Scuola
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Citazioni sulla scuola.
- Chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione. (Victor Hugo)
- Dalla culla e non dalla scuola deriva l'eccellenza di qualunque ingegno. (Pietro Aretino)
- Escludete il latino ed il greco dalla vostra scuola e confinerete i vostri alunni entro angusti interessi limitati alla loro generazione ed a quella immediatamente precedente, tagliando fuori tanti secoli d'esperienza quasi che la razza umana fosse venuta al mondo nel 1500. (Thomas Arnold)
- I miei problemi sono iniziati con la prima educazione. Andavo in una scuola per insegnanti disagiati. (Woody Allen)
- Io sono stato sempre favorevole alla scuola pubblica. La scuola privata è un anacronistico privilegio. (Giuseppe Berto)
- Il mondo non è che una scuola di ricerca. (Michel Eyquem de Montaigne)
- L'istruzione alimenta il dubbio e la curiosità: dev'essere di tutti, come vuole la Costituzione, in modo che dalla scuola escano cittadini, non sudditi. Una scuola autoritaria prepara a una società autoritaria. (Daniele Luttazzi)
- L'unico periodo in cui la mia educazione si è interrotta è stato quando andavo a scuola. (George Bernard Shaw)
- La discussione ha messo in luce un problema nuovo, che la scuola privata diventi una seconda scuola di stato. (Palmiro Togliatti)
- La scuola dev'essere laica, perché di sua natura essa è laica. [...] Un insegnamento laico nella scuola elementare è un assurdo: soltanto la scuola media, aperta alla filosofia, può aspirare a quella piú alta laicità. [...] Dove il concetto non può entrare, perché suppone un'attitudine filosofica che non è del popolo e non è dei bambini, il mito è tutta la verità. Stia il popolo-bambino contento a un insegnamento esoterico. Lo spirito di verità verrà dopo, con gli anni, se potrà venire. [...] L'istruzione morale della scuola elementare dovrebbe (o dovrà essere) schiettamente religiosa e, se o in quanto cattolica, affidata alla Chiesa. (Giovanni Gentile)
- La scuola consegue tanto meglio il proprio scopo quanto più pone l'individuo in condizione di fare a meno di essa. (Ernesto Codignola)
- La scuola è quell'esilio in cui l'adulto tiene il bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dar fastidio. (Maria Montessori)
- La scuola è una fabbrica di echi gestita dallo stato. (Norman Douglas)
- La scuola mi ha dato poco, non solo quanto al sapere, ma anche quanto a rapporti personali. Ma questo succede in tutte le scuole. (Sergei Hessen)
- La scuola non deve limitarsi all'istruzione, ma deve appoggiarsi su due colonne, il lavoro intellettuale e il giuco educativo. (Sergei Hessen)
- Oggi stiamo cercando di costruire una scuola in cui le donne, i membri di minoranze etniche e religiose e le persone che appartengono a culture non occidentali possano essere visti e ascoltati, con rispetto e amore, sia in veste di portatori di una conoscenza specifica, sia come oggetto di studio. Una scuola in cui si consideri che il mondo è formato da molti tipi diversi di cittadini e nella quale si possa tutti imparare a comportarsi come cittadini del mondo. (Martha Nussbaum)
- Quando l'anima è stanca e troppo sola | il cuor non basta a farle compagnia, | si tornerebbe discoli per via, | si tornerebbe scolaretti a scuola. (Marino Moretti)
- Se la scuola fosse più efficace, la televisione non sarebbe tanto potente. (John Condry)
- Tutto ciò che non so l'ho imparato a scuola. (Leo Longanesi)
- Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere. (Piero Calamandrei)
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[modifica] Sulla riforma Moratti della scuola
