Schindler's list - La lista di Schindler

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Schindler's List

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

La fabbrica di Oskar Schindler a Cracovia, Polonia

Titolo originale

Schindler's List

Lingua originale tedesco, inglese
Paese USA
Anno 1993
Genere storico, drammatico
Regia Steven Spielberg
Soggetto Thomas Keneally (romanzo)
Sceneggiatura Steven Zaillian
Produttore Steven Spielberg, Branko Lustig, Gerald R. Molen, Kathleen Kennedy
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note

Fotografia: Janusz Kaminski
Montaggio: Michael Kahn
Musiche: John Williams

  • Vincitore di 7 premi Oscar (1994):
    • Miglior film
    • Miglior regia
    • Miglior sceneggiatura non originale
    • Miglior fotografia
    • Miglior montaggio
    • Miglior scenografia
    • Miglior colonna sonora

Schindler's list - La lista di Schindler, film statunitense del 1993 con Liam Neeson, Ralph Fiennes e Ben Kingsley, regia di Steven Spielberg.

Incipit[modifica]

Savree maranun verabonun verobotay. Barooch ata adony elohaynou melech aholam. Borah pree hagafan. Barooch ata adony elohaynou melech aholam. Asher kideshano bemitzvotaiv verazha banou veshabat kodsho behava hencheel lanoe. Zecaron lemase berashit ke hoe yome techelah lemekray kodesh zecher letziat mizraim. Kee banoe bacharta veotano kedashta mekol hameem. Veshabat kodsho behavat razone. Henchaltanoe. Barooch ata adony mekadesh hasabat. (Rabbi Menasha Letartov) [Preghiere dai film]

