Renato Brunetta
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Renato Brunetta (1950 – vivente), economista e politico italiano.
- Sono meglio di Padre Pio. [1] (citato in la Repubblica, 3 ottobre 2008, p. 33)
- Il Paese è con me, ma un pezzo del Paese no, e me ne sono fatto una ragione: il Paese delle rendite e dei poteri forti, e quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra. (citato in Corriere della sera, 16 novembre 2008)
- Il lavoro pubblico e' stato usato per tanto tempo come un ammortizzatore sociale, soprattutto da parte delle donne che uscivano a fare la spesa in orario di lavoro. (citato in Agi News, 2 aprile 2009)
- La PA [pubblica amministrazione] è troppo importante perché sia lasciata solo alla politica e al sindacato. [...] Stiamo cercando di portare all'eccellenza la pubblica amministrazione, che ha un costo spaventoso: 300 miliardi l'anno, a fronte di servizi giudicati in media non positivi dai cittadini. [La "Cattiva politica" e il "cattivo sindacato" che hanno prodotto la "politica balorda" del] Tutto a tutti: l'esatto contrario della premialità. [...] Voglio che la pubblica amministrazione arrivi a produrre il 50% in più e dar voce ai cittadini. (da Il Sole 24 Ore, 12 maggio 2009)
- Bisogna mandare i poliziotti per le strade. Ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto "panzone" che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano. (citato in Corriere della Sera, 27 maggio 2009)
- Nessuna volontà di offendere nessuno, ma solo una constatazione scherzosa per dire che chi per tanti anni ha fatto il burocrate dietro una scrivania, è difficile faccia il poliziotto alla Starsky e Hutch per la strada. [...] Chiedo scusa ai bravissimi poliziotti con la pancia, nessuna offesa nei loro confronti, ma solo la constatazione che un eccesso di impegno burocratico delle forze dell'ordine ha spesso snaturato la missione principale del sistema sicurezza che è quella di stare per la strada per la sicurezza dei cittadini. Meno burocrazia, tra le forze dell'ordine e più qualificazione dell'ordine pubblico (da La Repubblica, 28 maggio 2009.
- La mafia dev'essere affrontata in modo laico e non ideologico. Se della mafia facciamo un simbolo ideologico, con la sua cultura, la sua storia e così via, rischiamo di farne un'ideologia e come tale, alla fine, produce professionisti di quella ideologia proprio nei termini in cui ne parlava Sciascia, professionisti dell'antimafia». (citato in Corriere della Sera, 28 maggio 2009)
- In Italia la povertà è diminuita, sembra paradossale e controcorrente ma queste sono le statistiche. Rumoreggiate pure ma queste sono le statistiche. (citato in La Repubblica, 9 giugno 2009)
- Mentre gestivamo la crisi non abbiamo visto l'opposizione e questo per la democrazia è un problema. Abbiamo visto le elite, o sedicenti tali, impegnate a buttare giù il governo. Sono sempre le solite: quelle delle rendite editoriali, finanziarie, burocratiche, cinematografiche e culturali, che hanno combattuto il governo reo di aver cominciato a colpire le case matte della rendita. [...] La povera sinistra sarebbe nata con altri scopi e invece si fa condizionare da un'élite di merda. [...] Stanno preparando un colpo di Stato a cui si risponde a viso aperto parlando con gli italiani, costruendo l'Aquila, con un grande piano per il Mezzogiorno. La vera unità d'Italia è risolvere la questione meridionale. [...] Abbiamo una grande occasione, la nostra missione sarà una missione straordinaria contro la cattiva rendita, contro i parassiti dovunque essi siano: nella finta cultura, nella finta cinematografia ideologica parassitaria, nel finto sindacato, nelle cattive banche, nella cattiva finanza, nei cattivi giornali. [...] Propongo una lotta di liberazione per i compagni della sinistra per bene: liberatevi da questo abbraccio mortale di questa cattiva finanza, di questo cattivo sindacato, di questi cattivi gruppi editoriali. [...] Questa sedicente elite in questo anno di grande crisi ha pensato solo a come far cadere un governo che guarda caso cominciava a colpire proprio le case matte della rendita. (citato in Repubblica , 19 settembre 2009)
- Chi è fuori dalle istituzioni e fa opposizione extraistituzionale, questo va additato alla gente, perché lorsignori stanno preparando un vero e proprio colpo di stato. [...] Rifate la vostra battaglia politica, la vostra battaglia valoriale, se ne siete capaci. Abbandonate al destino subdolo questa elite di merda. Lo dico alla sinistra politica, a quella perbene. A quella per male, vadano pure a morire ammazzati. (da Repubblica.it, 19 settembre 2009)
- Parlo da laico mangiapreti, dobbiamo collaborare con la Chiesa nei settori in cui la Chiesa fa meglio dello Stato. Ma non collaboreremo a chi gioca al massacro, facendo ideologia politica con la tonaca. (citato in Repubblica, 19 settembre 2009)
[modifica] Citazioni su Renato Brunetta
- Ha avuto il merito di mettere a fuoco un problema cruciale per il nostro Paese, e di affrontarlo di petto; e anche il merito di accogliere alcune proposte importanti del Pd. In molti casi, però, ha preferito l'effetto-annuncio e il grande impatto mediatico rispetto al lavoro paziente e meditato di tessitura. (Pietro Ichino)
- L'altro giorno in parlamento ci siamo dovuti battere per difendere i diritti dei disabili gravi ad avere un'assistenza degna di questo nome. E ci siamo sentiti rispondere da parte di quell'energumeno tascabile che è il ministro Brunetta che ci sono degli abusi. Ma se ci sono degli abusi bisogna colpirli senza cancellare i diritti. Con la sua virulenta campagna contro tutto ciò che è pubblico, Brunetta rischia di colpire beni pubblici essenziali e di fare di tutta l'erba un fascio. (Massimo D'Alema)
- Vede, il Brunetta è un uomo istrionico e innamorato di se stesso... e però è anche persona di assoluta intelligenza, di formazione socialista... (Raffaele Bonanni)
- Il deputato Brunetta è il fannullone più fannullone d'Italia, è davvero il prototipo del fannullone di stato, perché continua a prendere lo stipendio da deputato pur non svolgendo più il lavoro da deputato, è davvero una vergogna perché, tra l'altro, vuole fare anche il moralizzatore della pubblica amministrazione, vuole fare anche il fustigatore dei dipendenti pubblici fannulloni; può un fannullone come Brunetta fare il fustigatore della pubblica amministrazione? Non penso proprio, però, purtroppo, la casta continua a mantenere i suoi privilegi. (Francesco Barbato)
- Brunetta è il classico fanatico: uno che quando parla gli saltano uno dopo l'altro i freni inibitori, e gli esce fumo dalle orecchie. [...] In questo Brunetta (come parecchi ex socialisti, ahimè) è il berlusconiano perfetto: pur di non dubitare di se stesso, attribuisce ogni problema alla malvagità del Nemico (Michele Serra)
[modifica] Note
- ↑ sottointendendo di avere poteri guaritivi, rifendosi al dimezzamento delle assenze per malattie degli statali dopo l'emanazione del Decreto Brunetta – D.L. 112 del 25.06.2008
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