle partite che sarebbero potute andare in modo diverso, ma io sono umano e quindi queste cose possono succedere. La cosa positiva è che ho accettato queste sconfitte e non ci ho pensato mai troppo.[fonte 14]
  • [Nel 2005] Roger non può nemmeno essere paragonato a Roddick o agli altri: è troppo più completo e ricco di inventiva, è troppo superiore, un vero numero uno.[fonte 18]
  • Sarebbe bello se la gente e i media capissero che la nostra rivalità è positiva, senza tensione o cattiveria, ma con soprattutto tanto rispetto. Io, per esempio, quando ho visto vincere Roger a gennaio gli Australian Open mi sono emozionato e ho pianto con lui davanti alla televisione.[fonte 12]
  • [Nel 2012] Sono un po' spaventato dalle possibili condizioni del mio fisico quando avrò smesso di giocare.[fonte 9]
  • Tutti gli atleti professionisti giocano con un qualche dolore, io ho anche una soglia di sopportazione alta, e l'ho dimostrato. E per gli atleti è sempre difficile fermarti quando sei in gara, e perciò accetti qualsiasi soluzione per andare in campo. Perciò, certamente, con le infiltrazioni, non ho fatto il bene del ginocchio. E il problema cambia quando non puoi correre, quando pensi che il ginocchio non terrà. Non è più questione di resistere, è impossibile competere contro quasi tutti. E io non penso a giocare uno-due match, la mia ambizione non è vincere, ma gareggiare, e dopo il Roland Garros non potevo continuare a giocare: il ginocchio non resisteva più, andava giù. Ho cominciato a pensare: "Ora come metto la gamba?". Impossibile continuare così. Non potevo muovermi bene, pensavo solo a come avrebbe risposto il ginocchio.[fonte 15]

Citazioni in altre lingue[modifica]

  • [Rispondendo alle insinuazioni di Noah sul doping diffuso tra gli atleti spagnoli] Quest'uomo meriterebbe di non scrivere mai più in un giornale. Quello che ha scritto è completamente stupido e lui lo sa meglio di chiunque altro. Dire una cosa del genere oggi è davvero molto stupido perché si sa a quanti controlli antidoping siamo sottoposti nel corso della stagione anno dopo anno. Per cui, secondo me, il suo articolo, quello che ha scritto, è opera di un bambino. E quando un bambino dice qualcosa, non può farci male.
This guy deserve not write anymore in the newspaper, you know. What he said is completely stupid and he knows better than nobody. Say that today is a totally stupid thing because you know how many anti doping controls we are having during all the season year by year. So, in my opinion, his article, what he writed, was from a kid. And when one kid say something, is not painful for us.[fonte 19]

Rafa. La mia storia[modifica]

  • Il silenzio è quello che ti colpisce quando giochi sul centrale a Wimbledon. Fai rimbalzare la palla lentamente sul morbido tappeto erboso, la lanci in aria per servire, la colpisci e senti l'eco del colpo. E di ogni colpo successivo: clac, clac; clac, clac. L'erba tagliata con cura, la ricca storia dell'antico stadio, i giocatori vestiti di bianco, gli spettatori rispettosi, la venerabile tradizione, nessun cartellone pubblicitario in vista: tutti questi elementi ti proteggono dal mondo esterno. (p. 1)
  • Ma la sconfitta del 2007, in una finale arrivata al quinto set, mi lasciò a pezzi. Sapevo che avrei potuto fare di meglio, che non era stata l'abilità o la qualità del gioco a mancarmi, ma la testa. E dopo quella disfatta, piansi. Piansi incessantemente per un'ora e mezzo nello spogliatoio. Lacrime di delusione e recriminazione: perdere fa sempre male, ma fa ancora più male quando hai una chance e la sprechi. Avevo battuto me stesso, proprio come Federer mi aveva battuto sul campo. (p. 2)
  • [Sul tennis] Nessuna palla è uguale a quella che la precede. Nessun colpo è identico a un altro. Ogni volta che ti prepari a riceverne uno devi quindi valutare, in una frazione di secondo, la traiettoria e la velocità della palla e decidere come, con quanta potenza e dove cercare di ribattere. (p. 7)
  • Un sorso da una bottiglia e uno da un'altra. Poi sistemo ordinatamente le due bottiglie ai miei piedi, alla sinistra delle sedia, una dietro l'altra, rivolte diagonalmente verso il campo. Alcuni la chiamano superstizione, ma non lo è. Se fosse superstizione, perché continuerei a fare le stesse cose anche dopo aver perso? È solo il mio modo di entrare in partita: mettere in ordine ciò che mi circonda mi aiuta a fare ordine nella testa. (p. 16)
  • Toni[2], lui stesso non immune ai traumi famigliari, era stato molto comprensivo, ma ora, mentre il mio annus horribilis si avviava alla fine, disse che ne aveva abbastanza. Bisognava darsi una mossa e tornare al lavoro: «Moltissime persone hanno problemi nella vita, ma vanno avanti ugualmente. Perché mai tu dovresti fare eccezione?» Per quanto brusco, come al solito aveva ragione. (p. 225)

