Sabina Guzzanti

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Sabina Guzzanti (1963 – vivente), regista, attrice comica e satirica italiana.

Sabina Guzzanti

Citazioni di Sabina Guzzanti[modifica]

  • D'altra parte è giusto, bisogna accettarlo: Berlusconi ha vinto le elezioni, gli italiani le hanno perse. (dallo spettacolo di Reperto Raiot)
  • Io non sono moralista! Non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi... ma tu non puoi mettere alle pari opportunità una [Mara Carfagna] che sta là perché t'ha succhiato l'uccello... Se ne deve andare! Non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle pari opportunità. Perché questo è uno sfregio. (dalla manifestazione No Cav Day, piazza Navona in Roma, 8 luglio 2008)
  • Ma tra vent'anni Ratzinger sarà morto, sarà dove deve stare, all'inferno tormentato da diavoloni frocioni. (da Piazza piena, Grillo contro Napolitano, repubblica.it, 9 luglio 2008)
  • Se b. avesse voluto davvero fare lo spiritoso anziché lo sborone ignorante come al solito avrebbe detto che lui usa lo stesso fondo tinta di obama. (da Olè, sabinaguzzanti.it, 8 novembre 2008)
  • [Riferendosi a Giuliano Ferrara] Tu sei un trombone che tutti quanti detestano. Sei arrogante, sei prepotente, le tue trasmissioni fanno venire l'ulcera a tutti quelli che le guardano. È vergognoso che le persone come te soltanto possano parlare in televisione. La gente sta male a vederti. [...] Non è che ci si può far dare dell'ignorante da uno che ha preso i soldi dalla CIA e se ne vanta, ha fatto le cose più aberranti nella sua vita, compresa quella di essere stato un comunista sfegatato, aveva dei randelli nella macchina, convinceva gli operai a fare delazioni sui loro colleghi, una persona che ha un passato francamente non dignitosissimo per i miei parametri. Non vengo qua a farmi insultare da Giuliano Ferrara. (dal programma televisivo L'infedele, La7, 22 novembre 2003)
  • Uso questo spazio per avere la possibilità di replicare agli attacchi e insulti ricevuti dopo il V-Day e dopo il mio intervento ad Annozero sulla questione del TG1, in particolare, e la polemica con Riotta nata da una battuta nel mio film in cui facevo dell'ironia sul fatto che Riotta, prima di diventare direttore del TG1, ha scritto sul Corriere una serie di articoli sempre più di destra per dimostrare di essere affidabile e di poter fare il direttore del TG1. Riotta si è arrabbiato per questa battuta e ha replicato con un articolo su L'Espresso in cui ha fatto una disquisizione su cosa sia il vero giornalismo, elencando tutti i professori che ha avuto all'università in America, tra cui il povero Sartori che non so quanto sia contento del suo allievo, l'importanza dei fatti e dell'obiettività. Da Santoro, allora, ho di nuovo replicato dicendo che una persona che dirige il TG1 che vediamo tutte le sere non si può permettere di dare lezioni di giornalismo a nessuno perché quello non è giornalismo. Il TG1 non è al servizio dei cittadini ma dei politici che hanno scelto lui e i giornalisti che parlano. Portando degli argomenti ho detto che, ad esempio, il giorno del V-Day ha dato alla notizia uno spazio ridicolo, 29 secondi. (da Sabina Guzzanti, ne il Blog di Beppe Grillo, 7 ottobre 2007)

Il diario di Sabna Guzz[modifica]

Incipit[modifica]

10 gennaio 2001.

C'è questa serata che dovrei fare all'Ottavo nano. Vogliono Berlusconi. Mi scoccia fare cose già fatte, ma in questo momento li capisco. Dicono che nel programma si prende in giro solo Rutelli e che per par condicio ci vuole pure Berlusconi.
Questa storia della par condicio nella satira è una delle tante puttanate che abbiamo accettato acriticamente. È pazzesco: quello ha canali Tv, giornali, squadre di calcio, assicurazioni, controlla tutta la pubblicità, un partito, ora pare che rivincerà le elezioni, e sono tutti concentrati sull'equità dei programmi comici e di quelli di Santoro. Un mondo di pazzi, come il cappellaio matto, come il Mondo alla rovescia di Gianni Rodari, come i giapponesi che quando esce il sole aprono l'ombrello... ma magari! Non c'è niente di surreale, solo prepotenza.

Citazioni[modifica]

