Scioglilingua italiani

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  • A che serve che la serva si conservi la conserva se la serva quando serve non si serve di conserva?
  • A chi porta porta aperta, a chi non porta porta aperta non importa.
Porta aperta per chi porta, chi non porta parta pur che non importa aprir la porta.
  • A portapalazzo c'è un cane pazzo. Toh, pazzo cane, 'sto pezzo di pane.
  • A quest'ora con quest'ira il questore in questura non c'è.
  • Al pozzo dei pazzi una pazza lavava le pezze. Andò un pazzo e buttò la pazza con tutte le pezze nel pozzo dei pazzi.
  • Al pozzo di S. Pazzia, c'è un pazzo che mangia una pizza, una pazza che lava una pezza. Il Pazzo invita la pazza a mangiare la pizza; la pazza rifiuta, il pazzo s'infuria: piglia la pazza, la pezza e la pizza e butta nel pozzo.
Al pozzo di santa Pazzia protettrice dei pazzi c'è una pazza che lava una pezza. arriva un pazzo con un pezzo di pizza e chiede alla pazza se ne vuole un pezzo. La pazza rifiuta, il pazzo si infuria e butta la pazza la pezza e la pizza nel pozzo di santa pazzia protettrice dei pazzi.
  • Andavo a Lione cogliendo cotone, tornavo correndo cotone cogliendo.
  • Andavo a Rapallo cogliendo cristallo, tornavo ridendo cristallo cogliendo.
  • Apelle, figlio di Apollo, fece una palla di pelle di pollo. Tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle, figlio di Apollo.
Apelle, figlio di Apollo, fece una palla di pelle di pollo. E tutti i polli del pollaio andarono a vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle, figlio di Apollo.
  • Arrotolamelo, riaggomitolamelo, spiaccichiccicamelo.
  • Avevo sei zucche da far scatafarzuccare. Andai dallo scatafarzuccatore delle zucche, non c'era. Le scatafarzuccai da me, le scatafarzuccai meglio dello scatafarzuccatore delle zucche.
  • Calano a mille dagli ermi colli della Maremma i merli folli per fare merenda coi vermi molli.
  • Caro conte chi ti canta tanto canta che t'incanta.
  • Che i generali regolino i loro orologi.
  • Chi mette la mosca per esca, | dimostra che losca è la pesca: | se infatti la lasca ci casca, | c'è caso che a sera finisca | non lasca, ma labile lisca.
  • Corro correndo bottoni cogliendo, corro carponi cogliendo bottoni.
  • Date il pane al cane pazzo, date al pazzo cane il pane.
  • Dietro quel palazzo c'e un povero cane pazzo, date un pezzo di pane a quel povero pazzo cane
Al pozzo di santa pazzia protrettrice dei pazzi c'è un povero cane pazzo. Date un pezzo di pane a quel povero pazzo cane.
  • Fosti tu quel bàrbaro barbiere che barberasti la barba di Bartolomeo Barbetta a piazza Barberini?
Chi fu quel barbaro barbiere che sbarbò barbaramente la barba di Bartolomeo Barbetta in piazza Barberini?
  • Il Papa pesa il pepe a Pisa, Pisa pesa il pepe al Papa.
  • In Perù però perì.
  • In un palazzo ci sta un cane pazzo, tiè pazzo cane sto pezzo di pane.
  • In un piatto poco cupo poco pepe cape.
  • In una conca nuotano a rilento tre trote, cinque triglie e tinche cento.
  • Ipoteco un polmone per comprar un melone.
  • Ipoteco un'eco e compro un tricheco.
  • Lucio dice a Licio: "Lascia l'ascia liscia sull'uscio".
  • Mi attacchi i tacchi tu che attacchi i tacchi? Io attaccarti i tacchi a te? Attaccati te i tuoi tacchi tu che attacchi i tacchi!
  • Nel giardin di don Andrea don Anton cogliea coton, nel giardin di don Anton don Andrea coton cogliea.
  • Nel pignatello piccolo poca pappa c'è.
  • Nove navi nuove navigavano.
  • Orrore, orrore, un ramarro verde su un muro marrone!
  • Pensa a chi ti pensa, non pensare a chi non ti pensa, perché se pensi a chi non ti pensa, chi ti pensa smetterà presto di pensarti.
