Ralph Waldo Emerson

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Ralph Waldo Emerson

Ralph Waldo Emerson (1803 − 1882), filosofo, scrittore e saggista statunitense.

Citazioni di Ralph Waldo Emerson[modifica]

  • Aggancia il tuo carro a una stella.[1]
  • Analogie segrete legano assieme le più remote parti della Natura, come l'atmosfera di un mattino d'estate è pervasa di innumerevoli sottilissimi fili, che vanno in ogni direzione, svelati dai raggi del sole nascente.[2]
  • E poi, a poco a poco, i romanzi cederanno il passo ai diari, alle autobiografie: libri avvincenti, purché chi li scrive sappia scegliere, fra ciò che egli chiama le sue esperienze, quella che davvero è esperienza, e il modo per raccontare veramente la verità.[3]
  • Egregio signore, non ignoro il valore del vostro prezioso dono di Foglie d'erba. Le trovo la più straordinaria manifestazione d'intelligenza e sapienza, che l'America abbia fin ora prodotto. La loro lettura mi ha procurato viva gioia... Mi rallegro con voi per i vostri liberi e audaci pensieri... Nel vostro libroho trovato cose incomparabili, dette incomparabilmente bene... Vi saluto all'inizio di una gloriosa carriera...[4][5]
  • Il conformismo è la scimmia dell'armonia.[6]
  • Immortalità. Ho notato che non appena uno scrittore si avvicina a questo tema, inizia subito a citare. Odio le citazioni. Dimmi ciò che sai tu.[7]
  • In lui trovate ciò che avete già trovato in Omero, ora maturato in pensiero, il poeta convertito in filosofo, con vene di saggezza musicale più elevate di quelle raggiunte da Omero; come se Omero fosse il giovane e Platone l'uomo finito; eppure con la non minore sicurezza di un canto ardito e perfetto, quando ha cura di avvalersene; e con alcune corde d'arpa prese da un più alto cielo. Egli contiene il futuro, pur essendo uscito dal passato. In Platone esplorate l'Europa moderna nelle sue cause e nella sua semente, il tutto in un pensiero che la storia d'Europa incarna o dovrà ancora incarnare.[8]
  • L'arte è un'amante gelosa.[9]
  • Le religioni che chiamiamo false erano una volta vere. [10]
  • Noblesse oblige: ossia, migliori opportunità obbligano a maggior generosità.[11]
  • Ogni libro [...] dato alle fiamme illumina il mondo.[12]
  • Per necessità, per naturale propensione, per il piacere di farlo, tutti noi citiamo.[13]
  • Quando gli occhi dicono una cosa e la bocca un'altra, l'uomo avveduto si fida del linguaggio dei primi.[14]
  • Se le stelle apparissero una sola notte ogni mille anni, come gli uomini potrebbero credere e adorare, e serbare per molte generazioni la rimembranza della città di Dio?[15]
  • Sono debitore di una magnifica giornata verso la Bhagavad-gita. È stato come se un impero ci avesse parlato, niente di piccolo o indegno, ma qualcosa di grande, sereno, consistente, la voce di un'antica intelligenza che in un'altra epoca e clima aveva meditato e quindi risolte le stesse domande che noi ci poniamo.
I owed a magnificent day to the Bhagavad-Gita. It was as if an empire spoke to us, nothing small or unworthy, but large, serene, consistent, the voice of an old intelligence which in another age and climate had pondered and thus disposed of the same questions which exercise us.[16]
  • Subito dopo il creatore di una buona frase viene, in ordine di merito, il primo che lo cita.[13]
  • Ogni eroe finisce per annoiare.
Every hero becomes a bore at last. (da Representative Men: Seven Lectures)
  • Tutto ciò che ho veduto mi induce a confidare nel Creatore per tutto ciò che non ho veduto.[17]

Attribuite[modifica]

  • Ridere spesso e di gusto; ottenere il rispetto di persone intelligenti e l'affetto dei bambini; prestare orecchio alle lodi di critici sinceri e sopportare i tradimenti di falsi amici; apprezzare la bellezza; scorgere negli altri gli aspetti positivi; lasciare il mondo un pochino migliore, si tratti di un bambino guarito, di un'aiuola o del riscatto da una condizione sociale; sapere che anche una sola esistenza è stata più lieta per il fatto che tu sei esistito. Ecco, questo è avere successo.
Erroneamente attribuita a Emerson e a Robert Louis Stevenson, la citazione è in realtà di Bessie Anderson Stanley.[18]

Citato in Ralph Waldo Emerson: Il pensiero e la solitudine[modifica]