  • Siamo tutti un po' o molto malati. Ogni tanto qualche estraneo mi chiede – come sforzandosi di dire una cosa difficile, ma per il mio bene – perché lascio i nervi cosí scoperti, perché mi rendo cosí vulnerabile, perché non mento come fanno tutti, in sostanza. Penso che sia per lasciare la speranza di potere stare bene. Se nascondi le cose perdi di vista il problema. Non mi importa di sembrare debole. Siamo tutti fragili. Non devo convincere nessuno, voglio solo andare lontano. Capire il senso della vita con il corpo, con tutta me stessa, non solo in teoria. Per questo ho cominciato a fare l'attrice. Per recitare bene devi imparare l'arte di vivere. Sei obbligato.
  • Cosa ci rende unici non è né la condizione di nascita [...] né lo stato sociale [...] né quello che comunemente si ritiene sia il sapere. L'identità è data dal coraggio di essere quello che si è e dal rispetto profondo per la propria vita e dal giusto valore che le diamo. E allo stesso tempo l'identità è l'unica vera fonte di potere degli esseri umani. Solo se si ha un'identità si può cambiare il mondo, apprezzare la vita, capire cos'è.
  • Desiderio, profondo rispetto, compassione (e il coraggio, che è la cosa più vicina alla compassione) e dedizione. Sono mezzi, strade e allo stesso tempo anche il fine.
  • Il desiderio trasformato, elaborato, è illuminazione. Alla radice del desiderio c'è la ricerca della felicità. Tutti siamo motivati dalla ricerca della felicità, qualunque azione compiamo.
  • Anche Hitler ha fatto quello che ha fatto perché pensava che lo facesse stare bene. Chi vive per il potere pensa che avendolo sarà finalmente a suo agio; chi si mette sotto i ferri per avere le tette enormi pensa che con le tettone avrà una vita migliore.
  • Il problema non è sradicare il desiderio, non sopravvivremmo senza: il problema è capire cosa davvero ci rende felici. E siccome per essere felici profondamente dobbiamo capire cosa sono nascita malattia vecchiaia e morte, essere felici vuol dire capire la vita.
  • Avere una bella teoria sul senso della vita non ha mai reso felice nessuno. Siamo tutti uguali di base, siamo fatti della stessa materia dell'universo. Siamo tutti fondamentali anche, non solo utili. Infatti il modo per rendere le persone impotenti è farle sentire sostituibili. I burocrati sono sostituibili, per questo devono obbedire.
  • Il significato della parola uguaglianza è diventato omologazione.
  • La pubblicità è l'evoluzione della propaganda. Prendere un concetto che è caro a tutti perché è umano, perché è condiviso, perché viene dal buon senso, e cambiargli di significato, attraverso la ripetizione, strumentalizzandolo, facendolo diventare nocivo. Utilizza ciò che è sacro, la pubblicità. Affetto, famiglia, sesso, amore filiale, armonia... tutto quello che le persone cercano.
  • Non è colpa dei cittadini se hanno votato Berlusconi, non tutta loro. È colpa di quelli che, potendo, non lo hanno fermato. Non era candidabile, non eleggibile, oppure doveva rinunciare alle sue proprietà. Punto. E quelli che gliel'hanno permesso, mettendo tutti noi in questa situazione di merda, devono rispondere delle loro azioni, dare spiegazioni esaurienti, chiedere scusa e sparire.
  • Stanno tutti a spremersi le meningi sulle ragioni della vittoria delle destre: ebbene, secondo me una ragione forte è proprio questa. Molti a sinistra si mobilitano quasi esclusivamente per mantenere i loro privilegi, con l'aggravante che lo fanno sotto la bandiera del popolo.
  • Se non si sa perché si fanno le cose, in quale direzione si va e ci si lascia andare alla creatività, quello che succede è che al primo intoppo ci si perde. Si producono cose belle all'inizio, ma non dura.

Incipit di Reperto RaiOt[modifica]

La mia patria non è un'azienda,
non è un franchising la mia famiglia.
Il mio quartiere non assomiglia
né a una holding né a una spa.

La mia figliola non è una troia
non le interessano i calendari,
e la mia scuola non è una scala
che porta al trono dell'imperatore.

Noi non siam più solo spettatori
noi non siam più sciocchi teleutenti
scorron neuroni nelle nostre menti
che parole voglion diventare.

Se son depressa non faccio shopping
vado a parlare con un vicino
e le domande sul mio destino
non vado a farle al Costanzo Show.

Ed il mio tempo non è denaro
ma il mare aperto dei sentimenti
Le vele al vento del mio pensiero
finché quel vento resisterà.

Citazioni su Sabina Guzzanti[modifica]

  • Quando Sabina fa il guru io sono d'accordo su tutto quello che dice. Ma non mi piace. (Claudio Amendola)
  • Penso che ogni tanto qualche scappellotto ci voglia per questo tipo di bambinacce. [...] L'elemento della truffa è quello che più mi colpisce. Non c'è stata e non c'è fino ad ora – se ci sarà lo dirò – una censura della Rai e del cattivo Berlusconi contro la satira della Guzzanti. C'è stato un tentativo evidente di guadagnarsi la censura da parte della Guzzanti, che ha associato alla satira, cioè al suo mestiere, un altro mestiere, quello del comizio politico "de paese", "de borgata", quello violento, duro, in cui le è scappata anche la famosa espressione "razza ebraica", perché la ragazza è molto ignorante. [...] La cosa che mi dispiace è la violazione del sacro canone del mestiere dell'attore. [...] Uno fa la satira, punto e basta. Se uno attraverso la satira – come avvenne con Daniele Luttazzi – vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito, non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane. (Giuliano Ferrara).
  • Lei è di destra come il padre e con le labbrucce siliconate spara a zero contro Berlusconi, poi però fa chiamare il padre per farsi produrre il film. (Antonio Ricci)
  • Non è stata censurata, poverina sta male perché è ignorante ma non è stata censurata. (Giuliano Ferrara)

Film[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • Sabina Guzzanti, Il diario di Sabna Guzz, Einaudi, Torino 2003. ISBN 8806169858
  • Sabina Guzzanti, Reperto RaiOt, con schede di approfondimento di Marco Lillo, BUR, 2005. ISBN 8817005827

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