  • Peppe dà la pappa al pupo, il pupo dà la pappa a Peppe: tanta pappa pappa il pupo quanta pappa pappa Peppe.
  • Peppe pittore parrocchia pittava, parrocchiano poco pagava, Peppe pittore poco pittava.
  • Pietro Paolo Parzianese, povero pittore poco pratico, promise pinger porta portese per poco pochissimo prezzo. Partitosi prima, pentitosi poi, pregò partir per Padova, propria paterna patria.
  • Pietro Paolo Pitto, pittore poco pratico, pinse per poco prezzo papa Pio Primo, poi pentitosi, partì per Pavia, per sua paterna patria.
  • Porta aperta per chi porta, chi non porta parta pur che non importa aprir la porta.
  • Quanti rami di rovere roderebbe un roditore se un roditore potesse rodere rami di rovere?
  • Sassaiola a Sassari su un assassino assiro ossessionato dal sesso assiduo.
  • Se i pesciolini scemi vanno a sciami da Pescia ad Altopasci e piove a scroscio l'uscita va a scatafascio.
  • Se il coniglio gli agli piglia togligli gli agli e tagliagli gli artigli.
  • Se l'arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscontatinopolizzasse, ti disarcivescoviscontantinopolizzeresti tu? No, io mi disarcivescontantinopolizzerei mai se l'arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscontantinopolizzasse!
L'arcivescovo di Costantinopoli si è disarcivescoviscostantinopolizzato. Tu ti disarcivescoviscostantinopolizzeresti come si è disarcivescoviscostantinopolizzato l'arcivescovo di Costantinopoli?
Se l'arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, vi disarcivescoviscostantinopolizzereste anche voi come si era disarcivescoviscontantinopolizzato l'arcivescovo di Costantinopoli?
  • Se la serva non ti serve, a che serve che ti serva di una serva che non serve? Serviti di una serva che serve, e se questa non ti serve, serviti dei miei servi. Te lo dice il tuo servo Servo Servi.
Se una serva non ti serve a che serve che ti serva una serva che non serve? serviti di una serva che ti serve e lascia la serva che non serve a chi si serve di una serva che non serve.
Se la serva che ti serve è una serva che non serve, a che serve che ti serva di una serva che non serve? Tu ti servi d'altra serva e la serva che non serve vada e serva chi si serve di una serva che non serve.
  • Se oggi seren non è, doman seren sarà. Se non sarà seren, si rasserenerà.
  • Se sei gnomi magnano sei gnocchi con gli occhi, con gli occhi quanti gnocchi magna ogni gnomo?
  • Se tre maniscalchi incoscienti maniscalcassero tre cavalli perdenti, tre cavalli perdenti maniscalcherebbero tre maniscalchi incoscienti.
  • Sereno è, sereno sarà, se non sarà sereno si rasserenerà.
  • Sopra il pozzo di San Pancrazio Pazzo c'era una pazza che lavava una pezza, venne il pazzo e disse alla pazza se la pizza lavò, la pazza disse "no" allora il pazzo, tutto impazzito, prese la pazza la pizza e la pezza e le gettò nel pozzo di San Pancrazio Pazzo.
  • Sopra la panca la capra campa sotto la panca la capra crepa.
  • Sotto il mio palazzo c'è un povero cane pazzo, dategli un pezzo di pane a questo povero pazzo cane.
  • Stando sedendo bottoni cogliendo, stando sedon cogliendo i botton.
  • Stanno stretti sotto i letti sette spettri a denti stretti. (da It, Stephen King)
  • Stizzisciticiti.
  • Sul tagliere gli agli taglia, non tagliare la tovaglia. La tovaglia non è aglio e tagliarla è un grosso sbaglio.
  • Titto, tu t'ha' ritinto i'ttetto, ma tu 'un t'ha' a t'intende' tanto di tetti ritinti, Titto? (da una celebre scena di Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello)
  • Tra tre trite trote tre triglie in teglia.
  • Tre tigri contro tre tigri, contro un tram contro un treno.
  • Tre tigri contro tre tigrotti.
  • Tre tozzi di pan secco in tre strette tasche stanno con tre fette di fegato fritto.
