Raoul Follereau

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La tomba di Raoul Follereau al cimitero d'Auteuil, Parigi

Raoul Follereau (1903 – 1977), giornalista, filantropo e poeta francese.

  • La sottospecie umana condannata senza appello e senza amnistia: i lebbrosi.[1]
  • Non avevo a mia disposizione che un solo mezzo: la mia parola.[1]
  • Nel secolo XX del Cristianesimo ho trovato lebbrosi in prigione, in manicomio, rinchiusi in cimiteri dissacrati, internati nel deserto con filo spinato attorno, riflettori e mitragliatrici. Ho visto le loro piaghe brulicare di mosche, i loro tuguri infetti, i guardiani col fucile. Ho visto un mondo inimmaginabile di orrori, di dolore, di disperazione.[1]
  • Un giorno in Asia vidi morire una lebbrosa di ventidue anni. La vidi, impotente, svincolarsi a piccoli sussulti da questa atroce vita. Appena morta, fui preso dallo strano capriccio di pesarla. Caricai sulle braccia quell'esile pugno di ossa, ancora tiepide, e lo portai sulla bilancia. La lebbrosa di ventidue anni pesava venti chili. Ora sapete di cosa è morta... Poiché mi mostravo inorridito, mi dissero: "È cosa che capita da che mondo è mondo. Non lo potete cambiare, è impossibile". Impossibile? La sola cosa impossibile è che voi, che io, possiamo ancora dormire e ridere sapendo che ci sono sulla terra donne di ventidue anni che muoiono perché pesano venti chili....".[1]
  • Ho visto un giorno in Pakistan un lebbroso giungere da noi in uno stato di stanchezza e miseria indescrivibile. Veniva da una valle sperduta dell'Himalaya. Aveva fatto a piedi milleduecento chilometri per trovare un medico.[1]
  • Un sociologo americano mi ha detto: "Se si dovesse nutrire un topo con ciò che mangia un uomo del Bengala, il topo morrebbe di fame".[1]
  • Il nostro mondo non ha che questa alternativa: amarsi o scomparire. (dal testamento spirituale; citato in Jesus Caritas, 108, ottobre 2007, pp. 75-78[2])
  • La più grande disgrazia che vi possa capitare è quella di non essere utili a nessuno, e che la vostra vita non serva a niente. (dal testamento spirituale; citato in Jesus Caritas, 108, ottobre 2007, pp. 75-78[2])

Note[modifica]

  1. a b c d e f da Teresio Bosco, Uomini come noi, Torino, SEI, 1968.
  2. a b Citato in Lucio Coco, Testamenti spirituali. Note e pensieri dal limite della vita, Paoline, 2008, pp. 77-81. ISBN 9788831534611

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