Citazioni su Rafael Nadal[modifica]

  • Affrontare Nadal per me sarebbe stata una passeggiata. Abbiamo due stili di gioco differenti, mi piacerebbe molto giocare contro di lui. (Marcelo Ríos)
  • Dovevo giocare una esibizione a Mallorca con Becker. Mezz'ora prima della partita, Boris si nega, per una bua. Giocherai con un ragazzino quattordicenne, l'unico tennista disponibile, mi dicono. Vado in campo preoccupato di fargli fare qualche game, perché magari non mi si metta a piangere. Perdo facile, in due set, e solo allora gli domando come si chiami: Rafael Nadal. (Pat Cash)
  • È così potente! E così veloce, per essere della sua altezza. È qualcosa che non c'era mai stato prima nel tennis, deve essere caduto dal cielo! (Bud Collins)
  • È il mio preferito da guardare e come compagno d'allenamento. [...] Il suo spirito combattivo è straordinario. (Lleyton Hewitt)
  • [Nel 2008 sulla striscia vincente al Roland Garros] È incredibile, non perde mai una partita. Che ne diresti di sperimentare qualche sconfitta? Niente! Non Nadal, lui arriva, vince e si tiene il titolo. (Bud Collins)
  • È la mia prima semifinale, il livello è un po' diverso. Per poter battere Federer bisogna essere… Nadal, correre con la velocità di un coniglio e colpire vincenti da ogni angolo del campo. (Marat Safin)
  • È senz'altro il più grande atleta spagnolo ma, essendo ancora così giovane, si avvia ad essere il miglior atleta in assoluto della sua generazione. E non solo di Spagna. (Manuel Santana)
Rafael Nadal nel 2010
  • È un bruto, un mostro, una forza della natura, il tennista più forte e mobile che abbia mai visto. (Andre Agassi)
  • È un tennista migliore di quello che la gente pensa: per me è unico, non solo perché è mancino ed è tanto fisico. Mi piace. (Roger Federer)
  • Gioca con il tempo. È sempre l'ultimo ad alzarsi ai cambio campo. Perfino durante il lancio della monetina prima del match, lui è già lì a rete che ti saltella di fronte, poi scatta verso la riga di fondo. E c'è una cosa che il pubblico non vede: nel riscaldamento tira più forte di tutti. Questo impone una presenza forte. (Lleyton Hewitt)
  • Gran giocatore. Fantastico giocatore come Federer e Agassi. Le persone amano le persone così, fanno bene allo sport. È un piacere vederli giocare e combattere in campo. Rafael inspirerà una nuova generazione di giocatori. Io penso che io e Borg abbiamo portato ogni giocatore ad allenarsi più duramente, a preparasi fisicamente per sopportare partite lunghe. Io penso che noi abbiamo cambiato il gioco in questo senso. Rafael sta cercando di dire agli altri ragazzi che bisogna essere più forti nella propria testa, come è lui. Penso che sia un messaggio che lui trasmette quando gioca. Lui è un personaggio molto positivo per lo sport. È stata una benedizione avere un giocatore come lui. (Guillermo Vilas)
  • Ho visto giocare Bjorn Borg soprattutto nei video e da allora tutto è cambiato, materiali, preparazione fisica, palle, ma certo è che mentalmente e fisicamente Borg, che tutti hanno sempre definito come il più grande tennista della storia sulla terra rossa, ha in Nadal il tennista che più gli si può avvicinare. Io adesso penso che Rafa sia ancora più grande, che il Roland Garros sia davvero un suo... territorio. (Carlos Moyá)