  • Trentatré strette tasche in trentatré tasche strette.
  • Trentatré trentini entrarono a Trento tutti e trentatré trotterellando.
  • Un pazzo dice a una pazza: "Ma sei pazza a buttare un pezzo di pizza in un pozzo che puzza da un pezzo?".
  • Un pezzo di pizza che puzza da pazzi nel pozzo del pazzo che puzza da un pezzo.
  • Un piatto di foglioni cotti, un piatto di cotti foglioni.
  • Una puzzola puzzona spezza un pezzo di pazza pezza che puzza in un pozzo che spazzola una pozza spazzata, che pizza!
  • Una rana rara e nera sulla rena errò una sera.
  • Una rara rana nera sulla rena errò una sera, una rara rana bianca sulla rena errò un po' stanca.

[modifica] In dialetto

  • 'chi culè culà cumprà quela ca cu le culone bianche? (dialetto tortonese)
  • 'mi tac i me tac ti che tatachi i tac? mitacati i tac a ti tacati ti i to tac ti che tatachi i tac. (dialetto tortonese)
  • 'Ti che te tachet i tac, tacum i tac a mi. Mi tacaat i tac a ti che te tachet i tac? Tachet ti i too tac, ti che te tachet i tac! (milanes)
  • 'A' chela 'aca là che la 'a a cagà 'n chela cà là (dialetto bergamasco)
    • Guarda quella vacca che va a defecare in quella casa.
  • A ccuoppo cupo poco pepe cape. (dialetto napoletano)
    • In un cartoccio stretto poco pepe entra. – È inutile dare spiegazioni a una persona di mente limitata.
  • A o a ae, e öe i ae ie! (dialetto bergamasco)
    • Vado ad api e voglio le api vive.
  • Ac bon cafè ca fè!
    • Che buon caffè che fate! (dialetto ferrarese)
  • Ac bei cavì c'avì!
    • Che bei capelli che avete! (dialetto ferrarese)
  • An'ì mai capì nient, animai!
    • Non avete mai capito niente, animali! (dialetto ferrarese)
  • Ai a ae ie a u? Ae a o a ae ie a me! (dialetto bergamasco)
    • Andate a [caccia di] api vive anche voi (forma di cortesia)? Sì, vado a [caccia di] api vive anch'io!
  • Al set ch'agl'ot al vin al nuv duttaur ch'al dis ch'agl'ong di pi' gl'en dodg? (dialetto bolognese)
    • Hai saputo che alle otto è venuto il nuovo dottore che ha detto che le unghie dei piedi sono dodici? (lo scioglilingua gioca sul fatto che sono presenti, con altri significati, tutti i numeri dal sette al dodici)
  • A dinicchiùni cuttùni cugghìa e sempri cu tìa cuttùni cugghìa. (dialetto siciliano)
    • In ginocchio raccoglievo cotone e sempre con te raccoglievo cotone.
  • Adès ca sò ca siv d' Casan, a pis e po sa pös a pas la Nür. (dialetto piacentino)
    • Adesso che so che siete di Cassano, urino e poi se posso passo il torrente Nure.
  • Ai gai i ghe gà igà e gambe. (dialetto veneziano)
    • Ai galli hanno legato le zampe.
  • Bimbo un be', par'abbia i bai. (dialetto livornese)
    • Ragazzo non bere, sembra che ci siano i bachi.
  • Cossa ocori che te cori cò no ocori che te cori, cò ocori che te cori no te cori. (dialetto triestino)
    • A cosa serve che tu corra quando non serve correre, quando occorre correre non corri.
  • Al par sut al parsut.
    • Sembra asicutto il prosiutto (dialetto ferrarese)
  • Dü öi indüìi in d'u àqua d' Uòna. (dialetto bustocco)
    • Due uova indurite | sode nell'acqua dell'Olona.
  • G'ho da 'ndä in dom, 'ndum! (Dialetto piacentino)
    • Devo andare in duomo, andiamo!
  • G'ho da 'ndaà 'n dom, 'ndèm! (Dialetto cremasco)
    • Devo andare in duomo, andiamo!
  • I gà igà i gai ai pai pai poi. (dialetto trevigiano)
    • Hanno legato i galli ai pali per i polli.
