Raoul Follereau
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Raoul Follereau (1903 – 1977), giornalista e poeta francese.
- La sottospecie umana condannata senza appello e senza amnistia: i lebbrosi. (da Teresio Bosco, Uomini come noi, Torino, SEI, 1968)
- Non avevo a mia disposizione che un solo mezzo: la mia parola. (da Teresio Bosco, Uomini come noi, Torino, SEI, 1968)
- Nel secolo XX del Cristianesimo ho trovato lebbrosi in prigione, in manicomio, rinchiusi in cimiteri dissacrati, internati nel deserto con filo spinato attorno, riflettori e mitragliatrici. Ho visto le loro piaghe brulicare di mosche, i loro tuguri infetti, i guardiani col fucile. Ho visto un mondo inmmaginabile di orrori, di dolore, di disperazione (da Teresio Bosco, Uomini come noi, Torino, SEI, 1968)
- Un giorno in Asia vidi morire una lebbrosa di ventidue anni. La vidi, impotente, svincolarsi a piccoli sussulti da questa atroce vita. Appena morta, fui preso dallo strano capriccio di pesarla. Caricai sulle braccia quell'esile pugno di ossa, ancora tiepide, e lo portai sulla bilancia. La lebbrosa di ventidue anni pesava venti chili. Ora sapete di cosa è morta... Poiché mi mostravo inorridito, mi dissero: "È cosa che capita da che mondo è mondo. Non lo potete cambiare, è impossibile". Impossibile? La sola cosa impossibile è che voi, che io, possiamo ancora dormire e ridere sapendo che ci sono sulla terra donne di ventidue anni che muoiono perché pesano venti chili...." (da Teresio Bosco, Uomini come noi, Torino, SEI, 1968)
- Ho visto un giorno in Pakistan un lebbroso giungere da noi in uno stato di stanchezza e miseria indescrivibile. Veniva da una valle sperduta dell'Himalaya. Aveva fatto a piedi milleduecento chilometri per trovare un medico. (da Teresio Bosco, Uomini come noi, Torino, SEI, 1968)
- Un sociologo americano mi ha detto: "Se si dovesse nutrire un topo con ciò che mangia un uomo del bengala, il topo morrebbedi fame". (da Teresio Bosco, Uomini come noi, Torino, SEI, 1968)
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