  • Io non conosco molte star, ma Rafa è di sicuro la star più umile che io conosca. Personalmente credo che l'uomo Nadal sia anche migliore del tennista e che siamo tutti fortunati ad averlo nel circuito in quanto oltre ad essere un grande giocatore è una grande persona. Rafa è un ragazzo normale, lui gioca a tennis, ma da allo sport la giusta importanza. Ci sono cose più importanti del tennis nella sua vita. Io sono perfettamente d'accordo con lui: essere un atleta ha la stessa importanza di fare qualsiasi altro lavoro. (David Ferrer)
  • In questo bagnato e ventoso pomeriggio di Domenica, poi diventato sera, un giovane uomo è cresciuto, in statura e leggenda. Rafael Nadal, il principe, è diventato Re di Wimbledon. (William C. Rhoden)
  • L'atletismo ai massimi livelli. Costantemente capace di migliorarsi, in grado di stupire (Wimbledon) e ristupire (Australian Open). Ha liberato il tennis dalla affliggente Dittatura Catacombale del Vegano, e questo basta per benedirlo. Poi, certo, non è il bene maggiore ma il male minore. Lo spettacolo è un'altra cosa, come il talento puro. Nadal è la straordinarietà della grinta, il recupero impossibile, la resistenza inumana: da qui, e da alcune sue frequentazioni non immacolate, la strisciante accusa di doping. Però non è neanche giusto definirlo mano quadra: nel tempo ha migliorato rovescio, servizio e persino gioco di volo, grazie a quella umiltà che Federer mai ha avuto. (Andrea Scanzi)
  • Lui non vuole mai perdere una gara, io non voglio mai steccare in un concerto. Lui non vuole mai rinunciare ad una palla, per me è lo stesso con ogni canzone. (Julio Iglesias)
  • Lui pensa a come uccidere il suo avversario. Ha una mentalità diversa. La mia è più vicina a quella di Marat Safin. (Ernests Gulbis)
  • Mi piacerebbe molto che Rafa fosse mio figlio, sebbene sia molto orgoglioso dei miei ragazzi. (Julio Iglesias)
  • Mi ricorda quello che ero io a suo tempo, stessa grinta e stile di gioco, stessa capacità di vincere costantemente sulla terra rossa. Anche se lui, gli va dato atto, ha vinto e vincerà molto di più del sottoscritto. Ma lo stile era quello, mi piace come gioca, mi piace la sua intensità, quando lo guardi sei certo che darà il meglio fino alla fine. (Thomas Muster)
  • Nadal ha qualcosa di selvaggio, un desiderio di vincere che lo rende unico, una tenacia che lo porterebbe a morire prima di perdere un match. Mi ricorda Agassi, anche per come si veste. (Nick Bollettieri)
  • Nadal in ogni punto ci mette il doppio dello sforzo rispetto a Federer. Nadal suona la batteria mentre Federer suona il pianoforte. (Ion Țiriac)
  • [Nel 2008] Nadal merita rispetto. Ha avuto il suo miglior inizio di stagione, è stato fenomenale, come sempre, sulla terra, e sta giocando costantemente bene su tutte le superfici, per cui è una seria minaccia. Gran combattente, ha un bilancio favorevole con me, la sfida mi stimola. (Roger Federer)
  • Nadal mi sembra la replica di una statua greca fatta di prosciutto spagnolo. (Novak Đoković)
  • Penso che i francesi siano stanchi di veder vincere gli spagnoli. Il pubblico era tutto per Federer perché non ha vinto quanto Rafa a Parigi. Nadal non ha ancora vinto 16 Slam come Roger, quindi non si può dire che sia superiore, di sicuro è più forte sulla terra ed è lo spagnolo più forte di sempre. (Albert Costa)
  • Penso che Nadal non sia l'avversario ideale per nessuno, perché trovarsi di fronte un giocatore che non accetta mai l'idea di perdere non è la cosa più semplice e più facile del mondo. (Rino Tommasi)
