Salomè (opera)

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Salomè o Salome, dramma musicale in un atto dall'omonimo poema di Oscar Wilde su libretto di Hedwig Lachmann, musica di Richard Strauss. Prima rappresentazione a Dresda alla Semperoper nell'anno 1905; prima italiana al Teatro Regio di Torino nell'anno 1906.

Incipit[modifica]

Leawington[modifica]

Ampia terrazza nella reggia d'Erode, che immette nella sala del banchetto.

Narraboth: Com'è bella la principessa Salomè questa sera!
Il paggio d'Erodiade: Guarda la luna! La luna ha l'aspetto assai strano. Si direbbe una donna che sorga dall'avello.
Narraboth: Ha l'aspetto assai strano. Ella somiglia ad una principessa dai piedi belli come piccole colombe bianche... Si direbbe che danzi.
Il paggio d'Erodiade: Ell'è come una donna morta. Lenta sen va.
(tumulto dalla sala del banchetto)
Primo soldato: Che schiamazzo! Chi son queste belve che urlano?
Secondo soldato: Gli ebrei. Eternamente uguali! È sui dogmi lor che vanno discutendo.
Primo soldato: Io trovo ridicola la discussione su simili facezie.
Narraboth: Quanto è bella la principessa Salomé questa sera!
Il paggio d'Erodiade: Tu la contempli sempre. Tu la contempli troppo... Non è permesso fissar la gente sì intensamente. Ten potria venire sventura
Narraboth: È tanto bella, questa sera!

[Hedwig Lachmann, Salomé, Dramma musicale in un atto di Oscar Wilde, tradotto da Alex. Leawington, musica di Richard Strauss, Adolph Fürstner, Berlin (1906), Casa Musicale Lorenzo Sonzogno, Milano.]

Schanzer[modifica]

Luogo dell'azione
Un'ampia terrazza nella Reggia di Erode

Narraboth: Oh, Cielo! Splende, stanotte, Salome, quale Dea!
Il paggio d'Erodiade: Vedi, tu Narraboth, la pallente luna? Un'ombra, casa pare, che sorga dall'avello!
Narraboth: È molto strana. Essa è quale una graziosa regina, d'onde i piè sien bianche tortore. Par ch'essa danzi, lassù.
Il paggio d'Erodiade: Spettrale, essa pare, quale una morta. Per l'étra, pianamente, se'n va.
Primo soldato: O, che baccano! Sai, tu, dirmi che belve sien quelle rinchiuse là giù?
Secondo soldato: Son gli Ebrei. Essi non mutano. Stanno altercando su la loro religione.
Primo soldato: Ma non è ridicolo, forse, altercar sol per questo?
Narraboth: È tutta luce, Salome, questa sera!
Il paggio d'Erodiade: La guardi sempre, tu... e troppo l'affisi! È cosa audace scrutar l'anime, come tu fai! Guardati... Credi a me!
Narraboth: Divina ell'è questa sera!


Giovane siriaco"Come è pallida la principessa! Mai l'ho veduta così pallida. Sembra il riflesso di una rosa bianca in uno specchio d'argento"


[Hedwig Lachmann, Salome, musica di Richard Strauss, nuova versione ritmica italiana di Ottone Schanzer, A. Fürstner LTD. London, Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano 1948.]

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