  • In pignatea picoa poca papa ghe. (dialetto veneziano)
    • Nella piccola pentola c'è poca pappa.
  • In sciû meu neu gh'e noe nai neue. (dialetto genovese)
    • Sul molo nuovo ci sono nove navi nuove.
  • Me, 'l dis, só, 'l dis, che, 'l dis, vó, 'l dis, sì,'l dis, bù,'l dis, de sunà,'l dis, el viulì,'l dis. Chi,'l dis, me,'l dis? sé,'l dis, vó,'l dis! (dialetto bresciano)
    • Io, dice, so, dice, che, dice, voi, dice, siete capace, dice, di suonare, dice, il violino, dice. Chi, dice, io, dico? Sì, dice, voi, dice!
  • 'Ndo di' d'anda'? A la messa al dom? (dialetto anconetano)
    • Dove dite di andare? Alla messa al duomo?
  • P'a via 'e Pavia, Pav'ia! (dialetto napoletano)
    • Sulla strada per Pavia, pago io!
  • Pa'n pompê. (dialetto genovese)
    • Sembra un pompiere.
  • Pizzu pizzu babbarizzu lu zitiellu intà lu liettu che si mangia lu cumpiettu, lu cumpiettu è dicuratu niesci tu bruttu cacatu. (dialetto calabrese)
  • Rapi 'u stipu e pigghia 'u spicchiu, posa 'u spicchiu e chiuri u stipu. (siciliano)
    • Apri lo stipo e prendi lo spicchio, posa lo spicchio e chiudi lo stipo.
  • Ce n'amma scè', sciàmene; ce no'nge n'amma scè', no'nge ne scime scènne. (dialetto Tarantino)
  • Ce n'ima scìj sciàmene, ce n'anne ima scìj n'anne sciàme scinne. C'ìma ffaje, n'ìma scìje? (dialetto di Ostuni –BR-)
  • C'g nama sce, sciamangin; c nan g nama sce, nan g n sim scen (dialetto tranese -BAT-)
    • Se ce ne dobbiamo andare, andiamocene; se non ce ne dobbiamo andare, non ce ne andiamo.
  • Sasà si susi 'i sei. Su' i sei e sei, 'nsà si si susìu Sasà! (dialetto siciliano)
  • Sasà si susi e sei. Su i sei e sei, sa su Sasà si susiu e sei! (dialetto ennese)
    • Sasà si alza alle sei. Sono le sei e sei, chissà se Sasà si è alzato!
  • Se ndavimu u ndi ndi jamu jamunindi, se non ndavimu u ndi ndi jamu non ndi ndi jamu cchjù. (dialetto calabrese)
    • Se ce ne dobbiamo andare andiamocene, se non ce ne dobbiamo andare non andiamocene più.
  • Set sac de soc sec a i è car ac a cà. (detto bergamasco)
    • Sette sacchi di ceppi secchi sono cari anche a casa.
  • Sup'a nu palazzu ndavi nu cani pazzu, tè pazzu cani stu pezzu di pani. (dialetto calabrese)
  • T'ha d'adattà. (dialetto romano)
    • Ti devi adattare.
  • Te ti tott ont int un tacc. (dialetto bolognese)
    • Sei tutto sporco in un tacco.
  • Ti che te taca tac, tàcheme i tac! Tàchete ti i to tac, che te taca tac anca ti! (dialetto Bellunese)
    • Tu che attacchi tacchi, attaccami i tacchi! Attaccati tu i tuoi tacchi, che attacchi tacchi anche tu!
  • Tì che te tacchet i tacc, taccum a mì i me ! Mì taccat i tacc a tì? Taccheti tì i tò tacc, tì che te tacchet i tacc! (dialetto milanese)
    • Tu che attacchi i tacchi, attacca a me i miei tacchi! Io attaccare i tacchi a te? Attaccateli tu i tuoi tacchi, tu che attacchi i tacchi!
    • Variante: Tì che te tacchet i tacc, taccom i tacc a mì che tacchi i tacc! Mì taccat i tacc a tì che te tacchet i tacc? Taccheti tì i tò tacc ti che te tachet i tacc!
      • Tu che attacchi i tacchi, attacca i tacchi a me che attacco i tacchi! Io attaccare i tacchi a te che attacchi i tacchi? Attaccateli tu i tuoi tacchi!
