Sennacherib

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Sennacherib

Sennacherib (in lingua accadica Śïn-ahhe-eriba) (... – ...), re assiro.

Citazioni di Sennacherib[modifica]

  • Nella mia seconda spedizione con la massima rapidità marciai verso Babilonia ... Perché il luogo di quella città non fosse più riconoscibile ... lo mutai in una palude. (Annali di Sennacherib)
  • Poiché Ezechia, re di Giuda, non volle sottomettersi al mio giogo, io lo affrontai, e con la forza delle armi e con il mio potere conquistai 46 delle sue città fortificate. Da quelle io feci 200.156 prigionieri, vecchi e giovani, uomini e donne, insieme a muli e cavalli, asini e cammelli, buoi e pecore; e costrinsi Ezechia a chiudersi dentro Gerusalemme come un uccello in gabbia, costruendo torri intorno alla città per circondarlo, e innalzai banchi di terra sulle porte della città affinché non potesse fuggire. Preso allora dal terrore per la potenza del mio esercito, egli mandò a me i capi e gli anziani di Gerusalemme con 30 talenti d'oro e 800 talenti d'argento, ed altri tesori per un immenso bottino. Tutto ciò fu portato da me a Ninive, capitale del mio regno.
As for Hezekiah the Judahite, who did not submit to my yoke: forty-six of his strong, walled cities, as well as the small towns in their area, which were without number, by levelling with battering-rams and by bringing up seige-engines, and by attacking and storming on foot, by mines, tunnels, and breeches, I besieged and took them. 24200,150 people, great and small, male and female, horses, mules, asses, camels, cattle and sheep without number, I brought away from them and counted as spoil. (Hezekiah) himself, like a caged bird I shut up in Jerusalem, his royal city. I threw up earthworks against him— 30the one coming out of the city-gate, I turned back to his misery. His cities, which I had despoiled, I cut off from his land, and to Mitinti, king of Ashdod, Padi, king of Ekron, and Silli-bêl, king of Gaza, I gave (them). And thus I diminished his land. I added to the former tribute, and I lad upon him the surrender of their land and imposts—gifts for my majesty. As for Hezekiah, the terrifying splendor of my majesty overcame him, and the Arabs and his mercenary troops which he had brought in to strengthen Jerusalem, his royal city, deserted him. In addition to the thirty talents of gold and eight hundred talents of silver, gems, antimony, jewels, large carnelians, ivory-inlaid couches, ivory-inlaid chairs, elephant hides, elephant tusks, ebony, boxwood, all kinds of valuable treasures, as well as his daughters, his harem, his male and female musicians, which he had brought after me to Nineveh, my royal city. (da Sennacherib Prism, colonna 3)

Citazioni su Sennacherib[modifica]

  • Mostrava come i figli si gittaro | sovra Sennacherìb dentro dal tempio, | e come, morto lui, quivi il lasciaro (Dante Alighieri)
  • Quando Sanacharib, re degli Arabi e degli Assiri, condusse il suo vasto esercito in Egitto, i guerrieri del faraone Sethos si rifiutarono di combattere. Allora il re, colto da profonda disperazione, entrò nel santuario, e, dinanzi all'immagine del dio, pianse per la sua sorte. Sfinito dalle lacrime si addormentò, e sognò il suo dio di fronte a lui, mentre lo benediceva, dicendogli di andare senza paura a scontrarsi con i suoi nemici Arabi, poiché lui stesso avrebbe inviato chi lo avrebbe aiutato. Sethos allora, risvegliatosi dal sonno, raccolse gli Egiziani che gli erano rimasti fedeli, fra i quali non v'erano guerrieri, ma mercanti, artigiani e gente del mercato; e con essi marciò verso Pelusium, che controlla l'ingresso in Egitto e lì si accampò. Quando i due eserciti furono uno di fronte all'altro, giunse la notte, e una moltitudine di topi divorarono tutte le frecce e le corde degli archi del nemico, e rosicchiarono le cinghie con le quali sorreggevano i loro scudi. Il giorno successivo iniziò la battaglia ed i nemici caddero a migliaia, poiché non avevano gli archi per combattere né scudi per proteggersi. Da allora venne eretta una statua di Sethos nel tempio del dio Vulcano, con un topo nella mano, ed una iscrizione che recita: Guardami, e impara il rispetto per gli dei. (Erodoto)

Altri progetti[modifica]