  • Abbiamo poco controllo sui nostri pensieri. Siamo prigionieri delle idee.
  • Alle nostre percezioni involontarie è dovuta una fede perfetta.
  • Appare meritorio il leggere, ma non congedare con leggerezza la convinzione stampata nel tuo petto che lo stupido pensiero più trascurato, l'emozione spontanea meno significativa che ti appartiene è per te molto di più delle biblioteche.
  • Creare abitualmente nuove valutazioni, questa è elevazione.
  • I Bacone, gli Spinoza, gli Hume, gli Schelling, i Kant e chiunque altro vi proponga una filosofia della mente, sono soltanto traduttori più o meno adeguati di cose che esistono nella vostra coscienza, che anche voi avete modo di vedere, e forse anche di esprimere.
  • I popoli si immaginano di odiare la poesia ed essi sono tutti dei poeti e dei mistici.
  • Il giovane è guidato dall'opinione della società come se fosse venuto da te e da me, e avesse detto, cosa dovrei leggere? Che vestito dovrei mettermi? Cosa dovrei dire?
  • Il pensare, che era un furore, è diventato un'arte.
  • Il povero di spirito non crede di essere qualcosa se non ha qualche simbolo esteriore, qualche dieta indù, o una giacca di quacchero, o una riunione calvinista, o una società filantropica, o una grande donazione, o un ufficio importante, o, in ogni caso, qualche forte azione di contrasto per testimoniare che egli è qualcosa.
  • L'uomo di slanci è sicuro del tuo amore. L'uomo di calcoli non è mai amato.
  • La dottrina dell'odio deve essere predicata, come contrapposizione alla dottrina dell'amore, quando questa piagnucola e geme.
  • La gente deve essere presa a piccole dosi.
  • La norma è che veniamo usati come atomi bruti fino a che non pensiamo.
  • La nostra forza intellettuale e attiva aumenta insieme col nostro affetto.
  • La solitudine è impraticabile e la società fatale. Dobbiamo tenere la testa nell'una e le mani nell'altra.
  • Lascia padre, madre, casa, terra e seguimi. Chi abbandona tutto riceve di più. Questo è vero tanto intellettualmente quanto moralmente.
  • Nessuna legge può essere sacra per me se non quella della mia natura.
  • Noi non sappiamo che cosa significano le parole più semplici, tranne quando amiamo e desideriamo.
  • Non c'è virtù che sia definitiva; tutte sono iniziali.
  • Non posso andare in casa dei miei parenti più stretti perché non voglio restare solo. La socialità esiste per affinità chimica e non altrimenti.
  • Ogni panteismo si trasforma facilmente in ateismo.
  • Ogni pensiero è anche una prigione. Per ciò noi amiamo il poeta, l'inventore, il quale in qualsiasi forma, sia essa un'ode o un'azione, un aspetto o un comportamento, irradia un nuovo pensiero. Egli apre le nostre catene e ci porta davanti a una nuova scena.
  • Pensiamo così poco che ogni nuovo pensiero presentato a noi, anche ogni nuovo pensiero in una nuova veste di parole ci prende di sorpresa e siamo dunque alla mercé di Goethe, Kant, Cousin, Mackintosh, e anche di Burton.
  • Questa è l'essenza della giustizia: che ognuno segua la sua via.

Fiducia in se stessi[modifica]

