Tenzin Gyatso

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Medaglia del Premio Nobel
Premio Nobel
Per la pace (1989)
Dalai Lama

Tenzin Gyatso, nato Lhamo Dondrub (1935 – vivente), XIV Dalai Lama.

Citazioni di Tenzin Gyatso[modifica]

  • Benché ci si possa trovare in un ambiente ostile, se l'atteggiamento mentale è fermo e stabile, l'ostilità non sarà causa di grande disturbo. (da Trasformare la Mente Riflessioni su vita amore e felicità, Oscar Mondadori, 2012. ISBN 978-88-04-58644-9)
  • Di fronte alla distruzione del mio popolo, mi dedico nell'esilio alla sola linea d'azione che mi è stata lasciata: ricordare al mondo per mezzo delle Nazioni Unite e di questo libro, quel che è accaduto e sta accadendo nel Tibet: e far piani per il futuro.[1]
  • Mi considero solo un semplice monaco buddhista. Niente di più, niente di meno. Quello che è importante non sono io ma il popolo tibetano. Questo premio rappresenta un incoraggiamento per i sei milioni di abitanti del Tibet che da oltre quarant'anni stanno vivendo il più doloroso periodo della propria storia. Nonostante ciò la determinazione della gente, il suo legame con i valori spirituali e la pratica della non violenza rimangono inalterati. Il premio Nobel è un riconoscimento alla fede e alla perseveranza del popolo tibetano. (dal discorso tenuto alla cerimonia di consegna del Nobel)  Fonte secondaria? Fonte secondaria?
  • La mia speranza s'appoggia sul coraggio dei Tibetani, e sull'amore per la verità e la giustizia che è tuttora nei cuori della razza umana.[1]
  • Noi esseri umani abbiamo in dote l'intelligenza, una visione che ci consente di vedere al di là del presente. (citato nell'intervista di Giovanni Floris e pubblicata su Ballarò il 19-04-2011) Fonte non chiara Fonte non chiara
  • Non c'è oppressione che possa, alla lunga, vincere sul diritto e la giustizia.[1]
  • Non vedo ragione per cui si dovrebbero uccidere gli animali e farli diventare cibo per l'uomo, quando esistono tanti altri alimenti che sostituiscono la carne. Dopo tutto, l'uomo può vivere senza carne...[2]
  • Ogni uomo ha una precisa responsabilità nei confronti del genere umano e del pianeta terra, perché esso è la sola nostra casa. Non abbiamo altro luogo, nell'universo, in cui rifugiarci. Ognuno di noi quindi non può venir meno alla propria responsabilità di operare non solo in difesa della razza umana, ma anche degli insetti, delle piante, degli animali che, con noi, abitano questo pianeta.[3]
  • Senza dubbio ci troviamo un gradino più sopra rispetto agli animali per la nostra intelligenza e la nostra forza spirituale. Ma per quel che riguarda il diritto alla vita ci troviamo sul loro medesimo piano.[4]
  • [rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull'emergenza migranti nel Mediterraneo] Se si chiamano rifugiati vuol dire che hanno dei problemi, stanno male e sono in pericolo di vita, e fuggono da qualcosa ma il buon cuore per accoglierli non basta e bisogna avere il coraggio di dire quando sono troppi e di intervenire nei loro Paesi per costruire lì una società migliore. [...] Non è possibile pensare che sia sufficiente l'accoglienza a risolvere il problema. Gli italiani, e i siciliani soprattutto, stanno dimostrando un gran cuore ma per risolvere il problema dei profughi è necessario intervenire in quei Paesi, impegnarsi per superare le guerre, spesso a sfondo religioso, che provocano gli esodi e superare anche il grande divario tra ricchi e poveri per costruire una società migliore. Serve quindi un pensiero a lunga scadenza per ottenere un risultato davvero efficace. (citato nella conferenza a Pomaia, Pisa presso l'Istituto Lama Tzong Khapa, 12 giugno 2014)

Attribuite[modifica]

  • Le creature che abitano questa terra – siano essi animali o esseri umani – sono qui per contribuire, ciascuno nel suo modo particolare, alla bellezza e alla prosperità del mondo.
  • Pericolose conseguenze seguiranno se i politici e governanti dimenticano i principi morali; sia che crediamo in Dio oppure nel karma, l'etica è il fondamento di ogni religione.
  • Quello che mi ha sorpreso di più negli uomini dell'Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto. (citato in Reata Strickland, Interview with God, Free Press, 2002. ISBN 978-0743229579)

L'arte della pace interiore[modifica]

