Sandro Pertini

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Sandro Pertini

Alessandro Pertini (1896 – 1990), uomo politico e 7° Presidente della Repubblica Italiana.

Citazioni di Sandro Pertini[modifica]

  • Ad Achille Marazza mi legano ricordi indelebili di lotta e di impegno civile e politico. Ne ho sempre ammirato la generosità, la fede democratica, la serenità dello spirito anche nei momenti più difficili, la lealtà con gli avversari. Ci trovammo fianco a fianco nella guerra di Liberazione, divisi poi nelle concezioni politiche, ma affratellati nell'amore per la Repubblica e per l'Italia. È un esempio di vita che è giusto ricordare in questi anni di turbamenti e di incertezze, ma anche di progressi, di crescita e di cambiamenti, che l'opera feconda di uomini come Marazza ha certamente contribuito a rendere possibile. (1987  specificare meglio specificare meglio)
  • Battetevi sempre per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale. La libertà senza la giustizia sociale non è che una conquista fragile, che si risolve per molti nella libertà di morire di fame. (dal discorso di fine anno, 31 dicembre 1983)
  • Mussolini si comportò come un vigliacco, senza un gesto, senza una parola di fierezza. Presentendo l'insurrezione si era rivolto al cardinale arcivescovo di Milano chiedendo di potersi ritirare in Valtellina con tremila dei suoi. Ai partigiani che lo arrestarono offrì un impero, che non aveva. Ancora all'ultimo momento piativa di aver salva la vita per parlare alla radio e denunciare Hitler che, a suo parere, lo aveva tradito nove volte. (da A Milano e a Torino nella fiammata insurrezionale, in Avanti!, 6 maggio 1945)
  • Cipriano Facchinetti apparteneva a quella categoria di idealisti che intendono pagare di persona per la loro idea. [...] Cessata la tempesta, egli ritornò in Patria; ma non trasformò le sofferenze e le persecuzioni patite in una cambiale da farsi pagare. Gli bastava la consapevolezza, egli puro mazziniano, di aver sempre compiuto il proprio dovere. Questo gli era sufficiente, sicché quando viene nominato Ministro, non si monta la testa: modesto era e modesto rimase. Egli considerò quell'incarico come un posto di lotta, da cui gli derivavano maggiori responsabilità e quindi l'obbligo di compiere con maggiore scrupolo il proprio dovere. [...] Apparteneva alla schiera di quegli uomini politici che non vogliono che la politica si trasformi in un mercato, in cui si barattano interessi personali, oppure in un trampolino per raggiungere cariche, prebende, onori. Egli considerava, come noi consideriamo, la politica un'alta missione, che più che procurar diritti impone doveri. Facchinetti pensava che la politica deve esser fatta con cuore puro e con mani pulite. Per questa ragione ha sempre servito in umiltà il suo partito, con piena dedizione, senza mai nulla chiedere, dando sempre. Questa è stata la divisa politica di Cipriano Facchinetti. (da Discorsi parlamentari 1945-1976, a cura di Marina Arnofi, Laterza, 2006)
  • [Patrizio Peci] È un uomo di poca fede, non un rivoluzionario. Ha parlato, vuol dire che non ha ideali. (citato in L'infame e suo fratello, 32:17-32:24)
  • Ed alla nostra mente si presenta la dolorosa immagine di un amico a noi tanto caro, di un uomo onesto, di un politico dal forte ingegno e dalla vasta cultura: Aldo Moro. Quale vuoto ha lasciato nel suo partito e in questa assemblea! Se non fosse stato crudelmente assassinato, lui, non io, parlerebbe oggi da questo seggio a voi. (dal discorso d'insediamento alla presidenza della Repubblica, 9 luglio 1978)
  • I giovani non hanno bisogno di prediche, i giovani hanno bisogno, da parte degli anziani, di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo. (dal discorso di fine anno, 31 dicembre 1978)
  • Il fascismo per me non può essere considerato una fede politica... il fascismo è l'antitesi di tutte le fedi politiche [...], perché opprime le fedi altrui. [1]
  • Il modo migliore di pensare ai morti è pensare ai vivi. (Dichiarazione a seguito del terremoto in Irpinia)
  • L'Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire. (Dal discorso d'insediamento alla Presidenza della Repubblica)
  • Nessuno può negare che la P2 sia un'associazione a delinquere. (citato in M. Guarino – F. Raugei, Gli anni del disonore, Dedalo 2006, pag. 7)
  • Non mi sembrò un tipo umano, Nixon. Mi sembrò molto arrogante, molto pieno di sé. Uh, quella mascella! Non mi piace proprio, quella mascella. E quei lineamenti da bulldog. Non mi piacciono proprio. Denunciano una prepotenza. (da un'intervista rilasciata a Oriana Fallaci, 1973)
  • Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire. (dal discorso alla radio di proclamazione della insurrezione generale, Milano, 25 aprile 1945)
  • Sono al fianco di chi soffre umiliazioni e oppressioni per il colore della sua pelle. Hitler e Mussolini avevano la pelle bianchissima, ma la coscienza nera. Martin Luther King aveva la pelle color dell'ebano, ma il suo animo brillava della limpida luce, come i diamanti che negri oppressi estraggono dalle miniere del Sudafrica, per la vanità e la ricchezza di una minoranza dalla pelle bianca. (da un discorso del 1982; citato in Michelangelo Jacobucci, Pertini uomo di pace, Rizzoli, 1985)[2]
  • Sono del parere che la televisione rovina gli uomini politici, quando vi appaiono di frequente. (alla Camera il 22 luglio 1971, rivolgendosi all'Onorevole Giuseppe Niccolai)
  • Sono socialista, da più di mezzo secolo. Per me socialismo vuol dire esaltazione della dignità dell'uomo; e quindi il socialismo non può andare disgiunto dalla libertà. (citato in Gianni Bisiach, Pertini racconta, Milano 1983, pag. 46)
  • Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [...] (da un'Intervista - Centro Espositivo Sandro Pertini[3])
  • Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che da' scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato! (audio su youtube del discorso del 31 dicembre 1983)

