Ugo La Malfa
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Ugo La Malfa (1903 – 1979), politico italiano.
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[modifica] Incipit
Nel dibattito corrente vi sono almeno due modi radicalmente diversi di impostare e sviluppare il discorso sulle istituzioni della nostra repubblica e sul suo sistema politico.
Il primo è quello di analizzare, a tanti anni dall'entrata in vigore della costituzione, le carenze e i difetti maggiori dei nostri istituti, considerati non nella loro astratta configurazione, ma nella loro vita reale; quello di esaminare le manchevolezze che sono affiorate, le inadempienze, le deviazioni che sono state introdotte dalle forze politiche rispetto allo schema voluto dai costituenti, le modificazioni tacite, le insufficienze di fronte alla necessità nuove della comunità nazionale, e da quest'analisi derivare alcune conclusini corrttive, alcune proposte di revisione normativa o solo di abbandono di certe pratiche interpretative e di certe «convenzioni».
[modifica] Citazioni
- Quando si parla per l'Italia di repubblica presidenziale, si postula – lo si voglia o no – qualcosa che presuppone uno sfaldamento totale del tessuto politico-istituzionale uscito dalla Resistenza (e ci si pone quindi su un terreno obbiettivamente eversivo, anche se il proposito può essere diverso), accompagnato da una simultanea e rapida maturazione di forze politiche alternative, capaci di prendere il posto di quelle sconfitte. (p. 127)
- La repubblica italiana, nata dalla Resistenza, è stata creata con alcune caratteristiche istituzionali essenziali, che costituiscono altrettante conquiste storiche rispetto non solo all'autoritarismo fascista, ma allo stesso ordinamento dello stato liberale postfascista. (p. 128)
- È divenuta particolarmente allarmante per l'opinione pubblica la questione del come si finanziano i partiti; si parla di essa come del vero cancro del nostro sistema democratico, la fonte di maggior parte delle degenerazioni. Si tratta innegabilmente di un problema grave e urgente, ma è dubbio che esso possa trovare soluzione con la sola legge sul finanziamento pubblico dei partiti, sebbene anche questa sia necessaria, come per i primi i repubblicani hanno sostenuto negli anni passati. (p. 135)
- Il ruolo e il prestigio della Corte costituzionale devono essere difesi e rafforzati come una delle massime garanzie del sistema. Questo accenno alla Corte induce a qualche riflessione anche sui problemi della magistratura, che sono, come è noto, molti e gravi. (p. 158)
- È deplorevole innanzi tutto la fioritura di correntismo politico e partitico all'interno del corpo giudiziario. Non si intende con ciò prospettare una limitazione dei diritti politici dei giudici, né forzare questi a una mitica apoliticità: si tratta solo di chiarimenti al loro primo dovere, che è quello di aver sempre presente la costituzione della repubblica e le sue disposizioni precettive e di principio. (p. 158)
- La costituzione è la prima fonte del nostro diritto positivo e il vero polo di orientamento anche nella questione tanto dibattuta della cosiddetta interpretazione evolutiva delle leggi. (p. 158)
[Ugo La Malfa, Nel dibattito corrente..., ne La repubblica probabile, a cura di Mario D'Antonio, Aldo Garzanti Editore, 1972]
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