Ugo Ojetti
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Ugo Ojetti (1871 – 1946), scrittore italiano.
- Se a taluno degli assidui più melomani si chiede quale è stato l'evento più straordinario tra tante bellezze, è probabile che risponda essere stata la stecca d'un tenore meritamente celebre all'ultimo atto d'un'opera non tutta degna, ormai, d'essere celeberrima. (da Cose viste, Sansoni)
- Si è sempre i meridionali di qualcuno. (da In casa del Petrarca, in Cose viste)
- L'Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso. (citato in Indro Montanelli, Il caro indimenticabile Virgilio Lilli, Corriere della sera, 2 dicembre 2000)
[modifica] Sessanta
- Uno dei vantaggi del piacere sul dolore è che al piacere puoi dire basta, al dolore non puoi. (II)
- Grassa pigrizia quella per cui si chiama Dio tutto ciò che non si riesce a spiegare. Dio sarebbe la somma della nostra ignoranza? (VI)
- La noia è un'invenzione degl'infingardi. (VII)
- Sì, la coscienza è uno specchio. Almeno stesse fermo. Più lo fissi, invece, e più trema. (VIII)
- Una puntura di zanzara, prude meno, quando sei riuscito a schiacciare la zanzara. (IX)
- Vedi di non chiamare intelligenti solo quelli che la pensano come te. (X)
- Dubitare di sé stesso è il primo segno dell'intelligenza. (XVI)
- La giovinezza non sta nel mutare idee e passioni ogni giorno, ma nel provare ogni giorno le proprie idee e passioni contro la realtà, per vedere se tagliano. (XVIII)
- Chi descrive il proprio dolore, anche se piange è sul punto di consolarsi. (XIX)
- La felicità è un modo di vedere. (XXI)
- Se vuoi offendere un avversario, lodalo a gran voce per le qualità che gli mancano. (XXXIII)
- Credi nella bellezza e nel suo fascino eterno, in questa vita e forse nell'altra. (XXXV)
- Molte anime nobili amano il prossimo loro soltanto quando è miserabile, ammalato, agonizzante; quando insomma sono sicure della loro superiorità. (XXXVI)
- Non aspettare che il vento gonfi la vela della tua fortuna. Soffiaci dentro da te. (XXXIX)
- Essere un mediocre non è una pena. La pena è accorgersene. Ma è un mediocre chi s'avvede d'esserlo? (XLII)
- Una donna, in ogni consiglio che dà, anche senza volerlo mette un poco del proprio vantaggio. Segui pure il consiglio, ma prima misura quel vantaggio. (LX)
- Il disprezzo del passato o è ignoranza o è paura. (LXVI)
- L'uomo che afferma "Io posso quel che voglio" è un impotente. (LXXIII)
- La fede è d'oro, l'entusiasmo è d'argento, il fanatismo è di piombo. (LXXVII)
- Il giornalista è il solo scrittore che, quando prende la penna, non spera nell'immortalità. (XCVI)
- Amare al buio, dormire al sole, mangiare in silenzio: sciocchezze. (CII)
- L'amore in questo assomiglia a Dio: per raggiungerlo bisogna crederci. (CIX)
- Dì bene del tuo nemico soltanto se sei certo che glielo andranno a ripetere. (CXI)
- La solidarietà è la forza dei deboli. La solitudine è la debolezza dei forti. (CXIII)
- Dai libri che leggi, posso giudicare della tua professione, cultura, curiosità, libertà. Dai libri che rileggi, conosco la tua età, la tua indole, quello che hai sofferto, quello che speri. (CXIX)
- La donna innamorata non perdona le offese che le ha fatto il suo uomo, le dimentica. L'uomo innamorato non dimentica le offese fattegli dalla sua donna, le perdona. (CXLIII)
- A odiare perdi tempo e salute. A disprezzare guadagni l'uno e l'altro. (CLVIII)
- Se vuoi assaporare la virtù, pecca qualche volta. (CLXXI)
- L'ignoranza è la palpebra dell'anima. La cali, e puoi dormire e anche sognare. (CXCVI)
- Forse l'esperienza giova a questo o a quell'uomo. All'umanità non giova a niente. (CCXLII)
- Fammi un favore, e siimene grato. (CCXCI)
- Il male è che la generosità può anche essere un buon affare. (CCLXXVI)
- II rimpianto è il passatempo degl'incapaci. (CCLXXIX)
- L'astuto è un uomo intelligente che ha paura d'essere un imbecille. (CCCXXVIII)
- Un amico t'ha rubata l'amante? Gli perdonerai. Tu hai rubato l'amante a un tuo amico? Non gli perdonerai mai. (CCCL)[1]
- Il genio senza ingegno è una barca senza remi.
- Niente assomiglia tanto a una donna onesta quanto una donna disonesta della quale tu ignori le colpe.
- Quando la donna che t'ama, ti loda, non t'insuperbire: loda sé stessa.
- Quando la tua donna sarà sicura di farti felice soltanto col suo amore, sii sicuro che per te comincia l'infelicità.
[modifica] Note
- ↑ Secondo quanto riportato in Sessanta, questa citazione non è stata scritta da Ojetti, ma da lui ritrovata su alcuni fogli dal titolo Consigli a me stesso se per prodigio tornassi giovane fra le pagine di una copia del 1548 delle Prose di Agnolo Firenzuola, appartenuta a un suo zio.
[modifica] Bibliografia
- Ugo Ojetti, Sessanta, Mondadori, Milano 1937
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