  • Perché Rafa è di un'altra pasta. È un campione, ma soprattutto uno Sportivo vero. Uno che vive per migliorarsi. Uno di quelli che dà soddisfazioni quando vince. Umile. Uno che se ne infischia dei cerimoniali e si arrampica sulle tribune per salutare la Regina Sofia nel regno della tradizione, Wimbledon. Uno di quelli che gode per ogni punto messo a segno, ma mai sull'errore dell'avversario. Quell'avambraccio sinistro sempre in bella mostra per caricarsi. Uno che "di testa" non ha rivali. Scaramantico più di un napoletano con la sua mania delle bottigliette e i suoi tic propiziatori. Padrone assoluto della terra. Uno che vince il Roland Garros all'esordio in un torneo dello Slam (dove sconfisse, guarda caso, Federer, il giorno del suo 19esimo compleanno). Dicevano che non avrebbe mai vinto sull'erba e fa 4 finali a Wimbledon in 5 anni (solo perché nel 2009 non l'ha giocato), impossessandosi dell'All England Club per due volte.[fonte 20] (Luigi Vaccariello[3])
  • [Sull'infortunio di Nadal nel 2012] Personalmente non mi manca. Ai tifosi sì, penso, ma non a noi giocatori. Sono comunque sicuro che rientrerà per la terra battuta, Nadal è Nadal, conosciamo il suo carattere. Ma ripeto, non ci manca. (Nikolaj Davydenko)
  • Pure lui è immerso in una raffigurazione che mira a trascendere l'esistente però non dal lato estetico ma da quello della espressione di pura energia. Tutto è spirito e forza vitale, perché a prevalere è il moto interiore e la volontà. (Carlo Magnani)
  • Roger, Rafa e Novak si sono indiscutibilmente distinti come i migliori giocatori sino a questo momento. Non c'è alcun dubbio . Detto questo, non c'è nessuno di imbattibile, e io li ho battuti tutti e tre! (Andy Roddick)
  • Saranno ricordati come i migliori tennisti della storia. Credo che Nadal non perda un incontro sulla terra da quando aveva dieci anni, e Federer ha messo nel mirino il suo sesto Wimbledon. Sono sicuro che supererà il record di 14 tornei dello slam vinti. Glielo auguro, così potrò dire ai miei figli di aver giocato contro di lui. (Marat Safin)
  • [Prima della semifinale a Roma 2010 contro lo spagnolo sulla terra battuta] Se gioca bene, lo lascerò andare. Cosa posso fare? Se gioca bene, mi batte. Non c'è altro. (Ernests Gulbis)
  • Una delle più grandi qualità di Rafa è la capacità di adattarsi. Arriva dalla stagione sulla terra – nuovamente dominata – ed è subito capace di cambiare il suo gioco per l'erba, il che include giocare più vicino alla linea di fondo ed appiattire i suoi colpi. Sembra usare la prima settimana per arrivare dove vuole con la seconda. Nonostante la potenza da fondo, è uno dei migliori giocatori di voleé, dotato di un tocco delicato. (Brad Gilbert)
  • Un'altra somiglianza che mi accomuna a Nadal è che gli altri giocatori sanno di dover giocare il loro miglior tennis contro di lui. Parte quindi già avvantaggiato, perché nessuno lo ha mai visto giocare una brutta partita sulla terra. Lo sto guardando da tre, quattro anni. E mentalmente è molto forte. Perché sulla terra, gioca ogni punto come fosse un match point. (Björn Borg)
  • Vado a Montreal e mi faccio strada con le unghie e con i denti sino alla finale contro un ragazzino spagnolo di cui tutti parlano. Rafael Nadal. Non riesco a batterlo. Non lo capisco. Non ho mai visto nessuno muoversi in quel modo su un campo da tennis. (Andre Agassi)

