Sesto Properzio
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Sesto Properzio (49 a.C. circa – 15 a.C.), poeta latino.
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Elegie[modifica]
Incipit[modifica]
Fu Cinzia dai begli occhi, povero me, la prima che mi prese al laccio.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]
Citazioni[modifica]
- Nelle grandi imprese anche l'aver voluto basta. (II, 10, 6)
- In magnis et voluisse sat est.
- In amore sono gli occhi a guidarci. (II, 15, 12)[1]
- Oculi sunt in amore duces.
- Il vero amore non ha mai conosciuta alcuna misura. (II, 15, 30)[2]
- Sempre l'assenza è un pungolo per il desiderio. (II, 33, 43)
- Semper in absentes felicior aestus amantes.
- Ognuno segue il seme della sua natura. (III, 9, 20)
- Naturae sequitur semina quisque suae.
- L'amore se ne andrà tanto lontano quanto è lontano dagli occhi. (III, 21, 10)[1]
- Quantum oculis, tantum procul ibit amor.
- [Su Virgilio] Lasciate il passo, scrittori latini, lasciate il passo, scrittori greci: sta per nascere un non so che, più grande dell'Iliade. (III, 34, 65-66)[3]
- Cedite Romani scriptores, cedite Graii, | Nescio quid maius nascitur Iliade.
Senza fonte[modifica]
- L'amore non è sincero se non scende in guerra: se la tengano gli altri una donna indifferente.
- Lasciate che ogni uomo maturi la propria intelligenza da solo.
- Non cambiare mai quando l'amore ha trovato la sua dimora.
- Non lasciare che si parli male di chi è assente.
Note[modifica]
- ↑ a b Citato in Paola Mastellaro, Il Libro delle Citazioni Latine e Greche, Mondadori, Milano, 1994. ISBN 978-88-04-47133-2
- ↑ Citato in L. De Mauri, Angelo Paredi, Gabriele Nepi, 5000 proverbi e motti latini, Hoepli, 1995.
- ↑ citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, U. Hoepli, Milano, 1921, p. 409)
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