Giovanni Lindo Ferretti

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Giovanni Lindo Ferretti

Giovanni Lindo Ferretti (1953 – vivente), cantante, cantautore e scrittore italiano.

Citazioni di Giovanni Lindo Ferretti[modifica]

  • Anche una sega va fatta bene. Lei, che non è come dire niente. Niente? Niente, va bene, se fatta bene. (dall'intervista a rudepravda.net)
  • Dato il luogo e il tempo sono stato un giovane estremista sciocco, stupido e di buon cuore. Non mi rinnego né mi consolo, per quello che oggi sono non posso che accettare quello che sono stato. Infinitesimale, irripetibile individualità, incrocio significante di altri tempi in questo spazio essenziale, solo un valore aggiunto. (da Reduce)
  • Internet? Fottiti! (dal booklet di Noi non ci saremo – vol. 1)
  • Fanculo qualsiasi tecnica, ciò che importa è l'anima di chi suona e non la qualità dello strumento. (da Radio Popolare, in CCCP live in Punkow)
  • Non scambiate la vostra primogenitura per un piatto di lenticchie. (nenia ripetuta a La Notte della Taranta 2004)  Fonte secondaria? Fonte secondaria?
  • L'Appennino è una montagna a dimensione umana: abitabile e abitato da così lungo tempo da essere, il lavorio dell'uomo nei secoli, parte sostanziale del paesaggio. Tanto geografia che storia. È nella civiltà dell'abitare, nella coltura che ne ha determinato la cultura, nel racconto, in tutto ciò che colgono i sensi, che risuona la presenza di chi ci ha preceduto. Creazione e Creature trovano compimento e non ci sono morti alla fine del tempo. (da un'intervista in Avvenire, 1º aprile 2011)  Collegamento interrotto Collegamento interrotto
  • [...] per un lungo periodo della mia vita ho manifestato una costante forma di disprezzo verso il Papa. L'immagine di Giovanni Paolo II che mi arrivava leggendo "la Repubblica", "l'Unità" o "il manifesto" era un insieme di negatività. La stessa cosa succede oggi per Benedetto XVI. Gli stessi che criticano Benedetto XVI usano Giovanni Paolo II come termine di paragone: il Papa polacco era bravo invece "il pastore tedesco" è reazionario, dimenticando, che del "bravo" dicevano, a suo tempo, le stesse cose che dicono oggi del "reazionario". (dall'intervista Andrea Possieri, La comunione dei santi resiste anche all'invasione dei media, L'Osservatore Romano, 6 gennaio 2010)
Intervista di Giuliano Ferrara, Otto e mezzo, LA7, 13 novembre 2006
  • Sono le donne che fanno il mondo, gli uomini sono sempre lì per distruggerlo.
  • No, io non ho paura della tecnologia, la tecnologia mi ha salvato la vita – io non sarei qua senza la tecnologia medica –, ho paura della stupidità umana, del crearsi i falsi dei, e la medicina è un falso dio molto, molto potente perché quando si sta in ospedale si è in balia di tutto essendo in balia del dolore [...].
  • Credo le cose in genere non per coloro che le sostengono ma per coloro che le avversano, è il mio modo di rapportarmi alla vita. Sono i miscredenti che mi hanno fatto ritornare cattolico, non sono i preti – mi dispiace ma è così.
La comunione dei santi resiste anche all'invasione dei media. Intervista a Giovanni Lindo Ferretti, a cura di Andrea Possieri, L'Osservatore Romano, 6 gennaio 2010
  • Il Papa è forte al di là della propria indole perché, dietro e attorno a sé, c'è qualcosa che si chiama la comunione dei santi che regge anche l'invasione dei media.
  • L'aborto è un crimine incredibile che si commette con una leggerezza credibilissima. Io non posso far altro che ribadire quello che credo: nessuno ha il diritto di uccidere un innocente. Non mi permetto di giudicare una donna che abortisce, ma giudico severamente una società che invece di farsi carico della maternità trasforma, nel regno delle idee, l'uccisione dell'innocente assoluto in un diritto festoso sostenuto da cortei, balletti, striscioni e impone, nei fatti, non solo la desacralizzazione della vita ma la riduzione dell'uomo a materiale organico atto allo scarto o alla sperimentazione.
  • La religione è un legame con il divino e un rapporto con la storia determinato da un avvenimento, non proprio indifferente, che si chiama Incarnazione. Come è possibile costruire una chiesa che non sta in nessun rapporto con la Tradizione?
  • Quando vedo certe opere d'arte o partecipo ad alcune celebrazioni liturgiche rimango senza parole. La Messa è il sacrificio perfetto! Invece, ci sono celebrazioni liturgiche che per noi, povera gente di montagna, sono insultanti. La liturgia non è qualcosa che possiamo alimentare in base alle nostre voglie e alle nostre volontà. La liturgia è un legame fortissimo, è la Tradizione e non si può cambiare perché qualcuno crede di aver avuto una bella idea. La dimensione della Chiesa è storicizzata e storicizzabile ma non si può inventare di colpo un'altra cosa.
  • Tornare a casa, per me, ha significato tornare nella casa della mia famiglia e risentirmi generazione su generazione. Chi mi guarda, guarda anche mio padre, mia madre e mio nonno. È una bella responsabilità!


