Thomas Mann
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Thomas Mann (1875 – 1955), scrittore tedesco, premio Nobel per la letteratura.
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[modifica] Citazioni di Thomas Mann
- Chi non è artista si trova di fronte a un quesito molto imbarazzante, se gli si chiede fin dove l'artista prenda sul serio ciò che per lui dovrebbe essere, e sembra essere, la cosa più seria; quanto prenda sul serio se stesso e quanto invece sia scherzo, celia o mascherata. (da Doctor Faustus)
- Dove ci sono io, c'è la cultura tedesca. (dalla conferenza stampa al suo arrivo negli Stati Uniti, 1938; citato in Riemen, prologo a Steiner 2006, p. 15)
- Wo ich bin, ist die Deutsche Kultur.
- «Non è europeo», disse scuotendo la testa.
«Non è europeo, signor Fischer? E perché?»
«Non capisce niente della grandi idee umane.»[1] (citato in Riemen, prologo a Steiner 2006, p. 18) - Essere artista ha sempre significato possedere ragione e sogni. (citato in I luoghi dell'arte, v. 11)
- Il blocco non parteggia per lo scultore, è contro di lui. (da La legge)
- Il nostro essere è solo il punto di incidenza tra il non essere e il sempre essere, e la nostra esistenza temporale è solo il mezzo attraverso cui l'eternità si manifesta. (da Giuseppe il Nutritore)
- Il vero principio artistico è la riserva. (da Goethe e Tolstoj. Frammenti sul problema dell'umanità, in Nobiltà dello spirito e altri saggi)
- L'artista è l'ultimo a farsi illusioni a proposito della sua influenza sul destino degli uomini […]. L'arte non è una forza, è soltanto una consolazione. (da L'artista e la società)
- La giustizia non è ardore giovanile e decisione energica e impetuosa: giustizia è malinconia. (da Disordine e dolore precoce)
- La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive. (da La montagna incantata)
- Le opinioni non possono sopravvivere se uno non ha occasione di combattere per esse. (da La montagna incantata)
- Le parole grosse, trite come sono, non si addicono molto a esprimere le cose straordinarie; vi si riesce meglio sublimando quelle piccole, portandole al culmine del loro significato. (da Padrone e cane)
- L'uomo ha tendenza a considerare la sua condizione del momento, sia essa serena o intricata, tranquilla o appassionata, come quella vera, caratteristica e duratura della sua esistenza, e soprattutto a elevare immediatamente, nella sua fantasia, ogni felice ex tempore a bella regola e inviolabile consuetudine, mentre in realtà è condannato a improvvisare e a vivere, dal punto di vista morale, alla giornata. (da Cane e padrone)
- Noi cammineremo insieme, la mano nella mano, anche nel regno delle ombre. (da Brindisi a Katja)
- La capacità di godere richiede cultura, e la cultura equivale poi sempre alla capacità di godere. (da Il piccolo signor Friedemann)
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- Anche la stupidità è bella, se perfetta.
- Alla lunga una verità che ferisce è meglio di una bugia di comodo.
- È l'amore, non la ragione, che è più forte della morte.
- È spiacevole e tormentoso quando il corpo vive e si dà importanza per conto suo, senza alcun legame con lo spirito.
- Il tempo è moneta... non sciupiamolo in esitazioni.
- Il tempo raffredda, il tempo chiarifica; nessuno stato d'animo si può mantenere del tutto inalterato nello scorrere delle ore.
- Infuriarsi ed eccitarsi nel combattere qualche idea è facile soprattutto quando non siamo del tutto sicuri della nostra posizione e ci sentiamo interiormente tentati di passare dalla parte dell'avversario.
- La nostra capacità di essere disgustati, lasciami osservare, varia in proporzione ai nostri desideri; cioè in proporzione all'intensità dei nostri attaccamenti alle cose del mondo.
- Le avversità possono essere delle formidabili occasioni.