- [Si parla delle riforme scolastiche] Il ministro Berlinguer, infatti, era animato da buone intenzioni, e da queste, come insegna Manzoni, non è possibile difendersi. Lucia riesce a sfuggire alle grinfie di don Rodrigo e addirittura trasforma in un santo l'Innominato, ma con una donna Prassede non ce la fa: deve subirne i lodevoli progetti pedagogici, che sono gli unici che riescano a destare in lei un poco cristiano e impotente sentimento di odio. (Vittorio Coletti)
- La scuola deve sottoporre il progresso tecnologico a vaglio critico. Deve dare ai cittadini gli strumenti per analizzare la realtà sociale nei suoi diversi aspetti: la politica come la tecnologia. Questi strumenti sono la capacità di riflessione autonoma e il senso critico, che non possono venire da un'educazione schiacciata sul presente. Serve la storia, come ammaestramento per relativizzare e poter analizzare e, se del caso, criticare il presente. Per un programma politico di segno totalitario, invece, è funzionale una scuola che si allinei pedissequamente ai cantori acritici del progresso tecnologico. (Michele Loporcaro)
- [Con la riforma Moratti la scuola diventa] una lunghissima anticamera davanti alla porta del capufficio. Una precocissima, spietata selezione del personale. (Michele Serra)
- Volendo imprigionare il mondo in un gioco di parole, si può dire che la scuola pubblica è passata da Croce e delizia, a una riforma che... Gentile non era, perché aristocraticamente arrogante e idealistica, ma che è stata colpita a morte da chi non essendo né Croce, né Gentile, trasformava tutto in imperfetta Letizia. (Giuseppe Ricuperati)
[modifica] Mario Alighiero Manacorda
- Ci si dimentica che il compito dello Stato nei riguardi dell'istruzione è qualcosa di piú che un servizio, essendo una sua funzione sociale primaria. Lo sapevano molto bene i nostri padri risorgimentali, che considerarono contestualmente obbligo scolastico e obbligo militare, per educare cittadini capaci di servire la Patria nel corpo e nello spirito.
- Cosí ricompare indirettamente l'intreccio tra confessionalismo e liberismo aziendalistico, con la rinuncia a una completa formazione culturale e civica di base in una scuola comune. Non pare corretto pensare che l'obbligo possa adempiersi in una scuola confessionale della prima infanzia, quando cominciano a formarsi le prime strutture mentali, né piú tardi in una scuola aziendale finalizzata all'impresa e indifferente all'assunzione di capacità critiche. La scuola dell'obbligo non può essere la scuola della competizione mirata all'immediato posto di lavoro, dev'essere scuola della convivenza, della cultura generale formativa, della cittadinanza.
- [Sulla riforma Ermini del 1955] Tutto sommato, questa scuola ricordava quella, solo un po' meno attiva, del cardinal-vescovo di Imola del 1854. Le cose, si sa, si ripetono spesso nella storia, possibilmente in peggio: l'ispirazione della scuola per il popolo-fanciullo ovvero per il fanciullo del popolo, restava immutata col mutare dei regimi, liberale, fascista, democristiano. E, temiamo, ulivista.
[modifica] Proverbi italiani
- Chi corre da una scuola all'altra, impara poco.
- Chi è padrone della scuola, è padrone del paese.
- Chi fu un buon scolaro, sarà anche buon maestro.
- Chi non fu mai scolaro, non sarà mai buon maestro.
- Chi va a scuola, qualche cosa impara sempre.
- Dalle buone scuole e dalle buone strade si conoscono i buoni governi.
- Gli amici di scuola sono i migliori.
- Gli scolari sciupano molti libri prima di diventar maestri.
- La buona scuola fa i buoni scolari.
- La scuola è aperta a tutti.
- Nella scuola dell'esperienza s'impara tutti i giorni.
- Scolaro che sempre zufola, di rado fa buona riuscita.
- Si deve imparare, non per la scuola, ma per la vita.
- Un buon scolaro raggiunge presto il suo maestro.
- Una scuola senza un buon maestro è come una casa senza tetto.
[modifica] Bibliografia
- Annarosa Selene, Dizionario dei proverbi, Pan libri, 2004. ISBN 8872171903