  • Confida in te stesso: ogni cuore vibra a una tale corda di ferro. Accetta il posto che il divino provvedere ha trovato per te, la società dei tuoi contemporanei, la connessione degli eventi. Gli uomini grandi sempre fecero così, e affidarono se stessi fanciullescamente al genio della loro età, testimoniando la loro percezione che l'assolutamente affidabile aveva preso posto nei loro cuori, operando attraverso le loro mani, prendendo possesso di tutto il loro essere.
  • Credere nel proprio pensiero, credere che ciò che è vero per voi, personalmente per voi, sia anche vero per tutti gli uomini, ecco, è questo il genio. Date voce alla convinzione latente in voi, ed essa prenderà significato universale.
  • Da dentro o da dietro una luce brilla attraverso noi sulle cose e ci rende consapevoli che non siamo niente, che la luce è invece tutto.
  • È facile, nel mondo, vivere secondo l'opinione del mondo; è facile, in solitudine, vivere secondo noi stessi; ma l'uomo grande è colui che in mezzo alla folla conserva con perfetta serenità l'indipendenza della solitudine.
  • Il merito maggiore che noi attribuiamo a Mosè, a Platone e a Milton è che essi non tennero in nessun conto libri e tradizioni, ed espressero non ciò che gli altri uomini pensavano, ma ciò che essi pensavano.
  • Insisti su te stesso; mai imitare. Tu puoi presentare in ogni momento il tuo talento con la forza accumulata coltivandoti per tutta la vita; ma il talento che hai adottato da un altro lo possiedi solo in maniera estemporanea. Ciò che ognuno può fare nel modo migliore, nessuno se non il suo Fattore può insegnarglielo.
  • La mia vita vale per se stessa e non per dare spettacolo. Preferisco che sia in tono minore, ma genuina e univoca, piuttosto che brillante e instabile.
  • La società dovunque cospira contro la maturazione di ciascuno dei suoi membri. La società è come una compagnia i cui soci hanno concordato che al fine di meglio assicurare il pane a ciascun azionista, colui che lo mangia rinuncia però a libertà e cultura. La virtù più ricercata è il conformismo. La fiducia in se stessi ne è la piena antitesi. Il conformismo non ama le realtà vere, né gli spiriti creativi, ma solo nomi e consuetudini.
  • La società è come un'onda. L'onda si muove in avanti, ma resta immobile la massa d'acqua di cui essa è composta. La stessa particella non s'innalza dal fondo fino alla cima. La sua unità è solo fenomenica. Molte persone che compongono oggi una popolazione saranno morte nel prossimo anno, e la loro esperienza morirà con esse.
  • La verità è più bella di ogni affettazione d'amore. La tua bontà deve avere un suo taglio affilato, altrimenti non è nulla.
  • Noi esprimiamo noi stessi soltanto a metà e quasi ci imbarazza quell'idea divina che ciascuno di noi rappresenta.
  • Ognuno dovrebbe imparare a scoprire e a tener d'occhio quel barlume di luce che gli guizza dentro la mente più che lo scintillio del firmamento dei bardi e dei sapienti. E invece ognuno dismette, senza dargli importanza, il suo pensiero, proprio perché è il suo. E intanto, in ogni opera di genio riconosciamo i nostri propri pensieri rigettati; ritornano a noi ammantati di una maestà che altri hanno saputo dar loro.
  • Ognuno dovrebbe portarsi davanti a ogni ostacolo come se ogni cosa fosse solo apparente ed effimera, tranne lui stesso.
  • Per il tuo non-conformismo il mondo ti colpirà e non ti avrà in nessuna considerazione. E perciò un uomo ha da sapere che conto deve fare di una faccia acida. Per la strada o nel salotto di un amico la gente lo guarda di sbieco. Se una tale ostilità avesse la sua origine in quello stesso disdegno e in quella ostinatezza che egli prova, potrebbe benissimo tornarsene a casa con malinconica dignità; ma le facce acide o benevole della moltitudine non hanno mai causa profonda, sono indossate o dismesse come soffia il vento o come ordina un giornale.
  • Quali graziosi oracoli ci offre la natura, a tale riguardo, nel viso e nel comportamento di fanciulli, di infanti e perfino di animali! Essi non hanno mai quell'umore d'incertezza e renitenza, quella sfiducia che s'impossessa di noi solo perché la nostra aritmetica ha calcolato le forze e i mezzi che si oppongono a un nostro proposito.
  • Se uno vive con Dio, la sua voce si farà dolce come il mormorio del ruscello e il brusio del grano.
  • Una stupida coerenza è l'ossessione di piccole menti, adorata da piccoli uomini politici e filosofi e teologi. Con la coerenza una grande anima non ha, semplicemente, nulla a che fare. Tanto varrebbe che si occupasse della sua ombra sul muro. Dite quello che pensate ora con parole dure, e dite domani quello che il domani penserà con parole altrettanto dure, per quanto ciò possa essere in contraddizione con qualunque cosa abbiate detto oggi.

Saggi[modifica]

  • Non esiste propriamente storia, ma solo biografia. (Storia, p. 32)
  • Chiunque vuol essere un uomo deve essere non conformista. (La fiducia in se stessi, p. 57)
  • Per essere grandi bisogna essere fraintesi. (La fiducia in se stessi, p. 62)
  • Un'istituzione è l'ombra allungata di un solo uomo. (La fiducia in se stessi, p. 64)
  • Come le preghiere degli uomini sono una malattia della volontà, così le loro credenza sono una malattia dell'intelletto. (La fiducia in se stessi, p. 76)
  • Viaggiare è il paradiso degli sciocchi. (La fiducia in se stessi, p. 78)
  • La società acquista nuove arti e perde vecchi istinti. (La fiducia in se stessi, p. 80)
  • Commetti un delitto e la terra diventa di cristallo. (Compensazione, p. 101)
  • "Alcuni forti istinti e alcune leggi chiare"[19] ci bastano. (Leggi spirituali, p. 110)
  • Tutto il genere umano ama un amante. (Amore, p. 136)
  • Un amico è una persona con la quale io posso essere sincero. Davanti a lui io posso pensare a voce alta. (Amicizia, p. 156)
  • L'unica ricompensa della virtù è la virtù, l'unico modo di avere un amico è esserlo. (Amicizia, p. 163)
  • Pattinando sopra un ghiaccio sottile, la sola speranza di salvezza sta nella velocità. (Prudenza, p. 177)
  • La fede che riposa su di un'autorità non è una fede. (La superanima, p. 215)
  • Attenti, quando il gran Dio dà libero corso a un pensatore su questo pianeta! Allora tutte le cose corrono un rischio. È come se una conflagrazione fosse scoppiata in una grande città, e nessuno sa che cosa si salverà e dove essa finirà. Non c'è parte della scienza che domani non possa venire rovesciata, non c'è reputazione letteraria, né alcuno dei cosiddetti eterni nomi della fama che non possano essere riesaminati e condannati. Le profonde speranze dell'uomo, i pensieri del suo cuore, la religione delle nazioni, le abitudini e le morali del genere umano sono tutte alla mercé di una nuova generalizzazione. (Circoli, p. 223-224)
  • Niente di grande fu mai compiuto senza entusiasmo. (Circoli, p. 232)
  • Il saggio è reso uno sciocco dall'eccesso della propria saggezza. (Esperienza, p. 309)