André Scala[modifica]

  • Ha imparato a cavarsela con quello che ha, ciò che non è presente non esiste, sarebbe molto più semplice se questo presente fosse un istante, ma dura quanto il suo gioco. Egli ringrazia la vita quando vince. Se Nadal gioca bene a tennis è perché allo stesso tempo ha imparato a vivere.
  • Nadal è la materia nera che di rado Federer restituisce alla luce. Per quel che lo riguarda, Nadal considererà di essere in generale meno forte di Federer, giocherà a fare il Davide contro Golia: sono meno forte ma alla fine lo batto quasi sempre; io sono, ed è uno dei miei vanti, il solo giocatore più debole di Federer che lo sconfigge regolarmente; io non penso a essere il migliore, penso alla vittoria, è tutto.
  • Nadal, l'uomo di mare, il pirata... l'uomo dell'isola, dai colori vivaci come un uccello del paradiso, tornito come la palla, perché è con questa, più che con la racchetta, che egli fa il corpo.

Note[modifica]

  1. Da L'Équipe, 28 ottobre 2008; citato in André Scala, I silenzi di Federer, traduzione di Alessandro Giarda, O Barra O Edizioni, Milano, 2012, p. 60, ISBN 88-97332-37-4.
  2. Toni Nadal è lo zio e l'allenatore di Rafael.
  3. Giornalista per Sport. Sky.it.

Fonti[modifica]

  1. Citato in Marco Sicolo, L'hanno detto i Campioni, Ubitennis.com, 19 giugno 2008.
  2. Citato in Andre Agassi: la storia!, Il Tennis Italiano, 30 ottobre 2009.
  3. a b c Citato in Christopher Clarey, Un giocatore per tutte le superfici, traduzione di Francesca Sarzetto, Ubitennis.com, 15 settembre 2010.
  4. Citato in Vincenzo Martucci, Federer-Nadal Classe o potenza Wimbledon decide chi è il più forte, Gazzetta dello Sport, 5 luglio 2008.
  5. Citato in Nadal attacca Roger Federer, Ubitennis.com, 15 gennaio 2012.
  6. Citato in Coppa Davis - Nadal "In campo a 30 anni? Difficile", Yahoo Italia Sport, 29 novembre 2011.
  7. Citato in Nadal svela il segreto di 8 anni di successi!, Ubitennis.com, 11 giugno 2012.
  8. Citato in Intervista a Nadal, traduzione di Alessandro Mastroluca, Ubitennis.com, 25 novembre 2011.
  9. a b Citato in Alessandro Mastroluca, I dolori del giovane Rafa, Ubitennis.com, 14 gennaio 2012.
  10. Citato in Roger Federer: "A Wimbledon sento sempre di poter vincere". Rafael Nadal: "Quattro mesi fa si dubitava se avessi ancora potuto vincere uno Slam", Livetennis.it, 20 giugno 2010.
  11. Citato in Alessandro Mastroluca, Nadal: "Ferrero è uno dei più grandi di Spagna", Ubitennis.com, 26 ottobre 2012.
  12. a b Citato in Vincenzo Martucci, Nadal: «Che sfortuna avere davanti Federer», Gazzetta dello Sport, 22 settembre 2006.
  13. Citato in Ubaldo Scanagatta, Intervista a Rafael Nadal, Ubitennis.com, 26 aprile 2006.
  14. a b Citato in Chiara Gambuzza, Rafa Nadal: "L'anno prossimo non giocherò la Davis", TennisWorld Italia, 30 novembre 2011.
  15. a b c Dall'intervista Rafa Nadal: "Non ho paura Tornerò forte come prima", Gazzetta.it, 25 settembre 2012.
  16. Citato in Piero Pardini, Citazioni a bordo campo, Ubitennis.com, luglio 2008.
  17. Citato in Gaia Piccardi, Nadal, il tennis non è tutto «Chiedimi se sono felice», Corriere della sera, 14 aprile 2010.
  18. Citato in Vincenzo Martucci, «Un talento insuperabile», Gazzetta dello Sport, 14 settembre 2004.
  19. Citato in Intervista a Rafael Nadal, Ubitennis.com, 21 novembre 2011.
  20. Da Perché va amato Nadal, l'incubo freudiano di Federer, Sport. Sky.it, 6 luglio 2010.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]