«Io, ex punk comunista canto la fede ritrovata», Avvenire, 19 aprile 2009  Collegamento interrotto Collegamento interrotto
  • Do­po aver cercato il senso in mille modi senza trovar­lo l'ho trovato tornando a casa. Al mio mondo di quando ero bimbo: i monti, il rosario.
  • [Il problema chiave dell'oggi è] L'uomo. Quanto noi abiuriamo dell'uomo.
  • [Papa Giovanni Paolo II] Trovavo normale si mostrasse, era il nostro Papa anche malato. Mi fa senso che ai bambini non si debbano mostrare ma­lati o morti. La vita ha senso anche in certe angola­zioni. Anche quando non la capisci.
  • Sono uno che iniziò a curiosare tra i libri dell'allora cardinal Ratzinger per capire perché molti ne parlassero male. E ora che so­no tornato a casa, Benedetto XVI è il mio maestro.
Intervista Ferretti: «Dal '68 alle Br: ma non era la meglio gioventù», Avvenire, 27 settembre 2009
  • "Reduce" significa tornare da un mondo "altro". La nostra generazione vive un periodo di pace che non ha uguale dopo la pax augustea.
  • Ho attraversato cenni di guerra civile negli anni '70 partecipando agli scontri culturali che uomini e donne hanno intentato alla parola con l'abuso delle parole, per cui oggi non si riesce a fare un discorso serio. "Reduce" indica l'accettazione dell'esistenza di due mondi, uno in cui sono nato e cresciuto, l'altro che ho distrutto. Il ritorno a casa è avvenuto per l'insoddisfazione che percepivo verso ogni lato del mio vivere.
  • Nella mia giovinezza ho attraversato due momenti pericolosi: il rischio della lotta politica attraverso il terrorismo, e il rischio dell'autodistruzione tramite la droga.
  • Fare il cantante dei CCCP è stata una casualità, non avevo mai pensato di fare qualcosa del genere: non avevo nessuna preparazione musicale e di questo ho fatto la mia forza.
  • Alla sera, quando io e mia madre diciamo il rosario, accendo il cero alla Madonna che è passato da mio nonno a me.
  • Vivere in montagna senza avere un rapporto con il Creatore e la creazione è impossibile, mentre abitare in città ci fa condurre un'esistenza allo stesso livello dell'asfalto.
  • Il nodo centrale è abbandonare la mitologia della modernità, cioè l'idea che tutto dipende da te e che tu sei il padrone assoluto della tua vita. Io non ho deciso di nascere: questo azzera ogni discussione.
  • Sono sempre stato sull'orlo dell'illegalità. Ho permesso che un'intera generazione sbagliasse, mi sento responsabile dei gulag sovietici e della Cambogia di Pol Pot, perché frequentavo gruppi e movimenti che li appoggiavano. [...] Era subentrata la normalità anche nell'estremismo: tutto quello che succedeva seguiva il conformismo dell'anticonformismo. Le scelte che avevo davanti erano o il terrorismo o l'eroina.
  • La convinzione che esiste un Dio creatore di tutto c'è sempre stata nella mia vita, sebbene abbia potuto lasciarlo da parte mentre volevo ricostruire il mondo, quando pensavo che la volontà dell'uomo fosse ciò che fa la vita sulla terra.
  • Quando ero nei CCCP, avrei voluto essere ateo per grazia di Dio, come il mio amico Massimo Zamboni. Che esiste Dio io l'ho saputo da sempre.
  • Tra Islam e cattolicesimo c'è alterità totale, possono solo rispettarsi reciprocamente e chiedere a Dio di renderli ciascuno migliori.
  • Sono un fedele che conosce umili fedeli che potrebbero perdere la fede se frequentassero troppi teologi!
  • Non mi sono proprio convertito, tutto è stato come ritornare a casa. È finita la mia guerra personale con Dio.

Citazioni tratte da canzoni[modifica]

CCCP Fedeli alla Linea[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi: CCCP Fedeli alla linea.

C.S.I. – Consorzio Suonatori Indipendenti[modifica]

Ko de Mondo[modifica]

  • Non fare di me un idolo, mi brucerò, trasformami in megafono, mi incepperò. Cosa fare e non fare non lo sò. Quando dove e perché riguarda solo me. Io so solo che tutto va ma non va. Sono un povero stupido, so solo che chi è stato è stato, e chi è stato non è. (da A tratti)
  • Solo se m'assale, pressoché sensuale, è pietà. (da Palpitazione tenue)
  • È cavità di donna che crea il mondo, veglia sul tempo, lo protegge. Contiene membro d'uomo che s'alza e spinge... insoddisfatto poi distrugge. (da Del Mondo)
  • E gli occhi tuoi mi rubano la luce, perché tu possa splendere nei miei. (da Intimisto)
  • Quietami i pensieri e il canto e in questa veglia pacificami il cuore. Così vanno le cose, così devono andare. (da Fuochi Nella Notte di San Giovanni)

