Rocky III

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Rocky III
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Titolo originale: Rocky III
Paese: Usa
Anno: 1982
Genere: Drammatico, sportivo
Regia: Sylvester Stallone
Soggetto: Sylvester Stallone
Sceneggiatura: Sylvester Stallone
Attori:
Doppiatori originali:

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Doppiatori italiani:

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Note:

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Rocky III, film statunitense del 1982 diretto e interpretato da Sylvester Stallone con Mr. T.

[modifica] Frasi

  • Ancora non ho capito che cavolo hai in testa, ce l'hai ancora una rotella che funziona? (Mickey)
  • Il non plusultra del maschio, contro il non plusultra delle polpette! (Labbra Tonanti) [Riferendosi a Rocky]
  • Qualche volta fare la beneficenza fa male. (Rocky)
  • Questo incontro lo voglio fare. Solo uno e poi basta. (Rocky) [Parlando con Mickey]
  • Non fa male! non fa male! Mia madre me le dava più forte! (Rocky) [Combattendo con Clubber]
  • Non esiste domani! (Apollo Creed)
  • L'occhio della tigre. (Apollo Creed)

[modifica] Dialoghi

  • Rocky: Ma lo portano in braccio?
    Mickey: No cammina da solo. [Riferendosi a Labbra Tonanti]
  • Speaker: Ma lei crede veramente che il campione sia un picchiatore così forte?
    Apollo Creed: E perché crede che io starei seduto qui con lei...
  • Clubber: Ti spacco in due!
    Rocky: Provaci!
  • Adriana: Ti posso parlare? Ti voglio chiedere una cosa, voglio che tu mi dica la verità.
    Rocky: Cosa?
    Adriana: Perché sei venuto qui?
    Rocky: Non ne voglio più sapere.
    Adriana: Beh se è finita perché tu vuoi che sia finita io sono contenta.
    Rocky: È così
    Adriana: È solo che tu non ti sei mai tirato indietro da niente da quando ti conosco.
    Rocky: Che cosa volevi che dicessi? Insomma io mi chiedo com'è possibile che tutto ciò che era bello è diventato così brutto?
    Adriana: Ma che c'è di così brutto? Avanti, dimmelo.
    Rocky: Ho rovinato tutto quanto per non aver ragionato con il mio cervello. Insomma io mi chiedo, Mickey non me lo poteva dire prima come stavano le cose, non doveva ingannarmi così, non doveva illudermi che io fossi meglio di quanto ero in realtà.
    Adriana: Non ti ha mai mentito.
    Rocky: Quegli incontri erano fasulli, è così Adrian, non ho mai combattuto con i migliori, era... era... era tutto fatto in modo che io potessi tenere il titolo più a lungo di quanto avrei dovuto. Insomma lo capisci cosa ti sto dicendo?
    Adriana: Sì, certo, ma anche tu devi capire che lui ti voleva bene e che era il suo lavoro quello di proteggerti.
    Rocky: Tutta quella protezione non serve a niente. Serve solo a peggiorare le cose. Tu ti svegli una mattina dopo dieci anni e credi di essere un vincitore e invece no, sei solo un perdente. E va bene, non avrai tenuto il titolo per tanto tempo, e con questo! Almeno sarebbe stato vero Adrian.
    Adriana: Ma non lo capisci che è stato vero.
    Rocky: Niente è vero se tu non puoi credere in quello che sei. E io in me stesso non ci credo più, lo vuoi capire. E se un pugile non crede in se stesso è finito, è chiuso, è andato.
    Adriana: E invece non è così
    Rocky: Sì che è così
    Adriana: Ma perché non vuoi dire la verità?
    Rcoky: Ma perché mi vuoi costringere a dirlo, Adrian. Vuoi sapere la verità? LA verità è che non voglio perdere quello che ho. In principio non mi importava niente de pericoli, salivo sul ring, mi facevo pestare, non mi interessava. Ma desso ci sei tu, c'è il bambino e io non vogli perdere quello che ho.
    Adriana: Ma cos'è che abbiamo a cui non possiamo rinunciare, cos'è? Una casa, abbiamo le macchine, abbiamo un mucchio di soldi, abbiamo tutto tranne la verità. Ma qual è la verità, per la miseria?
    Rocky: IO HO PAURA, sei contenta? La volevi la verità, mi vuoi umiliare? E va bene ho paura. Per la prima volta in vita mia ho paura.
    Adriana: Ho paura anch'io. Non c'è niente di male ad aver paura.
    Rocky: Ah no? Beh per me invece sì.
    Adriana: E perché, non sei un essere umano?
    Rocky: Io so solo una cosa: che sono un bugiardo. E che per questo Mickey non è più qui.
    Adriana: Tu non l'hai obbligato a far niente, Rocky. Lui era un uomo, e ha fatto quello che pensava dovesse fare. E tu non hai nessun diritto di sentirti in colpa per quello che gli è capitato. Tu sei un campione e hai fatto quello che dovevi fare, hai fatto quello che io, Mick e tutti gli altri pensavamo che tu dovessi fare. E vorresti dirmi che quegli incontri non erano veri, che era tutto organizzato. Beh io non ci credo. Ma non ha importanza quello che credo io, perché sei tu quello che si porta dentro questa paura, il terrore che... che tutti gli altri ti derubino, il terrore di essere ricordato come un perdente, che tu non sia più un uomo. Beh tutto questo non è vero.

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