Renzo Arbore

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Lorenzo Arbore (1937 – vivente), uomo di spettacolo italiano.

  • Cocciante ha inciso un brano intitolato «Quando finisce un amore», una composizione che con slancio e verità parla di quei momenti in cui si soffre per amore, quei momenti in cui viene l'inappetenza, il male alla bocca dello stomaco, l'insofferenza per tutto e tutti, l'impazienza che squilli il telefono con la speranza che sia il «lui» o la «lei» che sono il nostro unico interesse. È una canzone «giusta» che probabilmente non arriverà al grosso successo commerciale, ma che dimostra una felice vena nuova di Cocciante.[1]
  • Dik Dik, un gruppo che conserva una sua dignità e la simpatia del pubblico.[1]
  • Divenuta in pochi anni una vedette, senza fortunatamente essere diventata diva. Mia Martini si è inserita tra le "grandi" della nostra canzone, avendo lottato con tenacia per arrivare, con passione per non tradire la musica che le piace. [1]
  • Felicità è sapere che stai vivendo in serenità, che non hai debiti, che non hai problemi. È una condizione fortunata ma rarissima. Credo che questa sia la felicità. Quando la gente è serena dovrebbe dire: ecco, sono felice. (citato in Gianni Bisiach, Inchiesta sulla felicità, Rizzoli, 1987)
  • Flauto d'oro, in arte Severino Gazzelloni, una delle nostre glorie nazionali insieme con gli spaghetti, la pizza napoletana e Rodolfo Valentino. (citato in Tanti quasi troppi, Zona disco, Il Monello, n. 17, 1975, Casa Editrice Universo)
  • Il disco è ancora considerato un oggetto di svago, "superfluo". Il disco ha spesso, invece, la stessa nobiltà di un libro.
  • [Riccardo Cocciante] Lanciò con una certa fortuna una bella canzone intitolata «Poesia» ed è una speranza per la nostra musica leggera.[1]
  • Mi piacciono i libri che narrano il "come eravamo", che raccontano gli anni nei quali ero un bambino povero come tutti gli italiani.
  • Purtroppo negli occhi di molti conduttori vedo il vuoto pneumatico di chi i giornali li sfoglia solo dal parrucchiere.
  • Trovo che la cultura italiana si sia sempre data la zappa sui piedi.
  • [Mina] ha più anima della Streisand, più fantasia della Midler, più gusto e preparazione della Minnelli. (dall'intervista di Maria Simonetti, Miti della musica: Mina secondo Arbore, L'espresso, 26 settembre 1996)
  • L'anticristo della canzone. Una bomba. L'innovatore. L'uomo a cui la musica italiana deve di più. [...] Mimmo è stato la Personalità Importante della nostra canzone, fece capire agli italiani degli anni '50 che ci poteva essere un'altra musica oltre a quella classica. [...] Lui cominciò. Da Mimmo venne tutto il resto. Fu l'uomo della rivoluzione, con lui saltarono gli schemi e gli altri non poterono far altro che adeguarsi. [...] Mimmo rappresentava il sentimento più alto dell'uomo del Sud. [...] Oddio, poi ci sono state alcune personalità interessanti, ma nessuno come Mimmo. Mai più! E non vedo in giro eredi. (dall'intervista di Laura Carassai, Anticristo della melodia. Arbore: gli bocciai «Meraviglioso», La Stampa, 8 agosto 1994, p. 5)
  • Rino Gaetano scrive delle canzoni con un linguaggio particolare, colto, curato; una specie di poesia realistica in alcuni casi, simbolica in altri. A me piace di più quando urla «Tu, forse non essenzialmente tu», una canzone abbastanza disperata, aiutata da una bella melodia. [1]

[modifica] Note

  1. a b c d e (da Zona disco, Il Monello, n. 31, Casa Editrice Universo, 1974

[modifica] Film

[modifica] Voci correlate

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