Linea Gotica[modifica]

  • Di colpo si fa notte, s'incunea crudo il freddo, la città trema... come creatura. (da Cupe vampe)
  • Come un animale che non sa capire | guardo il mondo con occhio lineare, | come un animale che sa cos'è il dolore | guardo il mondo con occhio lineare, | come un animale che non può capire | guardo il mondo con occhio lineare. | Come un animale nel tempo di morire | cerco un posto che non si può trovare, | come un animale nel tempo di morire | mi accontento di un posto in cui sostare. (da Sogni e sintomi)
  • Ho visto un'alba blu. (da Blu)
  • Rosa, rosa carnosa, sfiorisci bel fiore. (da L'ora delle tentazioni)
  • Somiglia il mio vedere all'occhio dei cavalli. (da Io e Tancredi)
  • Oggi è domenica, domani si muore, oggi mi vesto, di seta e candore. (da Irata)
  • Anche la disperazione impone dei doveri, e l'infelicità può essere preziosa... (da Linea Gotica)
  • Occorre essere attenti per essere padroni di sé stessi. (da Linea Gotica)
  • Non sono scrupoloso al riguardo di Dio, è a nostra immagine e somiglianza (da "Millenni")
  • Aspetta chi è aspettato/Che sia compiuta l'attesa di chi attende/Non sono strutturato in modo di poter reggere per molto tempo ancora/Sotto la calma apparente/Un assordante frastuono/Dissonanze chiassose e confuse/Armonie affannate sconnesse/Leggere increspature agli orli/Ho dato al mio dolore la forma di parole abusate/Che mi prometto di non pronunciare mai più/Alimentare catena implacabile/Pause tranquille atte alla digestione/Intransigenze mute/Rabbiose devozioni/Ho dato al mio dolore la forma di parole abusate/Che mi prometto di non pronunciare mai più/Ho dato al mio dolore la forma di abusate parole/Lasciando perdere attese e ritorni/Ho aperto gli occhi dall'orlo increspato/Ho visto l'alba blu ("Blu")

Tabula Rasa Elettrificata[modifica]

  • Voglio ciò che mi spetta, lo voglio perché è mio... m'aspetta. (da Forma e sostanza)
  • Anima fiammeggiante soffoca. (da Brace)

P.G.R. – Per Grazia Ricevuta[modifica]

D'anime e d'animali[modifica]

  • Dove qualcuno muore di lamentele e stenti, qualcuno ingrassa, s'accarezza il ventre. Se s'azzoppa l'incassa, se cade si rialza, dolorante e dritto, dolorante e dritto. (da Casi difficili)
  • Sia almeno sano scopare! (da Casi difficili)
  • So che la geografia è destino, la storia non si fa, signorile, a tavolino. (da Orfani e vedove)

Ultime notizie di cronaca[modifica]

  • Nato tra i morti sui monti, | vivo sui monti tra i morti | e non c'è lama che possa recidere | la languida catena. | Generazione su generazione. (da Cronaca montana, n.° 1)

Solista[modifica]

Co.Dex[modifica]

  • La Civiltà Città m'affascina, la tecnica su tutto. Tecnica. Ospedali musei e buoni ristoranti, ogni cosa il suo prezzo, ogni Mezzo di mezzo. (da Barbaro)
  • Come gli Avi miei nei silenzi del Nord mai dominati mai dominanti mai dominanti mai dominati mai dominati mai. (da Barbaro)
  • Katolikos per poco, per niente Bizantino in nessun modo, No No No, quando è No è No comunque ovunque sempre, Indistintamente. Quando non si sa, è dubbio non si può, ognuno sia conforme a sé, giudica il Creatore giudica Me e Te. Giudica il mondo per quello che è, Rotondo. (da Barbaro)

Bella gente d'Appennino[modifica]

Incipit[modifica]

All'origine di tutto ciò che posseggo c'è l'alfabeto.
L'abbecedario su cui imparai a scrivere e leggere: a come albero, b come barca, c come casa, d come dono... dono e destino.
Appena prima avevo imparato a tracciare, con mano sicura, gesti antichi: aste, croci, tondi, quadri.
Segni e simboli.
La parola scritta, la lettura sillabante, lo studio.
Sapere e fare. Ricchezza del conversare.
Non ho speso bene i miei giorni. Molti li ho sciupati, di molti sono stato spettatore. Troppi li ho macerati, estenuanti, in una sequela di tensioni senza soddisfazione; in guerra con tutto e con me stesso.
Me ne sono liberato, a volte con fatica sempre con sollievo.

Citazioni[modifica]

  • Mia dimora è negli occhi di mia nonna. (p. 15)
  • Giovanotto sono stato succube e agente di una ideologia falsificante che estirpava, in baldanzosa marcia, ogni legame organico. (p. 75)
  • Niente di eclatante a parte l'esistere. (p. 197)

Bibliografia[modifica]

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]