Robert Jordan

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Robert Jordan

Robert Jordan, nome d'arte di James Oliver Rigney (1948 – 2007), scrittore statunitense.

Indice

[modifica] Incipit di alcune opere

[modifica] La ruota del tempo. I fuochi del cielo

Elaida do Avriny a'Roihan stava giocando con fare assente con la lunga stola di sette strisce colorate che aveva sulle spalle, la stola dell'Amyrlin Seat, seduta dietro la grande scrivania. A prima vista quel che colpiva era la bellezza, ma a un secondo sguardo la severità del viso da Aes Sedai senza età si rivelava precaria. Oggi c'era qualcosa in più, un'ombra di rabbia negli occhi scuri. Se qualcuna li avesse notati.

[modifica] La ruota del tempo. Il sentiero dei pugnali

Ethenielle aveva visto montagne più basse di queste Colline Nere, il cui nome insincero nascondeva grandi cumuli di massi quasi sepolti, tra i quali si disegnavano ragnatele di sentieri ripidi e contorti. Molti di quei valichi avrebbero fermato persino una capra. Si poteva viaggiare per giorni attraverso boschi segnati dalla siccità e prati d'erba marrone senza incontrare alcun segno di abitazioni umane, per poi trovarsi all'improvviso circondati da sette o otto piccoli villaggi, tutti ignari di ciò che accadeva nel mondo. Le Colline Nere erano un posto duro abitato da contadini, lontano dalle vie mercantili, un posto diventato ormai ancor più aspro del solito.

[modifica] La ruota del tempo. Il signore del caos

Demandred si fece avanti sui declivi scuri di Shayol Ghul e il passaggio, un buco nel fabbricato compatto, scomparve dalla visuale. Sopra di lui, dense nuvole grigie nascondevano il cielo, un mare invertito di onde lente e cineree che avvolgevano il picco nascosto della montagna. Nella spoglia valle sottostante lampeggiavano luci isolate, che mettevano in risalto i forti colori rossi e blu, senza riuscire a disperdere la tetra oscurità che li circondava. I fulmini saettarono in alto verso le nuvole facendo scaturire un tuono tardivo. Lungo il pendio il vapore e il fumo salivano da aperture sparse nel terreno, alcune piccole come la mano di un uomo, altre abbastanza grandi da ingoiare dieci persone.

[modifica] La ruota del tempo. L'ascesa dell'Ombra

La Ruota del Tempo gira e le Epoche si susseguono, lasciando ricordi che divengono leggenda; la leggenda sbiadisce nel mito, ma anche il mito è ormai dimenticato, quando ritorna l'Epoca che lo vide nascere. In un'Epoca chiamata da alcuni Epoca Terza, un'Epoca ancora a venire, un'Epoca da gran tempo trascorsa, il vento si alzò nella vasta pianura chiamata il Prato di Caralain. Il vento non era l'inizio. Non c'è inizio né fine, al girare della Ruota del Tempo. Ma fu comunque un inizio.

[modifica] La ruota del tempo. L'occhio del mondo

Di tanto in tanto il palazzo tremava ancora e la terra brontolava nel ricordo e gemeva come se volesse negare l'accaduto. Dagli squarci nelle pareti entravano raggi di sole che facevano scintillare il pulviscolo sospeso nell'aria. Segni d'incendio sfiguravano pareti, pavimenti, soffitti. Larghe macchie nere chiazzavano le vernici e le dorature screpolate di affreschi un tempo vividamente colorati; un velo di fuliggine copriva fregi raffiguranti uomini e animali che parevano quasi vivi, prima che la furia si calmasse.

[modifica] La ruota del tempo. La corona di spade

Elaida, affacciata alla finestra ad arco a circa ottanta spanne di altezza, quasi in cima alla Torre Bianca, poteva vedere il paesaggio oltre Tar Valon per chilometri fino alle pianure e le foreste ondulate intorno all'ampio fiume Erinin che scendeva da nordovest prima di biforcarsi attorno alle mura bianche della grande città-isola. Le lunghe ombre del mattino dovevano aver già cominciato a screziare la città, ma da lassù tutto sembrava chiaro e luminoso. Nemmeno le leggendarie torri senza cima di Cairhien avevano mai rivaleggiato in altezza con la Torre Bianca. Di sicuro nessuna delle altre costruite a Tar Valon la superava nonostante tutti gli uomini parlassero con ammirazione delle torri e dei ponti sospesi nel cielo di Tar Valon.

[modifica] La ruota del tempo. La grande caccia

L'uomo che, in quel luogo almeno, si faceva chiamare Bors, ebbe una smorfia di scherno al cicaleccio soffocato che risuonava nella vasta sala dal soffitto a volta. Ma la smorfia fu nascosta dalla maschera di seta nera che gli copriva il viso, simile a quella delle altre cento persone presenti nella sala. Cento maschere nere, cento paia d'occhi che cercavano di scoprire che cosa nascondessero.

[modifica] La ruota del tempo. Nuova primavera

Il vento freddo imperversava nella notte, su quella terra coperta di neve dove durante gli ultimi giorni gli uomini si erano massacrati a vicenda. L'aria era frizzante, anche se non gelida come si sarebbe aspettato Lan in quel periodo dell'anno. Il freddo era tuttavia intenso e penetrava al di sotto del pettorale d'acciaio e attraverso la giubba, mentre il fiato si condensava in nuvolette davanti al volto dell'uomo, quando il vento non le soffiava via. L'oscurità che ammantava il cielo stava cominciando ad attenuarsi, e le migliaia di stelle, che ricordavano polvere di diamante gettata in ordine sparso, iniziavano a schiarirsi.

[modifica] Bibliografia

  • Robert Jordan, La ruota del tempo. I fuochi del cielo, traduzione di Valeria Ciocci, Fanucci, 2007. ISBN 8834712870
  • Robert Jordan, La ruota del tempo. Il sentiero dei pugnali, traduzione di Nello Giugliano, Fanucci, 2007. ISBN 9788834713587
  • Robert Jordan, La ruota del tempo. Il signore del caos, traduzione di Valeria Ciocci, Fanucci, 2008. ISBN 9788834713679
  • Robert Jordan, La ruota del tempo. L'ascesa dell'Ombra, traduzione di Valeria Ciocci, Fanucci, 2006. ISBN 9788834712344
  • Robert Jordan, La ruota del tempo. L'occhio del mondo, traduzione di Gaetano Luigi Staffilano, Fanucci, 2006. ISBN 8834711335
  • Robert Jordan, La ruota del tempo. La corona di spade, traduzione di Valeria Ciocci, Fanucci, 2006. ISBN 8834712323
  • Robert Jordan, La ruota del tempo. La grande caccia, traduzione di Gaetano Luigi Staffilano, Fanucci, 2006. ISBN 8834712188
  • Robert Jordan, La ruota del tempo. Nuova primavera, traduzione di Valeria Ciocci, Fanucci, 2005. ISBN 8834710835

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