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Settembre 1939, le forze armate tedesche sconfissero l'armata polacca in due settimane.
    Agli ebrei venne ordinato di registrare i membri del nucleo familiare e di stabilirsi nelle maggiori città. Ogni giorno più di diecimila ebrei provenienti dalle campagne arrivano a Cracovia.
September 1939, the German forces defeated the Polish Army in two weeks.
Jews were ordered to register all family members and relocate to major cities. More than 10,000 Jews from the countryside arrive in Krakow daily. (Testo in sovrimpressione)
  • Lo Judenrat
    Concilio Ebraico composto da 24 ebrei eletti incaricati di far eseguire a Cracovia gli ordini del regime, come fissare turni di lavoro, provvedere a cibo e alloggi. Un luogo fove presentare revlami.
The Judenrat
The Jewish Council comprised of 24 elected Jews personally responsible for carrying out the orders of the regime in Krakow, such as drawing up lists for work details, food and housing. A place to lodge complaints. (Testo in sovrimpressione)
  • 20 marzo 1941.
    Termine per l'entrata nel ghetto.
    L'editto 44/91 istituisce un quartiere ebraico recintato a sud della Vistola. La residenza nel ghetto chiuso delle mura è obbligatorio. Tutti gli ebrei di Cracovia e dintorni vengono cacciati dalle loro case e obbligati a vivere ammassati in un'area di soli sedici isolati.
March 20, 1941
Deadline for entering the ghetto.
Edict 44/91 establishes a closed Jewish district south of the Vistula River. Residency in the walled ghetto is compulsory. All Jews from Krakow and surrounding areas are forced from their homes and required to crowd into an area of only sixteen square blocks. (Testo in sovrimpressione)
  • [I nazisti] [...] non sono poi così male come si dice. Be', sono peggio di come si dice. Ma è un mucchio di soldi. Un bel mucchio di soldi. (Marcel Goldberg)
  • È mio autentico piacere annunciare lo stato di piena operatività della Deutsche Emailwarenfabrik, produttrice di superbe stoviglie smaltate, espressamente ideate ed eseguite per uso militare. Utilizzando le più moderne attrezzature, il personale della D.E.F., composto di artigiani e operai di alta specializzazione ed esperienza, realizza un prodotto di qualità impareggiabile, consentendomi di offrire con assoluta fiducia ed orgoglio una linea completa di utensili da campo e da cucina insuperabile sotto tutti gli aspetti dai miei concorrenti. Vedere lista allegata e colori disponibili. Fiducioso che le offerte qui accluse incontrino a vostra approvazione e in attesa di instaurare un rapporto di lunga e reciproca prosperità, vi invio in anticipo la mia più sincera gratitudine e i più cordiali saluti. Oskar Schindler. (Oskar Schindler) [Voce fuori campo, dettando la lettera destinata ai nazisti]
  • Mio padre si compiaceva di dire che nella vita si ha bisogno di tre cose: un buon dottore, un prete indulgente e un bravo contabile. (Oskar Schindler)
  • Non dimenticheranno presto il nome Schindler, qui. Te lo posso assicurare. "Oskar Schindler", diranno. "Tutti qui ce lo ricordiamo bene. Ha fatto qualcosa di straordinario, qualcosa che nessun altro ha mai fatto. È arrivato qui senza niente, con una valigia, ha preso una fabbrica che era in banca rotta e l'ha trasformata in un'importante opificio. Ed è partito con un baule da viaggio. Due bauli da viaggio gonfi di denaro. Tutte le ricchezze del mondo." (Oskar Schindler) [A Emilie]
  • Promettimi, Oskar, che nessun portiere o maître potrà mai supporre che io altri non sia che la signora Schindler e io resterò. (Emilie) [Giuramenti dai film]
  • Volevo ringraziarla Herr Direktor per avermi dato l'opportunità di lavorare. [...] Le SS mi hanno picchiato molto. Mi avrebbero ammazzato, ma sono necessario allo sforzo bellico grazie a lei. [...] Io lavoro sodo per lei. [...] E continuerò a lavorare sodo per lei. [...] Che Dio la benedica, signore. [...] Lei è un brav'uomo, sa? [...] Mi ha salvato la vita. Che Dio lo benedica. Che Dio la benedica. (Signor Löwenstein)
  • Non dovrebbe considerarli come fossero suoi, Oskar. Lei deve capire che a qualcuno delle SS non importa un accidente della produzione. Per loro è una questione di priorità nazionale che gli ebrei siano costretti a spalare la neve. Non ha niente a che vedere con la realtà, Oskar. Lo sai lei e lo so anche io. Il fatto che gli ebrei spalino la neve ha assunto un significato rituale. (Herman Toffel)
  • Un ebreo con un braccio solo. Doppiamente inutile. (Soldato delle SS)
  • Io lavoro per Oskar Schindler! (Signor Löwenstein) [Ultime parole]