- Le cause di ogni avvenimento assomigliano alle dune del mare: una è preposta sempre all'altra, e l'ultimo "perché", presso il quale si potrebbe riposare, sta nell'infinito.
- L'inferno è per i puri; questa è la legge del mondo morale. Esso è infatti per i peccatori, e peccare si può soltanto contro la propria purezza. Se si è una bestia, non si può peccare e non si sente nulla di un inferno. Così è stabilito, e certamente l'inferno è tutto popolato soltanto da gente per bene, il che non è giusto; ma che cos'è mai la nostra giustizia!
- L'interesse per la malattia e la morte è sempre e soltanto un'altra espressione dell'interesse per la vita.
- Ogni attitudine intellettuale è in latenza un'attitudine politica.
- Ogni uomo dotato di ragione potrebbe essere un socialista moderato.
- Si dice che l'attesa sia lunga, noiosa. Ma è anche, in realtà, breve, poiché inghiotte quantità di tempo senza che vengano vissute le ore che passano e senza utilizzarle.
- Una grande verità è una verità il cui opposto è allo stesso tempo una grande verità.
[modifica] I Buddenbrook
- Chi è felice non si muove.
- La bellezza ci può trafiggere come un dolore.
- «L'ordine, ho detto!» conclude il console. «Non sono neanche stati accesi i lampioni… mi pare che vada troppo in là questa rivoluzione.»
- Uomo non educato dal dolore rimane sempre bambino. (proverbio italiano ivi riportato)
[modifica] La morte a Venezia
[modifica] Incipit
Gustav Aschenbach o von Aschenbach, come ufficialmente suonava il suo nome dal giorno del suo cinquantesimo compleanno, in un giorno di primavera dell'anno 19.., quello che per mesi e mesi aveva mostrato al nostro continente una faccia tanto minacciosa, aveva intrapreso, da solo, una lunga passeggiata partendo da casa sua nella Prinzregenterstrasse di Monaco. Sovreccitato dal lungo, difficile ed insidioso lavoro del mattino, che lo aveva costretto a procedere con la massima concentrazione, attenzione, prudenza e rigore della volontà, lo scrittore non era riuscito a contenere, nemmeno dopo il pranzo, l'impulso produttivo che gli urgeva dentro, quel motus animi continuus che, secondo Cicerone, è l'essenza della stessa retorica, né aveva potuto trovare nel sonnellino, che, a compensazione dell'esaurirsi sempre più rapido delle sue forze, gli era ormai così necessario, una volta nell'arco della giornata.
[Trad. Brunamaria Dal Lago Veneri- Ed. Newton Compton]
[modifica] Citazioni
- Ché la Bellezza, odimi bene, Fedro, la Bellezza soltanto è divina e visibile a un tempo, ed è per questo che essa è la via al sensibile, è, piccolo Fedro, la via che mena l'artista allo spirito.
- Di corpo esile e minuto, sparuto ed emaciato anche nel viso, con un cappello sordido piazzato sulla nuca in modo da lasciar sfuggire un ciuffo di capelli rossicci da sotto la testa, se ne stava un po' discosto dai suoi, sulla ghiaia, in una posa di impertinente spavalderia, e lanciava, percuotendo le corde in un irruente canto declamativi, i suoi frizzi verso la terrazza, facendo un tale sforzo che le vene gli si gonfiavano sulla fronte. Non sembrava di stampo veneziano, piuttosto della razza dei comici napoletani, mezzo ruffiani, mezzo commedianti, brutali e protervi, pericolosi e spassosi.
- È certamente un bene che il mondo conosca soltanto la bella opera e non le sue origini, non le condizioni e le circostanze del suo sviluppo; giacché la conoscenza delle fonti onde scaturisce l'ispirazione dell'artista potrebbe turbare, spaventare, e così annullare gli effetti della perfezione.
- Felicità dello scrittore è il pensiero che può divenire totalmente sentimento, il sentimento che può divenire pensiero.
