Tokyo Magnitude 8.0

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Tokyo Magnitude 8.0

Serie TV anime

Immagine Tokyo Magnitude 8.0 DVD.jpg.
Titolo originale

東京マグニチュード8.0

Paese Giappone
Anno 2009
Genere drammatico, catastrofico
Episodi 11
Ideatore Natsuko Takahashi
Regia Masaki Tachibana
Doppiatori italiani

Tokyo Magnitude 8.0, serie televisiva anime del 2009.

Incipit[modifica]

«Odio questa città. Odio casa mia ed anche i miei genitori. E odio che i miei si arrabbino con me. Peggio ancora quando lo fanno così, tanto per fare. Non ne posso più, sarebbe quasi meglio se il mondo cadesse a pezzi». È quello che pensavo ogni giorno... (Mirai)

Episodio 1, Terremoto[modifica]

  • A volte mi domando se ci sarà mai qualcosa di buono nella mia vita. Ne ho abbastanza, mi dà fastidio tutto... sarebbe meglio se un mondo del genere andasse in pezzi. (Mirai, un attimo prima della scossa di terremoto)

Episodio 2, Il mondo va in pezzi[modifica]

  • Mari [mostrando la torta, rovinata per la caduta della moto]: Oh, no! Be', in ogni caso il gusto non cambia, no?
    Mirai [vedendo la decorazione]: È per un compleanno?
    Mari: Era per festeggiare il compleanno della mia bambina, compie quattro anni proprio oggi. [...]
    Yūki: Che buona!
    Mari: Anche se purtroppo non ha un bell'aspetto...
    Mirai: L'importante è che sia tonda. Per me la torta di compleanno deve essere tonda.
    Mari: Anche per me.

Episodio 3, Situazione critica[modifica]

  • Quando si ha fame ci arrabbia molto più facilmente, lo sapevate? (Mari, vedendo Mirai e Yūki mentre litigano)
  • Lo sai, quando si è affamati si diventa negativi e pessimisti. Raccogliamo le nostre forze e facciamoci coraggio! (Mari, mentre offre a Mirai una polpetta di riso)
  • Quando hai dei bambini, impari molto presto che non si può fare a meno dei cerotti. (Mari)

Episodio 5, La scuola del pianto[modifica]

  • Mari: La luna non sarà una torta di compleanno ma mi piace molto quando è bella tonda, sembra una grossa frittella appetitosa: buona!
    Yūki: A me piace la luna crescente, mi piace il nome.
    Mari: Ehi, lo sapevi? Quando è crescente si chiama anche "paper moon", luna di carta.
    Yūki: E perché?
    Mari: E chi lo sa?
  • Sarei dovuto morire io al loro posto. I vecchi non dovrebbero mai sopravvivere ai giovani. (Signor Furuichi[2], parlando dei nipoti morti a causa della prima scossa di terremoto)

Episodio 7, Crepuscolo estivo[modifica]

Il Rainbow Bridge, il ponte che unisce Tokyo a Odaiba.
  • Mirai: Sai una cosa? Finora io non ho fatto altro che lamentarmi dei difetti di mamma e papà, eppure so benissimo che loro fanno tutto quello che possono per non farci mancare niente. Ho paura di essermi sempre comportata male con loro, io non so proprio che cosa farei se loro dovessero morire... Quando torniamo a casa cerchiamo di essere più gentili con papà e mamma.
    Yūki: Si. A me piace di più quando andiamo tutti d'accordo.
    Mirai: Hai ragione. Possiamo organizzare un'altra festa di compleanno per la mamma, così resterà a bocca aperta, e compreremo una torta rotonda!
    Yūki: Sì. E tu, sai una cosa? Io desideravo tanto andare a Odaiba, perché volevo vedere il ponte insieme a te.
    Mirai: Questo l'hai già detto al parco di Oshiba.
    Yūki: Te l'avevo già detto?
    Mirai: Be', quella volta in effetti stavamo litigando...
    Yūki: La prossima volta a Odaiba dobbiamo andarci tutti insieme.
    Mirai: Sì, perché no? Anche se ormai il ponte non c'è più...
    Yūki: Di sicuro ne costruiranno uno nuovo.