  • Quando sei in preda ad un'emozione distruttiva, hai perduto uno dei beni più preziosi, la tua indipendenza. Almeno per il momento, la tua mente è turbata, la tua capacità di formulare giudizi equilibrati è indebolita.
  • La rabbia può procurare un momentaneo successo dandoti una certa soddisfazione per un breve periodo, ma alla fine causerà ulteriori difficoltà.
  • Durante un periodo difficile puoi imparare a sviluppare la forza interiore, la determinazione e il coraggio necessari ad affrontare i problemi. Il vero fallimento è scoraggiarsi, perché così perdi un'occasione preziosa di progredire.
  • Se la vita scorre troppo facilmente, ci si rammolisce.
  • Tu vuoi la felicità e non vuoi la sofferenza, e se agli altri mostri gentilezza, amore e rispetto, gli altri faranno lo stesso con te, aumentando la tua felicità. Se agli altri mostri rabbia e odio, gli altri mostreranno gli stessi sentimenti, e la tua stessa felicità andrà perduta.
  • Se sei calmo, neppure i nemici riusciranno a turbarti. Al contrario, se di solito sei irascibile, non sarai davvero felice neppure quando viene a trovarti il tuo migliore amico.
  • Nessuno può affermare con certezza che morirà proprio stanotte, ma chi coltiva la consapevolezza della morte accetta l’eventualità di morire proprio stanotte. Forte di un simile atteggiamento, darai la precedenza alle azioni che possono rivelarsi utili sia nel presente sia nel futuro, rispetto a quelle la cui utilità è solo superficiale.
  • Se comprendiamo che la vera natura delle cose è transitoria, non saremo sconvolti dal cambiamento, quando avverrà, neppure da quello prodotto dall'invecchiamento e dalla morte.
  • Cerca di tenere a mente il famoso proverbio indiano: «Un domani in cui non ci sarai più sta inevitabilmente arrivando».
  • Come ho spiegato, l’ignoranza porta a esagerare l’importanza della bellezza, della bruttezza, e di altre caratteristiche, generando bramosia, odio, invidia e aggressività.
  • Il cielo esisteva già prima che le nubi si ammassassero, e continuerà a esistere quando saranno scomparse. È presente anche quando le nubi sembrano coprirne ogni centimetro a noi visibile.
  • È essenziale rendersi conto che le emozioni controproducenti quali il rancore, l’invidia e l’aggressività dimorano non nell’essenza della mente, ma alla sua periferia.
  • Tutti gli esseri viventi vogliono la felicità e non vogliono la sofferenza.
  • In circostanze personali difficili conviene adottare quanto più possibile un atteggiamento di apertura, onestà e sincerità. Se reagiamo con durezza o in modo egoista, non facciamo che peggiorare le cose.
  • Se le azioni passate sono la causa della tua situazione attuale, usa il presente per dar forma a un futuro migliore.

Le religioni sono tutte sorelle[modifica]

  • Le razze dell'umanità non potranno mai più tornare ad arroccarsi nell'esclusività delle loro cittadelle fortificate. Esse sono ormai a stretto contatto l'una con l'altra, fisicamente e intellettualmente. [Citando Tagore]
  • In tutta la storia dell'umanità, uno dei contesti in cui la coesistenza pacifica si è rilevata più problematica è proprio quello dei rapporti tra le diverse religioni storiche.
  • È venuta l'ora che ogni singolo seguace di una qualsiasi delle principali religioni del mondo si chieda: Nel profondo del mio cuore, come vedo e giudico realmente i seguaci delle altre fedi?

Citazioni su Tenzin Gyatso[modifica]

  • Il Comitato norvegese per il Nobel ha deciso di attribuire il Nobel per la pace per il 1989 al 14° Dalai Lama, Tenzin Gyatso, leader politico e religioso del popolo tibetano. Il Comitato desidera sottolineare il fatto che il Dalai Lama nella sua lotta per la liberazione del Tibet ha sempre e coerentemente rifiutato l'uso della violenza, preferendo ricercare soluzioni pacifiche basate sulla tolleranza ed il rispetto reciproco, per preservare il retaggio storico e culturale del Suo popolo. Il Dalai Lama ha sviluppato la propria filosofia di pace a partire da un reverente rispetto per tutto ciò che è vivo, basandosi sul concetto della responsabilità universale che unisce tutta l'umanità al pari della natura. Il Comitato ritiene che Sua Santità abbia avanzato proposte costruttive e lungimiranti per la soluzione dei conflitti internazionali, e per affrontare il problema dei diritti umani e le questioni ambientali globali. (motivazione del Nobel) Fonte secondaria? Fonte secondaria?

Bibliografia[modifica]

  • Dalai Lama, L’arte della pace interiore, Mondadori, 2013. Traduzione a cura di Elisabetta Valdrè, ISBN 978-88-04-62708-1
  • Dalai Lama, Le religioni sono tutte sorelle, Sperling & Kupfer, 2011. Traduzione di Sergio Orrao, ISBN 978-88-200-5024-5

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Selezione dal Reader's Digest, dicembre 1962.
  2. Citato in Steven Rosen, Il vegetarismo e le religioni del mondo, traduzione di Giulia Amici, Gruppo Futura – Jackson Libri, 1995, p. 131. ISBN 88-256-0826-8
  3. Citato in Virgilio Bettini, Scorie: l'irrisolto nucleare, prefazione di Giorgio Nebbia, UTET, 2006, p. 1.
  4. Citato in Claus Leitzmann, Vegetariani: Fondamenti, vantaggi e rischi, traduzione di Margherita Cavalleri, Bruno Mondadori, 2002, pp. 21-22. ISBN 88-424-9584-0

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