Riso amaro

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Riso amaro

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Titolo originale

Riso amaro

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1949
Genere drammatico
Regia Giuseppe De Santis
Soggetto Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Gianni Puccini
Sceneggiatura Corrado Alvaro, Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Carlo Musso, Ivo Perilli, Gianni Puccini
Produttore Dino De Laurentiis
Interpreti e personaggi

Riso amaro, film italiano del 1949, regia di Giuseppe De Santis.

Frasi[modifica]

  • Il carcere l'ha inventato qualcuno che non c'era mai stato [...]. E la prigione non salva nessuno. (Marco)

Dialoghi[modifica]

  • Silvana: [...] non si legge mai niente dell'America del Sud. Nel Nord invece è tutto elettrico.
    Marco: Sì, anche la sedia è elettrica.

Citazioni su Riso amaro[modifica]

  • È un capolavoro. E il personaggio è carico di femminilità. Piantata in mezzo alla risaia, come la statua di una dèa, rispetto alle altre donne che la circondano, comunica una forza, una grinta, ma soprattutto l' orgoglio di essere femmina. (Luisa Ranieri)
  • La mondina in calzoncini, interpretata da Silvana Mangano, divenne un'icona del cinema italiano e anticipò il fenomeno delle maggiorate degli anni Cinquanta. (Tullio Kezich)
  • Riso amaro non è solo una denuncia con aspetti documentari, è una leggenda: perché la Mangano divenne diva e sex symbol controvoglia, perché fu un miracolo poter girare nelle risaie del vercellese. (Maurizio Porro)
  • «Riso amaro» (1949) occupa un posto importante nella storia del cinema e in quella del costume. Giuseppe De Santis seppe fondere realismo sociale e mélo, mitologia e riflessione sui media, con un occhio all'epica sovietica e uno al noir hollywoodiano; e la mondina Silvana Mangano si impose come oggetto di desiderio. (Alberto Pezzotta)
  • Riso amaro resta un cult del cinema melò-sociale che allargava i temi del neorealismo col richiamo erotico ed è il capolavoro del dimenticato De Santis, poi spinto via dalla commedia italiana. Qui egli lavorò coi compagni Lizzani e Puccini e convinse anche a scrivere musica per il cinema Goffredo Petrassi (l'unica volta) con Trovajoli. C' erano tutti i problemi dell'Italia del dopoguerra: un furto, il lavoro disumano, la gelosia da fotoromanzo, la tragedia finale. (Maurizio Porro)
  • Tra i molti fans anche Togliatti che si congratulò col regista, autore di un travolgente melodramma sociale che mixa giallo e western. (Maurizio Porro)

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