Ruhollah Khomeyni

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Ruhollah Khomeyni

Ruhollāh Mosavi Khomeyni (1900 – 1989), capo religioso e politico dell'Iran dal 1979 al 1989.

  • L'Islam o è politica o non è nulla [...] la guerra è una benedizione per il mondo e per ogni nazione [...] una religione senza guerra è zoppa [...] Allah ordina agli uomini di condurre una guerra e uccidere [...] i nostri giovani combattenti sanno che l'uccisione degli infedeli è uno dei compiti più nobili che Allah affida all'umanità. [Dopo l'ascesa al potere nel 1979.][1]
  • Gli ebrei e i loro sostenitori stranieri sono contrari ai fondamenti stessi dell'Islām e desiderano stabilire il dominio ebraico in tutto il mondo. [2]
  • Gli infedeli non hanno diritto di promuovere la loro religione né di pubblicare i loro libri nei paesi islamici ed è fatto divieto ai musulmani e ai loro figli di avvicinare i loro libri e le loro riunioni.[2]
  • Al figlio che scelse l'infedeltà di essere non musulmano sarà chiesto di pentirsi (e tornare all'Islam), altrimenti sarà messo a morte.[2]
  • Il popolo ha voluto la Repubblica islamica e tutti debbono accettarla. Chi non ubbidirà, sarà annientato.[2]

[modifica] Note

  1. Citato in Ulla Berkéwicz, Forse stiamo diventando pazzi, traduzione di Mara Cristina, Casagrande, 2004. ISBN 8877133937
  2. a b c d Citato in The best of imam Khomeini, Il foglio, 25 giugno 2009.

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