Tiziano Scarpa
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Tiziano Scarpa (1963 – vivente), romanziere, drammaturgo e poeta italiano.
- Ciò che chiamiamo scrittore è questa strana figura sociale, né esperto né gente, a cui si dà ascolto senza avergli posto alcuna domanda. (da Cos'è questo fracasso?, Einaudi)
- Dove stai andando? Butta via la cartina! Perché vuoi sapere a tutti i costi dove ti trovi in questo momento? D'accordo: in tutte le città, nei centri commerciali, alle fermate degli autobus o della metropolitana, sei abituata a farti prendere per mano dalla segnaletica; c'è quasi sempre un cartello con un punto colorato, una freccia sulla mappa che ti informa chiassosamente: "Voi siete qui". Anche a Venezia, basta che alzi gli occhi e vedrai molti cartelli gialli, con le frecce che ti dicono: devi andare per di là, non confonderti, Alla ferrovia, Per san Marco, All'Accademia. Lasciali perdere, snobbali pure. Perché vuoi combattere contro il labirinto? Assecondalo, per una volta. Non preoccuparti, lascia che sia la strada a decidere da sola il tuo percorso, e non il percorso a farti scegliere le strade. Impara a vagare, a vagabondare. Disorientati. Bighellona. (da Venezia è un pesce. Una guida, Feltrinelli)
- Si vive bene, tutti soli, si lavora splendidamente, si perde tempo regalmente. (da Kamikaze d'occidente, Rizzoli, 2003)
l'Unità, a cura di Maria Serena Palieri, 7 settembre 2001
- Non ricordo il mondo prima del femminismo. Non ho nessun ricordo infantile di un mondo con dei ruoli. Ricordo che i miei ne parlavano. In realtà ho visto il mondo senza femminismo dentro la mia famiglia: l'epoca non è mai contemporanea a se stessa. Ci sono cose che succedono a Milano o a Roma e non succedono intanto nella provincia veneta.
- Il femminismo [...] è l'unica utopia che si è realizzata. E si vede, perché ha prodotto un disastro su tutta la linea. Maschi a pezzi. E donne che continuano a essere allevate con la Barbie e l'idea dei principi azzurri. Le utopie è meglio non realizzarle.
- Gran parte del mio interesse per la letteratura, e per la letteratura, voglio dire, come thesaurus cognitivo, deriva dal fatto che la letteratura è ciò che più onestamente si immerge nel rapporto tra i sessi, tra uomo e donna.
- Si è infelici perché non si può essere tutto e il contrario di tutto.
- Io vedo nei maschi l'infelicità di non poter essere dei super-esseri: non puoi chiedermi di essere amante e sposo, padre e figlio, di dar sicurezza economica e comportarmi con spavalderia criminale, essere il principe azzurro e l'impiegato mediocre. E, in molte donne, vedo salire nostalgie prefemministe.
- La mia è una generazione che non ha trovato a vent'anni un lavoro e, per chi l'ha fatto, andare a vivere da solo è stata durissima: è stata dura conquistare cose banalissime come ottenere un affitto regolare e poter pagare le bollette.
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