- Fermezza di fronte al destino, grazia nella sofferenza, non vuol dire semplicemente subire: è un' azione attiva, un trionfo positivo.
- In quasi tutti gli artisti è innata la tendenza voluttuosa e ingannatrice ad accettare l'ingiustizia che genera bellezza, a rendere omaggio e mostrare simpatia alla predilezione aristocratica.
- Niente è più singolare, più imbarazzante che il rapporto tra due persone che si conoscono solo attraverso gli occhi, che si vedono tutti i giorni a tutte le ore, si osservano e nello stesso tempo sono costretti dall'educazione o dalla bizzarria a fingere indifferenza e a passarsi accanto come estranei, senza saluto né parola. Fra di loro c'è inquietudine ed esasperata curiosità, l'isteria di un bisogno insoddisfatto, innaturale e represso di conoscersi e di comunicare e soprattutto una sorta di ansiosa attenzione. Infatti l'uomo ama e onora l'uomo fino a che non è in grado di giudicarlo, e il desiderio è il frutto di una conoscenza incompleta.
- Perché alla passione, come al delitto, non si addicono l'ordine stabilito e il benessere di tutti i giorni, anzi, al contrario, ogni allentamento dei legami civili, ogni turbamento e calamità del mondo sono i benvenuti, poiché vi intravedono possibilità di vantaggio.
- Questa era Venezia, la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola,, nella cui atmosfera corrotta l' arte un tempo si sviluppò rigogliosa, e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi.
- Riposare nella perfezione è il sogno di chi tende all'eccelso, e non è forse il nulla una forma di perfezione?
[Trad. Brunamaria Dal Lago Veneri- Ed. Newton Compton]
[modifica] Tonio Kröger
[modifica] Incipit
Sulle strette vie della città il sole invernale era solo un pallido riflesso, lattiginoso e stanco dietro le coltri di nuvole. Le strade, fiancheggiate dai colmi aguzzi delle case, erano umide e ventose, e di tanto in tanto cadeva una specie di grandine mollliccia, qualcosa di mezzo tra la neve e il ghiaccio.
La scuola era finita. I liberati fluivano a sciami attraverso il cortile lastricato e, usciti dal cancello, si separavano affrettandosi a destra e a sinistra. I più grandi stringevano dignitosamente il loro pacco di libri alla spalla sinistra, mentre col braccio destro impugnavano contro il vento, diretti al richiamo del pranzo; i piccoli trottorellavano allegri, facendo schizzare tutt'intorno la poltiglia ghiacciata e malmenando gli arnesi della scienza contro gli zaini di pelle di foca. Ma piccoli e grandi, atteggiandosi a compunzione, si toglievano ogni tanto i berretti di fronte al cappello alla Wotan o alla barba da Giove olimpico di qualche professore, che si allontanava compassato.
[modifica] Citazioni
- Ciò che vedeva era soltanto questo: comicità e miseria, comicità e miseria. E allora, insieme con la pena e l'orgoglio della conoscenza, venne la solitudine, perché gli riusciva intollerabile la vicinanza degli inetti con lo spirito gaiamente ottenebrato, e il marchio che lui recava sulla fronte li respingeva.
- La felicità non sta nell'essere amati: questa è soltanto una soddisfazione di vanità mista a disgusto. La felicità è nell'amare.
- Le opere di valore nascono soltanto sotto il premere di una vita cattiva e […] chi vive non lavora e […] per essere perfetti creatori bisogna essere morti.
- Un artista, nel suo intimo, è sempre un avventuriero.
[Thomas Mann, Tonio Kröger (Tonio Kröger), traduzione di Emilio Castellani, Edizione Mondadori 1970.]
[modifica] Incipit di alcune opere
[modifica] Altezza reale
È il mezzodì di un giorno feriale, in una stagione qualunque; siamo nell'Albrechtstrasse, la maggior arteria di comunicazione della capitale, che unisce l'Albrechtsplatz e il Vecchio Castello con la caserma della guardia.