  • Oggi si fa la storia. Questo giorno sarà ricordato. Negli anni a venire i giovani chiederanno con stupore riguardo a questo giorno. Oggi si fa la storia e voi ne fate parte. Seicento anni fa, quando altrove fu addossata loro la colpa della Peste Nera, Casimiro il Grande, cosiddetto, disse agli ebrei che potevano venire a Cracovia. Essi arrivarono. Fecero arrotolare i loro averi in città, si sistemarono, misero radici, prosperarono. Negli affari, nelle scienze, nell'istruzione, nelle arti. Arrivarono qui senza niente, niente e fiorirono. Per sei secoli c'è stata una Cracovia ebrea. Riflettete su questo. Da stasera quei secoli sono una diceria. Non ci sono mai stati. Oggi si fa la storia. (Amon Göth)
  • Conosci il detto: un'ora di vita è sempre vita? (Chaja Dresner) [Ad Adam]
  • Dicono che nessuno muore qui. Dicono che la sua fabbrica è un ricovero. Dicono che lei è buono. (Regina Perlman) [A Oskar Schindler]
  • [...] io gli ho chiesto "perché mi sta picchiando?" Ha detto: "Il motivo per cui ti picchio ora è perché mi hai chiesto perché ti picchio." (Helen Hirsch)
  • Più si conosce Herr Komandant e più si capisce che non esistono regole sicure a cui aggrapparsi. Non puoi dire a te stesso "Se io seguirò queste regole mi metterà in salvo." (Helen Hirsch) [Parlando di Amon Göth]
  • Sebbene io non sia un rabbino, in queste circostanze prego l'Onnipotente di perdonarmi se intono il canto benedicente. Baruch ata Hsham eloiyni melech hoylam asher ztivonee al aariuouth. Vouser lanou at harosth, Vhesserlanou at hansooes lanou al yaday cheepah ve kidesheem. (Donna ebrea #1) [Preghiere dai film]
  • "Ma qual è la risposta giusta?" è questo che stai pensando. "Cosa vuole sentirsi dire?" La verità, Helen, è sempre la risposta giusta. (Amon Göth)
  • Ti fanno un maleficio, sa, questi ebrei? Quando lavori accanto a loro come faccio io lo noti. Hanno questo potere. È come un virus. Alcuni miei uomini sono contagiati da questo virus. Andrebbero compatiti, non andrebbero puniti. Andrebbero curati, invece, perché è come se avessero il tifo. (Amon Göth)
  • Chujowa Gorka, aprile 1944
    Il dipartimento D ordina a Göth di riesumare e bruciare i cadaveri degli oltre 10.000 ebrei uccisi a Płaszów e nel massacro del ghetto di Cracovia.
Chujowa Gorka, April 1944.
Department D orders Goeth to exhume and incinerate the bodies of more than 10,000 Jews killed at Plaszow and the Krakow Ghetto massacre. (Testo in sovrimpressione)
  • Ho realizzato il mio scopo. Ho più denaro di quanto se ne possa spendere in una vita. (Oskar Schindler)
  • C'è stato un errore. Noi non dovremmo essere qui. Noi lavoriamo per Oskar Schindler. Siamo gli ebrei di Schindler! (Chaja Dresner)
  • Non dico che non è mia intenzione accettarli. Dico che non mi sento a mio agio con questa roba sul tavolo. (Rudolph Hoss) [Mettendosi in tasca i diamanti che Oskar Schindler gli ha messo sul tavolo per corromperlo]
  • Nessun portiere o maître di sala cadrà mai più nell'equivoco. Te lo prometto. (Oskar Schindler) [Giuramenti dai film]
  • Stern, se in questa fabbrica si producessero granate veramente funzionanti ne sarei molto infelice. (Oskar Schindler)
  • Per i sette mesi in cui fu pienamente operativa, Brinnlitz fu un modello assoluto di produttività. Nello stesso periodo Schindler spese milioni di marchi per mantenere i proprio operai e corrompere gli ufficiali del Reich.
For the seven months it was fully operational, Schindler's Brinnlitz munitions factory was a model of non-production. During this same period, he spent millions of reichmarks to sustain his workers and bribe reich officials. (Testo in sovrimpressione)
  • La resa incondizionata della Germania è stata appena annunciata. A mezzanotte la guerra finirà ufficialmente. Domani inizierete a cercare notizie dei sopravvissuti delle vostre famiglie. Nella maggior parte dei casi... non li troverete. Dopo sei lunghi anni di omicidi, le vittime avranno il cordoglio di tutto il mondo. Noi siamo vivi. Molti di voi sono venuti da me a ringraziarmi. Ringraziate voi stessi. Ringraziate l'impavido Stern, e alcuni altri che preoccupati per voi hanno affrontato la morte ogni istante. Io sono un membro del partito nazista. Sono un fabbricante di munizioni varie. Sfruttatore del lavoro di schiavi. Io sono... un criminale. A mezzanotte voi sarete liberi e io braccato. Rimarrò con voi fino a cinque minuti dopo la mezzanotte, allo scadere dei quali — e spero che mi perdonerete — dovrò fuggire. [Si rivolge alle SS] So che avete ricevuto ordini dal nostro comandante, che a sua volta li ha ricevuti dai suoi superiori, di eliminare la popolazione di questo campo. Questo è il momento di farlo. Eccoli; sono tutti qui. È la vostra opportunità. Oppure, potete andarvene dalle vostre famiglie da uomini e non da assassini. [Le SS escono lentamente; Schindler torna a rivolgersi ai lavoratori] In memoria delle innumerevoli vittime fra il vostro popolo, io vi chiedo di osservare tre minuti di silenzio. (Oskar Schindler)
  • Chiunque salva una vita, salva il mondo intero. (Itzhak Stern) [Facendo la traduzione della citazione del Talmud incisa sull'anello regalato a Oskar Schindler]
  • Avrei potuto avere una persona in più... E non l'ho fatto... (Oskar Schindler) [Piangendo]

