Sheri S. Tepper
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Sheri Stewart Tepper (1929 – vivente), scrittrice statunitense.
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[modifica] Sheri S. Tepper: Autoritratto
- Il mondo fantastico nel quale mi immergo leggendo un libro per me è reale esattamente come il mondo in cui vivo... se non addirittura più reale. (p. II)
- Mi piace molto scrivere gialli, perché è più divertente che faticare su un romanzo di fantascienza di grosso impegno. Quando sto lavorando a un libro di fantascienza, che mi richiede in genere un anno o anche più, be', durante quel periodo riesco sempre a infilarci almeno un paio di gialli. Sono un piacevole diversivo. (p. IV)
- Il motivo per cui preferisco la fantascienza o la narrativa speculativa è perché riesce a gettare nuova luce sulla condizione umana. [...] Proiettare la nostra condizione cento o cinquecento anni nel futuro, introducendo qualche elemento strano ed esotico, significa gettarvi sopra un fascio di luce, cosicchè è possibile osservarla più chiaramente di quanto di possa fare oggi, descrivendola in maniera altrimenti impossibile, pur rimanendo vicini alla realtà del mondo odierno. (p. V)
- Una delle cose che più amo della letteratura speculativa è il fatto che sia aperta a nuove possibilità, cioè non si limita semplicemente ad accettare dei dati di fatto. Nei normali romanzi [...] nulla cambia. Alla fine c'è una sorta di catarsi e anche di indulgenza. Ma non è sufficiente, perché dovremmo invece essere in grado di cambiare il nostro modo di essere, cioè riuscire ad andare al di là di questo genere di cose. (p. V)
- Sono sempre stata contraria fin da giovanissima al fatto che le differenze tra le varie religioni vengano usate per soggiogare la gente. Gran parte delle coercizioni a scapito delle donne o di altre razze vengono esercitate con l'autorità che deriva da un potere religioso, e nei miei libri parlo proprio di questo. Usiamo linguaggi e modi di pensare diversi, usiamo la religione, il nazionalismo, la storia, per trovare motivi di divisione fra noi, diventando a nostro modo dei terroristi, contro i nostri figli, contro gli amici o i vicini. Credo sia un vero peccato. (pp. V-VI)
- A tredici anni, avevo già letto la Bibbia da cima a fondo cinque o sei volte. Era come leggere fantasy, perché lì veniva descritto un altro mondo e un altro sistema di pensiero che mi era del tutto estraneo. (p. VI)
- Non sono atea e non sarei affatto sorpresa di scoprire che vi sia stata una Causa Prima o un'intelligenza guida nell'universo, ma se anche così fosse, è fondamentalmente inconoscibile. Nessun visionario sulla Terra è in grado di fornirmi una descrizione accurata di questa entità o spiegarmi che cosa vuole che io faccia, perché se mi trovo qui per uno scopo, be', vorrei scoprirlo personalmente. Tutti i miei libri parlano di questo tema fondamentale, cioè parlano di religione, di gente che cerca la propria strada. (p. VI)
[modifica] Incipit di Le torri del dominio
A bordo dei bastimenti che navigavano sul Fiume del Mondo, le vedette non erano necessarie. Le maree irresistibili sospingevano tutti i vascelli alla medesima velocità e nella stessa direzione, quindi i rischi di collisione erano minimi. Eppure Thrasne, il terzo ufficiale del Dono di Potipur, si era autonominato vedetta, ispirandosi a coloro che sorvegliavano i cancelli fra le città di Rivanord.
[modifica] Bibliografia
- Sheri S. Tepper, Sheri S. Tepper: Autoritratto[1], traduzione di Piergiorgio Nicolazzini, in Le torri del dominio, Milano, Editrice Nord, 1992.
- Sheri S. Tepper, Le torri del dominio, traduzione di Alessandro Zabini, Milano, Editrice Nord, 1992.
[modifica] Note
- ↑ Breve articolo autobiografico, pubblicato nel 1991 sulla rivista Locus, posto a introduzione dell'edizione italiana del romanzo
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