Rodolfo Celletti

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Rodolfo Celletti (1917 – 2004), critico musicale, musicologo, maestro di canto e scrittore italiano.

Citazioni di Rodolfo Celletti[modifica]

  • [Mina] L'ho ascoltata e ascoltata ancora e poi ho capito che quando era giovane non aveva un'unica voce, ma diverse a seconda di ciò che eseguiva. Per anni mi sono chiesto con chi avesse studiato canto. Alla fine mi sono risposto che era una domanda stupida. Certe finezze, certi accenti, certe modulazioni non si acquisiscono. Nascono per germinazione spontanea. (citato in Brunella Schisa, Mina per voce sola, Il Venerdì di Repubblica, 10 marzo 2000)
  • [Titta Ruffo] Sotto il profilo vocale ebbe anche una straordinaria resistenza dei fiati: la vorticosa cadenza che procedeva la ripresa della seconda strofa del brindisi dell'Hamlet e il lungo potentissimo sol con cui concludeva il prologo del Pagliacci sono entrati nella leggenda. (citato in Gustavo Marchesi, Canto e cantanti, Casa Ricordi – BMG Ricordi Spa, Milano, 1996, p. 265)
  • [Titta Ruffo] Titta Ruffo, mostra una personalità timbrica inconfondibile. Voce fortemente incapsulata nella maschera, con lievi inflessioni nasali accentuate dal sistema d'incisone dei dischi detti acustici, il suono sembra pervaso da un'energia interna a volte squassante. (da Il Canto: storia e tecnica, stile e interpretazione dal "recitar cantando" a oggi, Edizioni A. Vallardi, 1989, p. 108)
  • [Franco Corelli] In questo è stato un autentico fenomeno vocale, un do e un re bemolle 4 meno adamantini e solari di quelli di Lauri-Volpi ma enormi, straripanti, che sembravano addensarsi sulla platea della Scala come una cupola sonora. (da Voce di tenore, dal Rinascimento a oggi, storia e tecnica, ruoli e protagonisti di un mito della lirica, Edizioni Idea Libri, 1989, p. 244)
  • [Beniamino Gigli] La voce di Gigli può legittimamente rientrare fra i miti dell'opera. Compatta, armoniosa, omogenea, eccezionalmente spontanea nell'emissione, aveva una continuità di vibrazioni e una fermezza di suono che faceva pensare alla cavata carusiana. (da Voce di tenore, dal Rinascimento a oggi, storia e tecnica, ruoli e protagonisti di un mito della lirica, Edizioni Idea Libri, 1989, p. 211)
  • [Beniamino Gigli] Gigli aveva una cavata intermedia, tra il piano e il mezzoforte, ammaliante, anche perché il suono restava ricco ed espansivo pur assumendo una sottile velatura di tenerezza ed emozione. (da Il Canto: storia e tecnica, stile e interpretazione dal "recitar cantando" a oggi, Edizioni A. Vallardi, 1989, p. 91)
  • [Alfredo Kraus] Kraus è l'unico tenore che abbia saputo eseguire le canzoni (spagnole) con slancio, calore, fantasia, analisi della parola "cantata", sottigliezze ritmiche. (da Voce di tenore, dal Rinascimento a oggi, storia e tecnica, ruoli e protagonisti di un mito della lirica, Edizioni Idea Libri, 1989, p. 247)

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