Toni Negri

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Antonio Negri, detto Toni Negri (1933 – vivente), politico e filosofo italiano.

Citazioni di Toni Negri[modifica]

  • Ero a Parigi e Craxi, allora presidente del Consiglio, mi fece sapere che i servizi stavano architettando qualcosa su di me, consigliandomi di essere cauto. Per questo ancora gli sono grato. (dalla trasmissione L'infedele, LA7, 3 maggio 2003)
  • L'altermodernità ci indroduce alla distinzione tra socialismo e comunismo. Mentre il socialismo oscilla ambiguamente tra modernità e antimodernità, il comunismo deve rompere risolutamente con entrambe istituendo una relazione diretta con il comune come premessa per disegnare la traiettoria dell'antimodernità. (da Comune, p. 112)
  • L'antimodernità è interna ed inseparabile dalla modernità. (da Comune, p. 85)
  • L'amore è il cuore pulsante del programma che abbiamo sviluppato fino a questo punto, senza il quale il resto sarebbe un ammasso senza vita. (da Comune, p. 184)
  • Mantenendosi all'opposizione si rischia di rimanere incischiati. Occorre passare dalla resistenza all'alternativa e individuare se e come i movimenti possano conquistare autonomia e liberarsi dalle relazione di potere della modernità. (da Comune, p. 108)
  • Mi spiace per Berlusconi. Le persone che si dichiarano perseguitate mi sono simpatiche. (da Il Riformista, 27 luglio 2009)
  • Pur essendo Berlusconi un mio avversario politico, io sono solidale con lui e con chiunque venga condannato ad anni di carcere da una magistratura come quella italiana che si è di volta in volta alleata con la destra e con la sinistra. Le operazioni giudiziarie, condotte contro di me e contro l'Autonomia negli anni Settanta con la complicità della sinistra, sono state una premessa alle successive cospirazioni giudiziarie contro i socialisti ieri e contro i berlusconiani oggi. (citato in Marco Travaglio, Toni Negri strizza l'occhio a B., L'espresso, 29 aprile 2011)

    Intervista televisiva di Sergio Zavoli, Rai 2, 14 febbraio 1990

  • Il problema non era quello della lotta armata, a Rosolina. Non fu il problema della lotta armata ma fu il problema di quello che era l'organizzazione dell'Autonomia, di un contropotere di massa. È molto difficile spiegare questa grossa differenza perché tutto quello che è avvenuto dopo ha appiattito completamente le posizioni dell'Autonomia sulle posizioni delle Brigate Rosse, dei gruppi terroristici in quanto tali. In realtà, fin da allora, si trattava, invece, di una posizione estremamente separata, divisa... di una posizione che l'Autonomia sviluppava contro la lotta armata così come veniva definendosi da parte delle Brigate Rosse.
  • Potere Operaio viene da una tradizione alla quale io ho partecipato, però viene dai Quaderni Rossi. Potere Operaio ha degli ascendenti che sono degli ascendenti interamente impiantati nella storia del movimento operaio italiano.
  • [Sulle dichiarazioni favorevoli alla violenza rivoluzionaria] Tutta la stampa del periodo dell'estrema sinistra, da il manifesto a Lotta Continua, dai giornali di Avanguardia operaia a quelli del Movimento Studentesco, che in quegli anni si esprimevano in questi termini... questo non significa assolutamente che la rivendicazione di un certo fondamentale leninismo del movimento fosse di per sé produttrice di effetti militari e di effetti, al limite, omicidi, come abbiamo riconosciuto, come abbiamo visto poi. Non riesco a capire come si possa innestare il terrorismo successivo a questo tipo di dichiarazioni.
  • Qui il problema grosso è decidere che cosa è l'organizzazione. Evidentemente, nel mese di maggio del 1977, ci furono delle norme di risposta senz'altro molto violente. Mai l'organizzazione, della quale io feci parte, promosse dei momenti militari di piazza in termini espliciti.
  • ["Fornire armi da fuoco e bottiglie incendiarie, vorrà convenire, significa porre almeno le premesse per un qualche moto cruento di piazza"] Ma vede... il problema è, appunto, che non è vero che l'organizzazione... ma chi? La segreteria soggettiva, la redazione di Rosso? La segreteria soggettiva non esiste, la redazione di Rosso era fatta da dei giornalisti. Poi c'erano i gruppi che venivano da tutti i quartieri milanesi, che si ritrovavano in piazza e si comportavano qualche volta, attraverso un coordinamento, tra loro, ma non attraverso il comando di un’organizzazione centrale. Era questa la forza del movimento. Ma come può pretendere che un professore universitario nella sua facoltà, che oltretutto era anche molto poco in Italia perché insegnavo a Parigi eccetera, così, potesse inventarsi una macchina di questo genere: migliaia e migliaia, centinaia di migliaia di persone in piazza? Ma come poteva, come si può immaginare una cosa di questo genere, e in più di distribuire bottiglie molotov e armi?
  • Devo dire che rispetto all'infamia resto del mio parere; e il fatto che un mafioso possa esprimersi come me, significa semplicemente che anche dietro un mafioso c'è probabilmente un uomo.
  • [Alla domanda "Chi ha pagato più di tutti? Che cosa pensa per esempio, come uomo, delle vittime di tutto quello che abbiamo richiamato? E come intellettuale è sicuro che sia stata sempre ben spesa la ragione?"] No, io sono estremamente impietoso con me stesso. Posso difendere ciascun momento della mia attività, ma quando devo guardare alla mia vita, dico: "No, non funzionava", o "Comunque bisogna andare avanti". Io posso difendere ciascuna delle mie decisioni, ma sarei assolutamente pazzo se dicessi... ma quando mai la vita di una persona è sufficiente a portare avanti quello che pensa, i desideri che si hanno e soprattutto a evitare gli errori che si fanno?

Citazioni su Toni Negri[modifica]

  • Ah, quel maledetto Toni Negri, quel maledetto aizzatore dei sentimenti dei giovani che è vigliaccamente scappato dall'Italia per non affrontare il carcere. Per un Paese non c'è nulla di peggio che i cattivi maestri. Come punirli? Bisognerebbe impiccarli. Ripeto, impiccarli. (Indro Montanelli)
  • È un uomo che ho sempre giudicato un cretino per le sue elucubrazioni politiche e un imbecille come intellettuale. (Giorgio Bocca)
  • [Su Impero] Hanno scritto che è la teoria degli antiglobal, ma non è vero. Intanto Negri riconosce alla globalizzazione dei meriti, soprattutto quello di avere portato al superamento degli Stati nazionali. E poi, non crede che gli Stati Uniti siano il centro dell'impero, e nel suo testo non c'è traccia di pauperismo. Direi che Negri vede nel movimento antiglobal una specie di movimento comunista a-scientifico, cioè non hegeliano-marxista-leninista, che secondo lui servirà ad abbattere l'attuale impero, fatto dalle relazioni economiche internazionali. Dopo di che, questo comunismo utopico dovrà inverarsi in un nuovo comunismo scientifico. (Francesco Cossiga)
  • Sono andato a trovarlo in carcere, ed è stato un incontro commovente. Non ci vedevamo da quando, io giovane e lui giovanissimo, frequentavamo l'Azione cattolica. (Francesco Cossiga)

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