Siena

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Siena, Piazza del Campo

Citazioni su Siena.

  • A dirlo fra noi, la gentilezza sta di casa solo a Siena. Altrove, nel resto della Toscana, è civiltà di modi, e non di voce, di piglio, di tono, di parole. (Curzio Malaparte)
  • Dopo essere stata a Siena per vedere se sono crudeli con gli animali, ho deciso di rinascere cavalla... Ma sì, conviene rinascere cavalle. Dico "cavalle" perché i maschi sono castroni, è il solo lavorino sgradevole che gli fanno. (Paola Fallaci)
  • La mia anima, per aver dovuto vivere a Siena, sarà triste per sempre: piange, pure che io abbia dimenticato le piazze dove il sole è peggio dell'acqua dentro un pozzo, e dove ci si tormenta fino alla disperazione. Ma i miei brividi al tremolio bianco degli olivi! E quando io stavo fermo, anche più di un'ora, senza saper perché, allo svolto di una strada, e la gente mi passava accanto e mi pareva di non vederla né meno! Città, dove la mia anima chiedeva l'elemosina, ma non alla gente! Città, il cui azzurro mi pareva sangue! (Federigo Tozzi)
  • Per il Chianti è restato determinato e sia. Dallo Spedaluzzo fino a Greve; di lì a Panzano, con tutta la Podesteria di Radda, che contiene tre terzi, cioè Radda, Gajole e Castellina, arrivando fino al confine dello Stato di Siena. [1]
  • Voi dovete sapere che fu già in Siena un giovane e d'orrevole famiglia il quale ebbe nome Rinaldo; e amando sommamente una sua vicina, e assai bella donna e moglie d'un ricco uomo, e sperando, se modo potesse avere di parlarle senza sospetto, dovere averla lei ogni cosa che egli disiderasse, non vedendone alcuno ed essendo la donna gravida, pensossi di voler suo compar divenire: e accontatosi col marito di lei, per quel modo che più onesto gli parve, glielo disse e fu fatto. (Giovanni Boccaccio, Decameron)

Indice

[modifica] Siena nella Divina Commedia

  • «Io fui d'Arezzo, e Albero da Siena», | rispose l'un «mi fé mettere al foco; | ma quel per ch'io mori' qui non mi mena. (Inferno)
  • 'Deh, quando tu sarai tornato al mondo | e riposato de la lunga via' | seguitò il terzo spirito al secondo, | ricorditi di me che son la Pia. | Siena mi fe' disfecemi Maremma: | salsi colui che inanellata pria,| disposando, m'avea con la sua gemma. (Purgatorio)
  • Colui che nel cammin sì poco piglia | dinnanzi a me, Toscana sonò tutta; | e ora a pena in Siena sen pispiglia, | ond'era sire quando fu distrutta | la rabbia fiorentina, che superba | fu a quel tempo sì com'ora è putta. (Purgatorio)
  • Tu li vedrai tra quella gente vana | che spera in Talamone, e perderagli | più di speranza ch'a trovar la Diana. (Purgatorio)

[modifica] Proverbi fiorentini

  • Siena di quattro cose è piena: di torri, di campane, di chiese e di puttane.

[modifica] Note

  1. Dal Bando Sopra la Dichiarazione de' Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano, e Val d'Arno di Sopra. Cosimo III de' Medici, 24 settembre 1716

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