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Oskar Schindler: In nessun modo avrei potuto saperlo prima, ma c'era sempre qualcosa che mancava. In ogni affare che tentavo, ora lo so di certo, non ero io a fallire: c'era qualcosa che mancava. Anche se avessi saputo cos'era, non c'era niente che avrei potuto fare, perché è una cosa che non puoi creare e stabilisce la differenza fondamentale che passa fra successo e fallimento.
    Emilie: La fortuna?
    Oskar Schindler: La guerra.
  • Uomo nel ghetto #1: Stamattina mi sono risvegliato da un sogno. Ero in bolletta e dividevo la stanza con dodici persone che non conoscevo soltanto per scoprire che ero in bolletta e dividevo la stanza con dodici persone che non conoscevo! [Ride]
    Donna nel ghetto #1: Questa cosa ti fa ridere?!
    Uomo nel ghetto #1: Devo ridere per forza!
    Donna nel ghetto #2: State vivendo dietro delle mura.
    Uomo nel ghetto #3: Le mura riesco a sopportarle. Sono le restrizioni alla mia vita che non sopporto.
    Donna nel ghetto #1: Le mura li tengono lontani. È l'unica cosa che mi importa.
    Uomo nel ghetto #4 (poliziotto): Mi piace qui. C'è una specie di, non lo so... ancestrale squallore in tutto questo.
    Anziano nel ghetto: Tu sei lo schiavo di queste persone!
    [...]
    Uomo nel ghetto #5 (insegnate di storia e geografia): Oggi... Oggi ho addirittura trovato il tempo per formulare un pensiero. Non riesco a ricordarmi l'ultima volta che l'ho fatto.
    Uomo nel ghetto #3: Quando è stata l'ultima volta che abbiamo fatto questo? L'ultima volta che ci siamo fermati a chiacchierare?
    Anziano nel ghetto: Nessuno mi ha ordinato di salire su un camion e nessuno mi ha strappato di mano i miei affari!
    Uomo nel ghetto #4 (poliziotto): Non hai affari da farti strappare! [Tutti ridono]
    Donna nel ghetto #1: Tanto più in basso di così non possiamo scendere. Questo è il fondo.
    Uomo nel ghetto #1: Il ghetto è... libertà.
  • Diana Reiter: Ci sono tutte le fondamenta che devono essere abbattute e scavate di nuovo, altrimenti ci sarà come minimo un cedimento alla parte meridionale della baracca! Un cedimento e poi crolla tutto!
    Amon Göth: Tu sei ingegnere?
    Diana Reiter: Sì. Mi chiamo Diana Reiter. Ho preso una laurea in ingegneria civile all'università di Milano.
    Amon Göth: Ah, un'ebrea istruita! Come lo stesso Karl Marx. Unterscharführer!
    Unterscharführer: Jawohl?
    Amon Göth: Le spari.
    Unterscharführer: Cosa?
    Diana Reiter: Herr Kommandant! Io cerco solamente di fare il mio lavoro!
    Amon Göth: Già, e io faccio il mio.
  • [Mentre è in corso la fucilazione di tutti gli ebrei rimasti nascosti in un edificio del ghetto, due dei soldati delle SS osservano un collega che si è messo a suonare il pianoforte]
    Soldato SS #1: Cos'è? È Bach?
    Soldato SS #2: Naaa...
    Soldato SS #1: È Bach?
    Soldato SS #2: No, no. Mozart.
    Soldato SS #1: Mozart?
    Soldato SS #2: Sì.
— Was ist das? Ist das Bach? Ist das Bach?
— Nein, nein. Mozart.
— Mozart?
— Ja.
  • Amon Göth: Devo saperlo: dove ha trovato un vestito così? E la camicia com'è di seta?
    Oskar Schindler: Naturalmente.
    Amon Göth: Ja. Bella la lucentezza che emana.
    Oskar Schindler: La ringrazio.
    Amon Göth: Molto bella.
    Oskar Schindler: Gliene offrirei una ma la camicia che l'ha fatta sarà morto. Non lo so.
  • Oskar Schindler: Che sta facendo?
    Itzhak Stern: Be', mi gratto la testa così credono che abbia i pidocchi e si tengono a distanza.
  • Amon Göth: Il controllo è potere. Questo è il potere.
    Oskar Schindler: È per questo che ci temono?
    Amon Göth: Abbiamo il potere di uccidere. Per questo ci temono.
    Oskar Schindler: Ci temono perché abbiamo il potere di uccidere arbitrariamente. Un uomo commette un reato, doveva pensarci, lo facciamo uccidere e ci sentiamo in pace. O lo uccidiamo noi stessi e ci sentiamo ancora meglio. Questo non è il potere però: questa è giustizia, è una cosa diversa dal potere. Il potere è quando abbiamo ogni giustificazione per uccidere e non lo facciamo.
    Amon Göth: È questo il potere?
