Scuola Medica Salernitana

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Regimen Sanitatis Salernitanum cum expositione magistri Arnaldi de Villanova Cathellano noviter impressus, Venetiis, impressum per Bernardinum Venetum de Vitalibus, 1480

La Scuola Medica Salernitana è stata la prima e più importante istituzione medica d'Europa all'inizio del Medioevo (IX secolo); come tale è considerata da molti come la madre delle moderne università.

  • Allora [Salerno] era così fiorente nell'arte medica che nessuna malattia poteva in essa trovar posto. (Alfano di Salerno)
Tum medicinali tantum florebat in arte, posset ut hic nullus languor hobere locum.
  • La defecazione del mattino è pari ad una medicina. (Attribuzione goliardica)
Cacatio matutina est tamquam medicina.
  • Un altro disegno nacque la sera dalle finestre di Salerno ed esso mi risparmierà ogni descrizione di una terra deliziosa e fertilissima. Chi non sarebbe stato disposto a studiare in questa cittadina nel tempo in cui vi fioriva una università? (Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia)

Regimen Sanitatis Salernitanum[modifica]

  • Bevano il vino gli uomini, gli altri animali alle fonti.
Vina bibant homines, animalia cetera fontes.
  • Dopo cena riposa, o fa' appena un miglio (ovvero cammina di lento passo). (212)[1]
Post coenam stabis, aut passus mille meabis [o anche aut lento pede ambulabis].
  • Dopo ogni uovo, bevi un altro bicchiere di vino.
Singula post ova | pocula sume nova.
  • Dopo pranzo o riposare o passeggiare lentamente.
Post prandium aut stare aut lento pede deambulare.
  • Dopo pranzo o si riposa o si passeggia lentamente.
Post prandium aut stabis aut lente deambulabis.
  • Dopo pranzo riposa, dopo cena passeggia.
Post prandium stabis, post coenam ambulabis.
  • Dormire sei ore è sufficiente sì per un giovane come per un vecchio: concederemo a stento sette ore a un pigro, otto a nessuno. (129-130)[1]
Sex horis dormire sat est juvenique senique: | Septem vix pigro, nulli concedimus octo.
  • Durante il pranzo bevi poco e sovente.
Inter prandendum sit saepe parumque bibendum.
  • Il cacio è buono se lo dai con mano avara. (387)[1]
Caseus ille bonus quem dat avara manus.
  • Il finocchio apre lo stretto buco dell'ano.
Foeniculum aperit spiraculum culi.
  • Il vino spumeggiante la cui spuma non se ne va è cattivo.
Vinum spumosum nisi defluat est vitiosum.
  • La prima digestione avviene in bocca.
Prima digestio fit in ore.
  • Mentre desini, bevi poco e spesso. (214)[1]
Inter prandendum sit saepe parumque bibendum.
  • Nobile erba è la ruta, perché rischiara la vista. (704)[1]
Nobilis est ruta quia lumina reddit acuta.
  • Se il cacio sarà non come Argo, ma largo, non come Matusalem, ma come Maddalena, non come Pietro, ma come Lazzaro, allora sarà buono. (404-405)[1][2]
Non Argus, largus, non Matusalem, Madalena, | Non Petrus, Lazarus, caseus iste bonus.
  • Se ti ha fatto male una bevuta serale, bevi nuovamente vino il mattino: sarà per te una medicina.
Si tibi serotina noceat potatio, vina | hora matutina rebibas et erit medicina.
  • Se ti mancano i medici, siano per te medici queste tre cose: l'animo lieto, la quiete e la moderata dieta. (19-20)[1]
Si tibi deficiant medici, medici tibi fiant haec tria: mens laeta, requies, moderata diaeta.
  • Se vuoi esser leggiero di notte, fa corta cena. (195)[1]
Ut sis nocte levis, sit tibi coena brevis.
  • Se vuoi esser sano, lavati spesso le mani. (125)[1]
Si fore vis sanus ablue saepe manus.

Note[modifica]

  1. a b c d e f g h i Collectio salernitana, a cura di Salvatore De Renzi, to. I, Napoli, 1852.
  2. "Il formaggio per esser buono dovrebbe essere non troppo occhiuto, di buchi larghi, non tanto vecchio, che pianga, non duro come la pietra, giallo come Lazzaro resuscitato". Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 512.

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