Siamo uomini o caporali?

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Siamo uomini o caporali?

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Titolo originale Siamo uomini o caporali?
Paese Italia
Anno 1955
Genere commedia, drammatico
Regia Camillo Mastrocinque
Soggetto Antonio de Curtis
Sceneggiatura Antonio de Curtis, Camillo Mastrocinque, Vittorio Metz, Mario Mangini, Francesco Nelli
Interpreti e personaggi

Siamo uomini o caporali?, film italiano del 1955 con Totò, regia di Camillo Mastrocinque.

  • Siamo uomini o caporali? (Totò Esposito)
  • L'umanità io l'ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell'ombra grigia di un'esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l'autorità, l'abilità o l'intelligenza, ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque. Dunque, dottore, ha capito? Caporali si nasce, non si diventa: a qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso: hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi, pensano tutti alla stessa maniera. (Totò Esposito)
  • Più conosco gli uomini e più amo le bestie, amico mio.[1] (Totò Esposito al postino)

Note[modifica]

  1. Citato in Enrico Giacovelli, Poi dice che uno si butta a sinistra!, Gremese Editore, 1994. ISBN 8876058389

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