Toni Servillo

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Toni Servillo

Toni Servillo, all'anagrafe Marco Antonio Servillo (1959 – vivente), attore e regista teatrale italiano.

  • Sono contrario a trasformare i prigionieri del Fidelio nei relitti di Auschwitz o nei desaparecidos argentini, non bisogna confondere i simulacri della modernità con i segni dell'arte. All'arte si risponde con l'arte, non con la cronaca. (citato in Servillo: un dramma in nero che va alla ricerca della luce, Corriere della sera, 3 dicembre 2005)
  • Non sono un creativo, mi ritengo un interprete: uno che cerca di trasmettere al pubblico quello che c'è di creativo in un testo, come una pila che si carica e si scarica. (citato in Toni Servillo: «Sono come una pila che carica e scarica energia», Corriere della sera, 17 ottobre 2008)
  • Una storia vecchia, la relazione tra potere e cinema. Il potere sguazza nei film che creano consenso, chi va in una direzione contraria, Ladri di biciclette, Il caso Mattei, Le mani sulla città, dà fastidio. [...] I manovratori delle coscienze sanno che il cinema può orientare il consenso. (citato in Servillo: mai dimenticarsi della camorra, Corriere della sera, 7 febbraio 2010)
  • La vita quotidiana a Roma è ormai inquinata. Chiesa, televisione e politica l'hanno occupata nelle sfere più intime e hanno finito per trasformarla in un paesone dove questi mondi la fanno da padrone. Invece Milano e Napoli hanno ancora uno spleen, una solitudine malinconica, sono città con forti valori simbolici. Viverci è nutriente sul piano degli atteggiamenti e dei comportamenti, per questo voglio assolvere Napoli nonostante tutto. Nonostante una realtà dove l'inferno e il paradiso si toccano; dove l'ironia altro non è che la passione quando sa prendere le distanze; dove si lotta continuamente contro la cultura della morte, mentre le altre città hanno la morte in casa e, nella loro quiete apparente, fanno finta di non accorgersene. Tutto questo è sempre foriero di una condizione felice artisticamente parlando. E vale per musica, cinema, arte, letteratura. Napoli è una città che crea continuamente anche nella difficoltà del suo quotidiano. (dall'intervista a l'espresso, 9 settembre 2010)
  • L'unico luogo che forse potrei scambiare con Napoli è Milano, l'altra grande metropoli italiana. (dall'intervista a l'espresso, 9 settembre 2010)
  • Questa società il dubbio vuol metterlo da parte, perché preferisce la certezza e il fare; mentre il dubbio è riflessione, ricerca di autenticità. (citato in Servillo: «Frac e bacchetta», Corriere della sera, 13 settembre 2010)
  • La cultura resta il nostro miglior biglietto da visita all'estero. Un credito illimitato pari solo all'incredulità degli stranieri per la nostra incapacità di valorizzare tale patrimonio. (dall'intervista Giuseppina Manin, Servillo: «L'Italia, popolo di fratricidi. Non perdo la testa per l'Oscar», Corriere della sera.it, 16 marzo 2014)

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