Attribuite[modifica]

  • Libero fischio in libero Stato. (citato in Piero Ostellino, Lo Scandalo dei Liberi Fischi, Corriere della sera, 24 agosto 2006, p. 35)
La frase compare fra gli atti parlamentari della Camera dei Deputati della XXI Legislatura del Regno d'Italia (1900 – 1904), ed è pronunciata da Giorgio Turbiglio.
  • Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato via anche con mazze e pietre.
[Citazione errata] La citazione riportata da blog, siti web, giornali e radio ed attribuita generalmente a Pertini, in realtà non è stata mai pronunciata dall'ex Presidente della Repubblica, come confermato dalla Fondazione Sandro Pertini.[4]

Citazioni su Sandro Pertini[modifica]

  • Ecco il nostro telegramma di congratulazioni e auguri a Pertini: «Che Dio le conceda il coraggio, Presidente, di fare le cose che si possono e che si debbono fare; l'umiltà di rinunziare a quelle che si possono ma non si debbono, e a quelle che si debbono ma non si possono fare; e la saggezza di distinguere sempre le une dalle altre». (Indro Montanelli)
  • Il valore del Crocefisso nello studio di un ateo ha in Pertini l'esempio più significativo. (Antonino Zichichi)
  • Io non sono certamente un uomo di cultura e alla cultura non attribuisco, per un politico, una decisiva importanza. Ma qualcosa so, qualche libro l'ho letto, anche grazie a Mussolini quando mi mandò al confino a Ponza. C'era anche Sandro. Lui, l'unica cosa che leggeva era «L'Intrepido». Il resto del tempo lo passava a giocare a briscola o a scopa coi nostri guardiani. Alle nostre discussioni sul futuro dell'Italia e del partito non partecipava quasi mai, e quando lo faceva, era solo per invocare il popolo sulle barricate, per lui la politica era solo quella. (Pietro Nenni)
  • Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità. (Indro Montanelli)
  • Pertini ha interpretato al meglio il peggio degli italiani. (Indro Montanelli)
  • Ricordo quando col Presidente andammo ai funerali di Guido Rossa, erano i mesi più brutti degli anni di Piombo. Terminati i funerali volle incontrare gli operai della FIOM (il sindacato di Guido Rossa), che allora era il più estremista, cercai di persuaderlo ma come sempre fu inutile. Andammo in un capannone alla periferia di Genova c'erano non meno di 300 operai, lui esordì così "Io oggi non sono qua come Presidente della Repubblica, ma come il compagno Sandro Pertini, io le Brigate Rosse le ho viste in faccia durante la Resistenza, quelle erano le vere Brigate Rosse! quelli di oggi sono solo dei codardi! ricordatevelo!" appena finì venne sommerso dagli applausi. (Antonio Ghirelli, intervista alla "Storia siamo noi")

Note[modifica]

  1. CESP Centro Espositivo Sandro Pertini Intervista.
  2. Citato nella canzone Il Bianco E Il Nero nell'album Verba Manent (1992) di Frankie hi-nrg mc.
  3. Vedi anche Video CESP - Centro Espositivo Sandro Pertini.
  4. Cfr. Bella frase, ma non è di Pertini!, Matteogracis.it, 1 maggio 2013.

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