  • Ti che te tachi i tac! Tachi mi tac? Mi tachi tachi a ti! Tacate ti tu tac, ti che te tachi tac!
  • Ti che te tachi i tachi, tàcame i tachi. Mi no che no te taco i tachi, tàchete ti i to tachi! (dialetto Trevigiano)
  • Ti che te tachi i tachi, ti me tachi me tachi? Mi tacarte i tachi a ti? Tachite ti i to tachi che mi me taco i me tachi. (dialetto Veneziano)
    • Tu che attacchi i tacchi, attacca i miei tacchi. Io no che non ti attacco i tacchi, attaccati i tuoi tacchi!
  • Te che ta tachet i tac, tachem a me i me tac. Chi, me, tacàt i to tac a te? Tachet te i to tac, te che ta tachet i tac. (dialetto Bresciano)
    • Tu che attacchi i tacchi, attaccami i miei tacchi. Chi, io, attaccarti i tuoi tacchi? Attaccati tu i tuoi tacchi, tu che attacchi i tacchi.
  • Tri gros, tri gat, tri gros gat gris. (dialetto piacentino)
    • Tre grossi, tre gatti, tre grossi gatti grigi.
  • Na fhannu fhara fhora 'a fhîra du fharu 'i Fhirrara. (dialetto calabrese)
    • Ce la fanno fare fuori la fiera del faro di Ferrara.
  • Aju u vaju u viju duv'aju u vaju u jocu. (dialetto calabrese)
    • Devo andare a vedere dove devo andare a giocare.
  • Jandu e benendu cuttùni cugghiendu, ìa e benìa cuttùni cugghìa. (dialetto reggino)
    • Andando e tornando si raccoglie cotone, andando e tornando ho raccolto cotone.
  • Turù, tira u tiratura! (dialetto catanzarese)
    • Salvatore, tira (apri) il cassetto!
  • Japri u'stipu e pigghia o'spicchiu, posa u'spicchiu e chiùri u'stipu. (dialetto reggino)
    • Apri la credenza e prendi lo spicchio, posa lo spicchio e chiudi la credenza.
  • Un pazzo disse a una pazza: "che pazzo a buttare la pizza sul pozzo che puzza".
  • Sopra nu palazzo, cera nu cane pazzo, te pazzo cane, stu pezzo di pane.
  • O lu masthru l'imbrocculimbricculitadori, cantu vo' pa imbrocculimbricculittammi una brocchitta? Sette e mezzu. Sette e mezzu? Pa sette e mezzu non ti l'imbrocculimbricculiteggiu eu chi pari fattu da lu masthru l'imbrocculimbricculitadori? (dialetto sassarese)
  • Ciapa stò spago impegolamelo, dopo che te me lo ghe impegolà despegolamelo. (dialetto veronese-vicentino)
    • Prendi questo spago riempimelo di pece, dopo che lo hai riempito di pece toglimi il pece.
  • Ordine e contraordine du signuri e patri Pissiu, di non purtari i cani in ghiesa, picchi pisciunu, ripisciunu e contrapisciunu e i mura scaffitisciunu. (dialetto siciliano)
  • U servu servi, si servi u servu. (dialetto siciliano)
  • S'ha a dì' dd'andà'? Tu m'ha a ddì' 'n do'! (dialetto toscano)
    • Si ha a dire di andare? Tu mi hai a dire dove!
  • S'i corna fussru frashc a Cariat' ci fussa nnu voshc. (dialetto calabrese di Cirò)
  • Oh tinto, te ttu hai ritinto il tetto, ma un te ne intendi di tetti ritinti. (dialetto toscano)
  • Un piatto di foglioni cotti in un piatto di cotti foglioni.
  • Un'è mia mia, è dell'amia dell'amia mia! (dialetto pisano)
    • Non è mica mia, è dell'amica della mia amica!
  • O Juà, oa ea o ua hoi? (dialetto gallurese)
    • O Giovanni, uova acqua o uva vuoi?
  • P' a vi'e Pavia pavie. (dialetto napoletano)
    • Per la via di Pavia pago io.
  • O uoi o uouo? (dialetto ciociaro)
    • Lo vuoi l'uovo?

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