[modifica] Tristano
Eccoci qui, al sanatorio "La Quiete"! Col suo lungo fabbricato principale e le ali contigue, si stende, bianco e rettilineo, in mezzo all'ampio giardino, che assai piacevolmente adornano grotte, pergolati e chioschetti rivestiti di corteccia d'albero; mentre dietro i tetti d'ardesia si ergono, imponenti, verso il cielo i monti verdi d'abeti e digradanti in piacevoli dirupi.
[Thomas Mann, Tristano (Tristan), traduzione di Emilio Castellani, Edizione Mondadori 1970.]
[modifica] Note
- ↑ Da un aneddoto sul suo editore ebreo ungherese di Berlino in un articolo scritto nel 1934 dopo la sua morte.
[modifica] Bibliografia
- Thomas Mann, Tonio Kröger, traduzione di Emilio Castellani, Frassinelli, 1945.
- Thomas Mann, La legge, traduzione di Mario Merlini, Mondadori, 1947.
- Thomas Mann, I Buddenbrook: decadenza di una famiglia, traduzione di Anita Rho, Einaudi, 1952.
- Thomas Mann, Doctor Faustus: la vita del compositore tedesco Adrian Leverkuhn narrata da un amico, traduzione di Ervino Pocar, Mondadori, 1952.
- Thomas Mann, I Buddenbrook: decadenza di una famiglia, traduzione di Ervino Pocar, Mondadori, 1952.
- Thomas Mann, Tonio Kröger, traduzione di Remo Costanzi, Rizzoli, 1954.
- Thomas Mann, I Buddenbrook: decadenza di una famiglia, traduzione di Anita Rho, Feltrinelli, 1964.
- Thomas Mann, Tonio Kroger. La morte a Venezia. Cane e padrone, traduzione di Salvatore Tito Villari, Garzanti, 1965.
- Thomas Mann, Tonio Kröger, traduzione di Anita Rho, Einaudi, 1967.
- Thomas Mann, La morte a Venezia. Tristano. Tonio Kroger, traduzione di Emilio Castellani, Mondadori, 1970.
- Thomas Mann, La morte a Venezia. Tonio Kroger. Tristano, traduzione di Enrico Filippini, Feltrinelli, 1971.
- Thomas Mann, Le teste scambiate. La legge. L'inganno, traduzioni di Ervino Pocar, Mario Merlini e Lavinia Mazzucchetti, Mondadori, 1980.
- Thomas Mann, Tristano (Tristan), traduzione di Emilio Castellani, Edizione Mondadori 1970.
- Thomas Mann, Tristano. La morte a Venezia. Cane e padrone, traduzione di Francesco Saba Sardi, Fabbri Editori, 1985.
- Thomas Mann, I Buddenbrook: decadenza di una famiglia, traduzione di Maria Cristina Minicelli, Newton & Compton, 1992.
- Thomas Mann, Tonio Kröger, traduzione di Anna Rosa Azzone Zweifel, Rizzoli, 1994.
- Thomas Mann, I Buddenbrook: decadenza di una famiglia, traduzione di Furio Jesi e di Silvana Speciale Scalia, Garzanti 1995.
- Thomas Mann, La legge, traduzione di Mario Merlini, Baldini & Castoldi, 1997.
- Thomas Mann, Nobiltà dello spirito e altri saggi, a cura di A. Landolfi, Mondadori 1997.
- Thomas Mann, La morte a Venezia, Cane e padrone, Tristano, Tonio Kröger, traduzione di Brunamaria Dal Lago Veneri, Newton Compton editori s.r.l., Roma, 2006 ISBN 88-7983-829-6
- George Steiner, Una certa idea di Europa (The idea of Europe), X Nexus Lecture, traduzione di Oliviero Ponte di Pino, prefazione di Mario Vargas Llosa, prologo di Rob Riemen, Garzanti, Milano, 2006.
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