Stephen Fry
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Stephen John Fry (1957 – vivente), comico, attore, scrittore e regista britannico.
- Il mio corpo, quando è in movimento, sembra per suono e proporzioni una cisterna di yogurt; la capacità di concentrazione – l'unico talento naturale, a parte l'egocentrismo, necessario a un poeta – si è appannata. (citato in sovracoperta de L'ippopotamo, 1995)
- I miei matrimoni sono andati in fumo e, professionalmente, sono considerato un buffone. (citato in sovracoperta de L'ippopotamo, 1995)
- Mi chiamano il Poeta di Destra. Solo perché non aderisco a tutte le piagnucolose ortodossie della mafia accademica... Che vadano a farsi fottere, e poi ancora a farsi fottere. Non ce n'é bisogno: ci sono già andati. (citato in sovracoperta de L'ippopotamo, 1995)
L'ippopotamo [modifica]
Incipit [modifica]
Il fatto è che mi hanno appena cacciato dal giornale: la piccola follia di aver urlato qualche insulto dal palco a una prima.
«La critica teatrale dovrebbe essere un giudizio meditato nella tranquillità», mi ha gridato in falsetto quello stronzo mal cagato del direttore, ancora scosso dall'ondata di gridolini e piagnistei scatenata via fax e telefono da attori, registi, produttori e (ci credereste) colleghi recensori supponenti e vigliaccamente saputelli. «Sai bene che difendo sempre i miei collaboratori. Sai anche che rispetto il tuo lavoro.»
Citazioni [modifica]
- Per un uomo è già abbastanza duro scoprire, invecchiando, che i rappresentanti delle generazioni seguenti sono più zozzi, e promiscui, meno disciplinati, ignoranti come maiali e stupidi come la merda. (p. 17)
- Le donne sopportano il sesso, considerandolo il prezzo che sono costrette a pagare per avere un uomo, per far parte di quella che chiamano una «relazione», ma potrebbero tranquillamente farne a meno. (p. 24)
- Il desiderio è una forma di possesso. Desiderare una donna significa volerla ridurre al livello di un animale o di un oggetto. (p. 25)
- Sono sempre stato convinto che il mondo venerasse i poeti e che un giorno le guerre sarebbero finite e che i divi della televisione sarebbero stati spazzati via da un'epidemia mortale. (p. 33)
- Una mente offesa si crea delle immagini realistiche per mediare tra i propri desideri e una realtà sconfortante. Su una scala più vasta, la società fa lo stesso con l'industria televisiva e cinematografica. (p. 88)
- La poesia era corta, il che è bene. Era dolce, il che è bene, Aveva una forma, il che è bene. Era brutta, il che è male. Era intitolata, L'uomo verde, il che è imperdonabile. (p. 97)
- Non ti sembrerà vero ma mi sono perso tutte le presentazioni dei libri di Ned Sherrin. Per quanto sembri contrario a tutte le leggi della probabilità, ci sono riuscito. Forse grazie a un rigoroso allenamento e a una forte autodisciplina. Vedi, il guaio è che se ci caschi una volta, non puoi più rinunciare ad andarci ancora e, prima ancora di riuscire ad accorgertene, ci vai una volta alla settimana. Credo che l'unica soluzione alternativa sia che Ned Sherrin smetta di scrivere, ma quello sarebbe un po' come barare, non credi? (pp. 105-106)
- Il guaio degli ebrei è che non hanno alcun senso della natura. Tutti città e affari. (p. 148)
Bibliografia [modifica]
- Stephen Fry, L'ippopotamo (The Hippopotamus), traduzione di Paolo Canton, Baldini e Castoldi, Milano, 1995.
Film [modifica]
- Wilde (1997)
- V per Vendetta (2006)
- Alice in Wonderland (2010)
- Sherlock Holmes - Gioco di ombre (2011)
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