Sergej Aleksandrovič Esenin
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Sergej Aleksandrovic Esenin (1895 – 1925), poeta russo.
- In ogni cosa viva c'è un'impronta. Segnata a fondo dalla prima età.
Priva di fonte - La luna, rana d'oro del cielo. (da L'acero antico)
- Teneramente malato di memorie infantili | Sogno la nebbia e l'umido delle sere d'aprile. (da Confessioni di un teppista)
- O caro amico addio, senza parole, | senza versare lacrime o sorridere. | Morire non è nuovo sotto il sole, | ma più nuovo non è nemmeno vivere. (versi scritti col sangue la notte prima del suicidio, da Il fiore del verso russo di Renato Poggioli)
- Ho vergogna di aver creduto in Dio, | ma mi duole di non credervi più. (da Il fiore del verso russo di Renato Poggioli)
- Mi piace spettinato camminare | col capo sulle spalle come un lume | e così mi diverto a rischiarare | il vostro triste autunno senza piume. (da Confessione d'un malandrino)
- Voglio vivere, vivere, vivere | Ditemi che fare per amor del cielo | E io qualunque cosa farò | Pur di stormire nel giardino dei viventi. (da Pugacëv)
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