Episodio 10, Sorellina, senti...[modifica]

  • Yūki: Senti sorellina, io...
    Mirai: Dai, cosa c'è?
    Yūki: Io...
    Mirai: Vuoi parlare o no? Forza, Yūki!
    Yūki: Ti chiedo una cosa: ecco, se io... se io morissi... tu cosa faresti?
    Mirai: Ora basta. Ti ha dato di volta il cervello? Non dire certe sciocchezze! Se tu morissi mamma e papà piangerebbero disperati, e naturalmente anch'io. Quindi smettila di fare questi discorsi, non mi piacciono!
    Yūki: Scusami.
  • Sorellina, non piangere: ricordati che io sono sempre qui. (Yūki, a Mirai che sta piangendo mentre guarda i lavori del fratello)
  • Yūki: Senti sorellina...
    Mirai: Che c'è, Yūki? [rivive i momenti del ricovero di Yūki]
    Yūki: Mi dispiace.
    Mirai [piangendo]: Yūki...
    Yūki: Senti sorellina, ecco io... io...
    Mirai: No, Yūki!
    Yūki: Sì, io... io sono morto.

Episodio 11, Per Yūki[modifica]

  • Mirai: Ehi Yūki, dimmi una cosa: tu non ci sei più, vero? Non dovresti essere qui e invece... visto che sei un bambino gentile hai deciso di restarmi accanto per non farmi sentire triste, giusto?
    Yūki: Il fatto è che io voglio restare con te, perché anch'io voglio tornare a casa.
    Mirai [piangendo]: Yūki...
    Yūki: Rientriamo?
    Mirai [stringe la mano di Yūki]: La tua sorellina ti riporterà a casa a qualunque costo.
  • Yūki [è a casa seduto sul suo letto]: Mirai? Grazie sorellina.
    Mirai: Yūki. [vede che Yūki inizia a scomparire] Non voglio, Yūki, te ne stai andando...
    Yūki: Non me ne vado da nessuna parte.
    Mirai: Che cosa? Non ti ho capito...
    Yūki: [si porta la mano al cuore]: Io resterò sempre qui dentro.
    Mirai [inizia a piangere]: Che cosa? Non riesco a capirti, non ti sento più! Yūki... non te ne andare!
    Yūki: Sorellina mia, ti voglio tanto bene...
  • Quanta luce là fuori. Giornate così in realtà sono le più opprimenti. Arriva il mattino, sorge il sole, e la gente intorno scoppia di allegria. Ti fa sentire un po' fuori luogo, eh? Quando mio marito è morto, improvvisamente, davanti ai miei stessi occhi, mi sono sentita come te: non ricordo nemmeno di essere stata al suo funerale, non so con che forza continuassi a respirare. Però Hina cresceva a vista d'occhio, si faceva ogni giorno più grande. Poi ha cominciato a ridere e a dire le prime parole e a starnutire proprio come faceva mio marito... Mirai, tu e tuo fratello Yūki vi somigliate tantissimo [...] Yūki c'è ancora, ed è dentro di te, Mirai. (Mari)

Explicit[modifica]

Caro Yūki, in casa è rimasto il tuo odore. Sia da sveglia che quando sto dormendo tutto mi riporta a te. Di sicuro sarò sempre triste, e farà sempre male: perciò, quando tristezza e dolore saranno troppo grandi verrò a parlare con te, d'accordo? Ma ti cercherò anche quando sarò allegra e felice, ti confiderò tutto quanto. Yūki, ti ringrazio: grazie di essere stato il mio fratellino. Io devo andare avanti. Veglia su di me, Yūki. (Mirai, lettera scritta al fratello)

Note[modifica]

  1. La giornalista che appare nei notiziari durante gli episodi e nelle anticipazioni dopo la sigla finale, vedi l'elenco dei personaggi su Wikipedia.
  2. Un anziano rifugiatosi con la moglie nella scuola di Mirai, aiuta i volontari a distribuire acqua agli altri ospiti della struttura.

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