    Oskar Schindler: L'avevano gli imperatori questo. Un uomo ruba qualcosa, viene portato davanti all'imperatore e si lascia cadere per terra tremante, implora per avere pietà, è conscio che sta per andarsene. E l'imperatore lo perdona invece. Quell'uomo, immeritevole, lo lascia libero.
    Amon Göth: Credo che lei sia ubriaco.
    Oskar Schindler: Questo è il potere, Amon. Questo è il potere.
  • Ragazza ebrea: Da parte degli operai, Herr Direktor, io le auguro buon compleanno.
    Bambina ebrea: Buon compleanno.
  • Mila Pfefferberg: [...] il treno è arrivato e loro hanno fatto scendere la gente a bastonate. Li hanno fatti allineare davanti a due enormi magazzini. Su uno potevi leggere "guardaroba" e sull'altro "oggetti di valore" e poi li hanno fatti spogliare. Un ragazzo ebreo gli ha dato dei pezzi di spago per legarci insieme le scarpe. Gli hanno rasato i capelli. Gli hanno detto che serviva a fare qualcosa di speciale per quelli dei sottomarini. E poi li hanno spinti come pecore lungo un corridoio verso bunker con la stella di Davide sulla porta e... e scritte che dicevano "bagni e stanze di inalazione". Le SS gli hanno dato del sapone e gli hanno detto di respirare continuamente perché aiutava a disinfestarsi. E li hanno gassati tutti.
    Donna ebrea #2: Mila, perché il sapone?
    Mila Pfefferberg: Per convincerli ad andare dentro, credo.
    Chaja Dresner: Basta Mila, smettila. Stai spaventando tutte con queste tue favolette.
    Donna ebrea #3: Io non ci credo.
    Donna ebrea #4: Nemmeno io ci credo.
    Donna ebrea #5: Già, è una cosa ridicola. No, non ci posso credere.
    Mila Pfefferberg: Non ho detto che ci credo. Ho detto che l'ho sentito dire.
    Donna ebrea #6: E da chi?
    Mila Pfefferberg: Da uno. A cui l'ha detto qualcuno che stava lì.
    Donna ebrea #7: Sei sicura?
    Donna ebrea #5: Scusa, se fosse stato lì, sarebbe stato gassato.
    Donna ebrea #2: È vero.
    Donna ebrea #8: Ma come ha fatto...?
    Donna ebrea #6: È una storia senza senso. Siamo la loro forza lavoro. Me lo dici che senso avrebbe uccidere la propria forza lavoro? Dover affrontare tutta la fatica di mettere insieme una forza lavoro solo per... [fa il gesto dello sgozzare]
    Donna ebrea #1: Ah, non può essere vero. Noi siamo molto molto importanti per loro.
  • Uomo: Come mai si trova qui?
    Amon Göth: Ho violato le vigenti norme sulla razza sebbene dubito che qualcuno possa indicarmi esattamente quale norma. Ho baciato una ragazza ebrea.
    Uomo: [Ride] E le si è staccato il pisello?
  • Amon Göth: Non riesco a capirla! Lei vuole veramente questa gente?
    Oskar Schindler: Questa gente? Sì, la mia gente. Voglio la mia gente!
    Amon Göth: Ma chi si crede di essere, Mosè?
  • Clara: Dicono che buttarsi contro il reticolato sia una benedizione.
    Chaja Dresner: Non ti devi uccidere sul reticolato, Clara. Se lo fai non saprai mai cosa ti è accaduto.
  • Rabbi Menasha Levartov: Savree maranun verbanun verabuty. Baruch ata adoshem, Elokynou melach hoyleam boyrah paree hagofan.
    Ebrei: [In coro] Amen.
    Rabbi Menasha Levartov: Baruch ata adoshem elokynou melach hoyleam. Asher kideshanou bamezvoytaiv veratzah banou ve shabath kodshoy beahava ve razoun hencheelanou zicarone lemahsa barashit yhom techelah lemikrahy kodesh zecher letzeat Mitzraim. Kee banou bachartah veotanou kedashtah mekol ahameem. Ve Shabath kodshou beahava ve razoun hencheltanou. Barooch ata adoshem mekadesh hashabat.
  • Rabbi Menasha Letartov: Yetkadal veytkadosh shamy raboo. Vealmah Devyrsah veyamlich malchootay. Vysmach Palkoney bekoor meshchay. Vchyachoon ovyomachoon ovachaye bechol bayeth ysrael. Bahgoola ovzman Kariv veemree. Amen.
    Ebrei: [In coro] Amen.
    Rabbi Menasha Letartov: [In coro] Yahee Shmay Rabah Mevoorach leolame oleomlay olmaya. Yetbarach veyeshtabach veytpaehar veytromam. Veytnasah veytader veytalah veythalel. Schmy dekodsha breech hoe. Yehee shalama Rabah Mean shamaya vechayeem toveem alayno veal kol israel. Vemree. Amen.
    Ebrei: [In coro] Amen.
  • Itzhak Stern: Ci saranno altre generazioni per quello che lei ha fatto.
    Oskar Schindler: Non ho fatto abbastanza.
    Itzhak Stern: Ha fatto tanto, invece.

