Teresa d'Ávila

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Santa Teresa d'Ávila

Santa Teresa d'Ávila, detta anche Santa Teresa di Gesù al secolo Teresa Sánchez de Cepeda Ávila y Ahumada (1515 – 1582), monaca, mistica e santa spagnola.

Citazioni[modifica]

  • In un'estasi mi apparve un angelo tangibile nella sua costituzione carnale e era bellissimo; io vedevo nella mano di questo angelo un dardo lungo; esso era d'oro e portava all'estremità una punta di fuoco. L'angelo mi penetrò con il dardo fino alle viscere e quando lo ritirò mi lasciò tutta bruciata d'amore per Dio. […] Nostro Signore, il mio sposo, mi procurava tali eccessi di piacere da impormi di non aggiungere altro oltre che a dire che i miei sensi ne erano rapiti. (da Libro della mia vita)

Il castello interiore[modifica]

Incipit[modifica]

Fra le cose impostemi dall'obbedienza, ben poche mi sono state così difficili come questa di mettermi ora a scrivere dell'orazione, sia perché sembra che il Signore non mi conceda lo spirito né il desiderio di farlo, e sia perché mi trovo da tre mesi con la testa così debole e intontita da scrivere con pena anche per gli affari di necessità. Ma sapendo che la forza dell'obbedienza suole appianare ogni cosa, anche quelle che sembrano impossibili, mi accingo all'opera di buona voglia, benché ne senta un'estrema ripugnanza: Iddio non mi ha mai dato di vedermi in continua lotta con le infermità e con ogni sorta di occupazioni senza che la natura ne soffra. Mi assista Colui nella cui misericordia confido, e che in mio favore ha già fatto cose assai più difficili.

Citazioni[modifica]

  • Chi commette un peccato mortale intende di contentare, non Dio, ma il demonio; e siccome il demonio non è che tenebra, la povera anima si fa tenebra con lui.
  • Chi si scandalizza nell'apprendere che Dio può far tante grazie fin da questo esilio, tengo per certo che sia senza umiltà e senza amore del prossimo.
  • Come da una fonte limpidissima non sgorgano che limpidi ruscelli, così di un'anima in grazia: le sue opere riescono assai grate agli occhi di Dio e degli uomini, perché procedenti da quella fonte di vita nella quale essa è piantata come un albero, e fuor dalla quale non avrebbe né freschezza né fecondità.
  • Come l'ape non lascia di uscire a succhiare i fiori, così l'anima, la quale, pur addestrandosi nel proprio conoscimento, deve di tanto in tanto innalzarsi a considerare la grandezza e la maestà di Dio.
  • È tanta l'importanza dell'amore vicendevole che non dovreste mai dimenticarvene. L'andare osservando certe piccolezze – che alle volte non sono neppure imperfezioni, ma che la nostra ignoranza ci fa vedere assai gravi – nuoce alla pace dell'anima e inquieta le sorelle. Sarebbe una perfezione che costa assai caro!
  • Il demonio è come una lima sorda che bisogna sorprendere fin dal principio.
  • L'unica brama di chi vuol darsi all'orazione – non dimenticatelo mai, perché è importantissimo – dev'essere di fare di tutto per risolversi e meglio disporsi a conformare la sua volontà a quella di Dio.
  • La fede in noi è così debole che crediamo più facilmente a quanto ci cade sotto gli occhi, che non alle verità che essa ci insegna.
  • Le anime senza orazione sono come un corpo storpiato o paralitico che ha mani e piedi, ma non li può muovere.
  • Non chiamo infatti orazione quella di colui che non considera con chi parla, chi è che parla, cosa domanda e a chi domanda, benché muova molto le labbra.
  • Pretendere di entrare nel cielo senza prima entrare in noi stessi per meglio conoscerci e considerare la nostra miseria, per vedere il molto che dobbiamo a Dio e il bisogno che abbiamo della sua misericordia, è una vera follia.
  • Purché non abbandoniamo l'orazione, il Signore volge tutto in nostro bene, anche se nessuno ce ne dica il modo.
  • Sappiamo di avere un'anima, perché l'abbiamo sentito e perché ce l'insegna la fede, ma così all'ingrosso, tanto è vero che ben poche volte pensiamo alle ricchezze che sono in lei, alla sua grande eccellenza e a Colui che in essa abita.
  • Se qualche volta cadete, non dovete così avvilirvi da lasciare d'andare innanzi. Da quella caduta il Signore saprà cavare del bene.

Explicit[modifica]

Per il gran desiderio che ho di aver parte nell'aiutarvi a servire questo mio Dio e Signore, vi chiedo che ogni qualvolta leggerete questo scritto, lodiate grandemente in nome mio Sua Maestà, pregando per l'esaltazione della sua Chiesa e per la conversione dei luterani. Supplicate insieme il Signore che mi perdoni i miei peccati e mi liberi dal purgatorio dove forse la sua misericordia mi terrà quando questo libro vi verrà dato a leggere, se, esaminato da uomini dotti, sarà giudicato degno di esser visto. Se contiene qualche errore, è perché io non me n'intendo. Mi sottometto in tutto a ciò che insegna la santa Chiesa Cattolica Romana. Questi i sentimenti in cui ora vivo, e nei quali protesto e prometto di voler vivere e morire. Il Signore Dio nostro sia sempre lodato e benedetto! Amen, amen. Questo scritto è stato terminato nel monastero di S. Giuseppe di Avila l'anno 1577, vigilia di S. Andrea, a gloria di Dio che vive e regna per tutti i secoli! Amen.

Incipit del Libro della sua vita[modifica]

Se non fossi stata così cattiva, l'essere nata da genitori virtuosi e timorati di Dio avrebbe dovuto bastarmi, con le altre grazie ricevute dal Signore, per crescere buona.
[citato in Fruttero & Lucentini, Íncipit, Mondadori, 1993]

Pensieri sull'amore di Dio[modifica]

  • Non lamentiamoci dei nostri timori né ci scoraggi vedere la debolezza della nostra natura e dei nostri sforzi.
  • Non è forse da voi, Signora mia [Maria], che si può perfettamente comprendere ciò che passa fra Dio e la sposa secondo la parola dei Cantici? Del resto, figliuole mie, potete notare anche voi con quanta frequenza le parole dei Cantici ricorrano nelle antifone e nelle lezioni dell'Ufficio della Madonna che recitiamo ogni settimana.
  • Non senza una profonda ragione nostro Signore ha voluto manifestare debolezza. È chiaro che non la sentiva, essendo egli la stessa forza; ma l'ha fatto per nostra consolazione, per mostrarci quanto sia opportuno passare dai desideri alle opere e indurci a considerare che, quando un'anima comincia a mortificarsi, tutto le riesce gravoso.

Citazioni su Teresa d'Ávila[modifica]

  • In Santa Teresa d'Avila tutto l'amore terreno si trova schiacciato, umiliato, distrutto, per lasciare solo sussistere, grazie ad una misteriosa corrispondenza, il suo equivalente, transunstanziato: l'amore divino. È l'esistenza di questo rapporto spiega come in tanti testi mistici l'amore divino si esprima con le parole stesse dell'amore terreno. (Henri Daniel-Rops)

Bibliografia[modifica]

  • Teresa d'Avila, Il castello interiore, tradotto da Letizia Falzone, Paoline, 2005.
  • Teresa d'Avila, Opere complete, traduzione di Letizia Falzone, Paoline, Milano 1998.

Altri progetti[modifica]