Survivor
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Survivor, romanzo di Chuck Palahniuk del 1999.
[modifica] Incipit
Uno, due tre. Prova.
Uno, due tre. Prova. Prova.
Forse quest'affare funziona. Non lo so. Neanche so se riuscite a sentirmi.
Ma se ci riuscite, ascoltate. E se state ascoltando, be', allora quello che avete trovato è la storia di tutto ciò che è andato storto. Questo è il cosiddetto registratore del Volo 2039. La scatola nera, come si dice, anche se è arancione. Dentro c'è un nastro metallico, cioè la registrazione incancellabile di quello che resta. Quello che avete trovato è la storia di ciò che è successo.
[modifica] Citazioni
- Siamo al culmine della conquista umana, e mangeremo questa cena come esseri umani civilizzati. (protagonista)
- La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita. Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti. I suoi drammi. Le sue distrazioni. Le sue storie risolte. I suoi casini ripuliti. Perché, che cosa mai le rimarrebbe? Solamente il grande spaventoso inconoscibile. (protagonista)
- Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà. (protagonista)
- La realtà è che uno vive finché non muore. [...] E la verità è che nessuno vuole la realtà.
- La verità è che puoi essere reso orfano ancora e ancora e ancora. E la verità è che lo sarai. (protagonista)
- La sensazione è di non avere alcun controllo. La sensazione è che stiamo andando alla deriva. Non è come un viaggio. Ci stanno processando. È più come se stessimo solamente aspettando. È solamente una questione di tempo. (protagonista)
- Realizzi che la gente fa uso di droghe perché è l'unica vera avventura intima che le rimane nel suo mondo fatto di vincoli temporali, leggi, ordini, e limiti dati dalla materia. È soltanto con le droghe o con la morte che vediamo qualcosa di nuovo, e la morte è un po' troppo definitiva. (protagonista)
- Lo schiavo a tempo pieno. Dio a tempo ridotto. (protagonista)
- Possiamo fare qualsiasi cosa, ma finché restiamo in vita sarà sempre sbagliata. (protagonista)
- Quello che la gente dimentica è che un viaggio verso il nulla può anche cominciare con un passo. (protagonista)
- Realizzi che non c'è ragione di fare nulla, se nessuno ti guarda. (protagonista)
- La gente usa quelli che chiama telefoni perché odia stare nello stesso luogo insieme, ma ha anche paura di stare sola. (protagonista)
- Oggi è una di quelle giornate in cui il sole sorge veramente per umiliarti. (protagonista)
- Mi appoggia di nuovo la testa sul petto e dice: "Tutto dipende da quanto terribili diventeranno i miei sogni" (protagonista e Fertility)
- Chiama una ragazza e mi domanda, "Fa molto male morire?". Be', tesoro, te lo dico, sì, fa male, ma fa molto più male continuare a vivere. (protagonista)
[modifica] Bibliografia
- Chuck Palahniuk, Survivor (1999), traduzione di Michele Monina e Giovanna Capogrossi, Mondadori, Milano 2003. ISBN 8804521376