Explicit[modifica]

La tomba di Oskar Schindler a Gerusalemme.

Amon Göth fu arrestato mentre era ricoverato in un sanatorio di Bad Tolz. Fu impiccato a Cracovia per crimini contro l'umanità.

Oskar Schindler mandò a monte il matrimonio e molte altre attività intraprese durante la guerra.

Nel 1958 fu dichiarato un giusto dal consiglio dello Yad Vashem a Gerusalemme e invitato a piantare un albero nel Viale dei Giusti.

Quell'albero cresce ancora.

[Viene mostrato un numeroso gruppo di anziani che cammina]

Gli ebrei di Schindler oggi.

[Vengono mostrati gli attori che hanno interpretano il film posare ognuno una pietra sulla tomba di Oskar Schindler]

Meno di 4000 ebrei vivono oggi in Polonia.

I discendenti degli ebrei di Schindler sono più di 6000.

In memoria degli oltre sei milioni di ebrei massacrati.

Amon Goeth was arrested while a patient in a sanatorium at Bad Tolz. He was hanged in Krakow for crimes against humanity.
Oskar Schindler failed at his marriage and several businesses after the war.
In 1958, he was declared a righteous person by the council of the Yad Vashem in Jerusalem, and invited to plant a tree in the Avenue of the Righteous.
It grows there still.
The Schindler Jews today.
[...]
There are fewer than four thousand Jews left alive in Poland today.
There are more than six thousand descendants of the Schindler Jews.
In memory of the more than six million Jews murdered. (Testo in sovrimpressione)

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