Citazioni su Ralph Waldo Emerson[modifica]

  • Emerson, a mio avviso, non eccelle tanto come poeta o artista o maestro, per quanto valido in tutti questi campi. Egli dà il meglio come critico, o diagnostico. Non lo dominano né passione né fantasia, non distorsioni o debolezze, non una causa né un impulso specifico. Lo domina un freddo e esangue intellettualismo. (Walt Whitman)
  • Emerson è la figura centrale nella poesia americana. (Hyatt Howe Waggoner)
  • Emerson è lo Shakespeare americano. Il suo potere di articolazione è così grande, così disinibito, che dà voce a quasi tutti i pensieri generali e i sentimenti ricorrenti sorti nella cultura americana fino ad allora. (George Kateb)
  • Emerson. – Molto più illuminato, errabondo, multiforme, raffinato di Carlyle, soprattutto più felice... (Friedrich Nietzsche)
  • Emerson rimane la figura centrale nella cultura americana. (Harold Bloom)
  • [Emerson è] il filosofo della democrazia [e] quel cittadino del Nuovo Mondo il cui nome si possa pronunciare insieme a quello di Platone. (John Dewey)

Note[modifica]

  1. Da American Civilization – The Atlantic Monthly, 1862; citato in Guido Sgardoli, Piccolo Capo Bianco, Rizzoli, Milano, 2013, p. 123.
  2. Da The complete Writings, vol. II. 949.
  3. Citato in epigrafe a Henry Miller, Tropico del Cancro, traduzione di Luciano Bianciardi, Feltrinelli, 1987.
  4. Walt Whitman pubblicò la lettera in apertura della seconda edizione del libro nel 1856 ed Emerson per questo si inalberò violentemente. (cfr. Foglie d'erba, versioni e prefazione di Enzo Giachino, Giulio Einaudi, 1993, prefazione p. X. ISBN 88-06-17365-0)
  5. Da una lettera inviata a Walt Whitman; citato in Foglie d'erba, versioni e prefazione di Enzo Giachino, Giulio Einaudi, 1993, prefazione p. XXIII. ISBN 88-06-17365-0
  6. Dai Diari.
  7. Dai Diari, maggio 1849.
  8. Da Libri, in Realizzare la vita 2007.
  9. Da La condotta della vita.
  10. Citato in Focus N.94 pag.168
  11. Da Progress of culture, in Letters and Social Aims, 1876.
  12. Da Ralph Waldo Emerson, Peter Norberg, Essays and Poems by Ralph Waldo Emerson, Spark Educational Publishing, 2005, p. 150. ISBN 159308076X
  13. a b Citato in Le Garzantine, L'universale.
  14. Citato in Guido Almansi, Il filosofo portatile, TEA, Milano, 1991.
  15. Da Nature, cap. 1.
  16. Citato in T. C. Galav, Philosophy of Hinduism – An Introduction, Universal Science-Religion. p 65; citato in A Tribute to Hinduism.
  17. Da Immorality.
  18. Per maggiori dettagli, si veda questa pagina della Ralph Waldo Emerson Society.
  19. William Wordsworth, dalla poesia Alas! What Boots The Long Laborious Quest, 1809.

Bibliografia[modifica]

  • Ralph Waldo Emerson, Fiducia in se stessi, Ibis 2003. ISBN 8871641450
  • Ralph Waldo Emerson, Saggi, traduzione di Piero Bertolucci, Boringhieri, 1962)
  • Beniamino Soressi, Ralph Waldo Emerson: Il pensiero e la solitudine, Armando, 2004. ISBN 8883585852

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