Umberto Bossi

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Umberto Bossi

Umberto Bossi (1941 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Umberto Bossi[modifica]

  • La Lombardia è una nazione, l'Italia è solo uno stato. [...] Tutti i milanesi sono stufi grazie al potere romano che ci ha imposto sistemi di vita che noi non vogliamo. [...] I lombardi sono trattati da schiavi, la Lombardia è una vacca da mungere. [...] I partiti sono lo strumento attraverso cui i meridionali gestiscono lo stato. [...] Milano è una città con forte immigrazione, che ha poca identità e perciò la gente parla poco, è poco coraggiosa... (citato in Da Milano la Lega Lombarda punta al parlamento di Roma, la Repubblica, 2 luglio 1985)
  • Niente parolai che dopo, al momento opportuno, si tirano indietro; qui per fare marciare le cose ci vogliono ragazzi con gambe forti come a Varese. (ibidem)
  • [Sui pericoli dell'immigrazione di colore] No, quello è un falso problema. A me i negri stanno simpatici. Loro non possono egemonizzarci. I meridionali sì, perché hanno in mano lo Stato. (ibidem)
  • Dietro l'immigrazione di colore non c'è solo l'interesse di una sinistra allo sbando che cerca i voti di un nuovo sottoproletariato, non c'è solo la Chiesa rinchiusa nei palazzi dell'avere che ha perso ogni credibilità e cerca di riempire i suoi seminari vuoti con religiosi che ormai trova solo nel terzo mondo: c'è anche e soprattutto l'interesse del grande capitale.... (citato in Bossi promette alla Lega "Trionferemo alle elezioni", la Repubblica, 9 dicembre 1989)
  • Il Risorgimento è un fatto che ha visto protagonisti tanti, tantissimi lombardi. Noi siamo loro figli e non dobbiamo chiedere scusa a nessuno, semmai è Craxi che lo deve fare: è lui che blatera, blatera... (citato in Rocchetta avrà esagerato ma Craxi stia al suo posto, la Repubblica, 21 aprile 1990)
  • Ci troviamo a Pontida, luogo consacrato dalla volontà e dal giuramento per la libertà dei nostri avi, per sottolineare che oggi inizia il ciclo politico costituente per rinnovare l'organizzazione dello stato italiano. Premessa di questa giornata di grandi decisioni è stata la presentazione, avvenuta nei giorni scorsi, di una nostra proposta di legge costituzionale d'iniziativa popolare, che prevede l'elezione di una Commissione costituente per il rinnovamento della Costituzione. Il nostro progetto nasce a misura d'Europa, cioè di un moderno sviluppo economico perché lo stato nazionale tradizionale è al contempo sia troppo piccolo, sia troppo grande. È troppo piccolo se si considera la dimensione del mercato interno. È invece troppo grande come unità di gestione della finanza pubblica per cui ne derivano economie afflitte da dirigismo e poco efficienti, dove le lobbies economiche riescono facilmente ad ottenere provvedimenti favorevoli dal Governo. (discorso al raduno della Lega Nord a Pontida, 16 giugno 1991)
  • Il vero potere Gelli diceva che lo deteneva chi ha i mezzi di informazione e Berlusconi era la tessera 1816 della P2 di cui Gelli era a capo. E prima di Gelli, se ricordo bene, era un principio espresso dal nazista Goebbels. (dall'intervento alla Camera dei Deputati del 24 gennaio 1995; citato in Gianna Fregonara, "Bossi traditore". Berlusconi Goebbels", Corriere della sera, 25 gennaio 1995, p. 2)
  • La Fininvest è espressione di una esasperazione dittatoriale che trova le sue matrici in Craxi e nella P2. (ibidem)
  • [Riferendosi a Silvio Berlusconi] Dovrai scappare dal Nord di notte con tua moglie e i tuoi figli e le valigie. Hanno capito che tu sei mafioso. (citato in Gianna Fregonara, Bossi: Silvio sarà costretto a scappare di notte, Corriere della sera, 15 settembre 1995, p. 9)
  • Quell'uomo [Silvio Berlusconi] ha fatto tanti imbrogli nella sua vita. Oggi è solo il servo di quel fascista di Fini. Parlare di costituente era un modo per "toccare" la Lega. Noi siamo come Gesù Cristo, guariamo i malati e gli storpi. Berlusconi sa che chi tocca la Lega guarisce e spera di dare di sé l'immagine del guaritore. Berlusconi e Fini sono i figli del dio degenere della restaurazione, questo dio si chiama maggioritario e oggi puntano sul maggioritario e sul presidenzialismo per mettere una pietra tombale sul cambiamento. (citato in Bossi attacca "Il Cavaliere servo di AN", La Repubblica, 15 febbraio 1996)
  • [Riferendosi a Massimo D'Alema] È un imbroglione che non vuole dare al popolo la costituente. La sinistra è bugiarda: vuole godere i frutti del maggioritario mettendosi la maschera delle riforme. (ibidem)
  • Per abbassare le tasse bisognerebbe che non aumentasse il debito pubblico o che non ci fosse, il 45% di quanto incassa lo stato va a pagare l'interesse sul debito. [...] Trattare il debito vuol dire silurare la gente: parliamoci chiaro sennò qui pare che parliamo arabo. (discorso dell'8 marzo 1996 a Biella http://www.youtube.com/watch?v=7S1rXa4JytM&feature=related)
  • Il razzismo non è quello che dicono gli altri per farci passare da razzisti. Razzismo è un'altra cosa, è il controllo dell'economia dei popoli da parte di una etnia, è il controllo dell'economia degli altri. (12 aprile 1996; citato da Vittorio Locatelli, La Lega contro l'Italia. La storia del Carroccio nelle parole di Umberto Bossi, p. 88)
  • Come fece Gandhi arriveremo al mare, la catena umana lungo il Po arriverà al mare, metteremo le mani nell'acqua e vedremo che quando questa si asciuga il sale resta sulla pelle, come è possibile quindi che qualcuno ne abbia il monopolio?! Allo stesso modo non c'e' nessuno che possa avere il monopolio della libertà, neppure Roma. (citato in BOSSI: 15 SETTEMBRE DICHIARAZIONE INDIPENDENZA PADANIA (3), Adnkronos, 13 luglio 1996)
  • Io non parlo di valore etnico, chiunque, da qualunque parte venga, può partecipare alla nascita della nazione padana. Tutti quelli che vivono in Padania, siano essi bianchi o neri o gialli, da qualsiasi parte vengano, nel '97 devono trovare la forza per fare la Padania (23 dicembre 1996; citato da Vittorio Locatelli, La Lega contro l'Italia. La storia del Carroccio nelle parole di Umberto Bossi, p. 96)
  • [L'Italia] tratta i popoli della Padania come colonie interne da sfruttare economicamente e da assoggettare etnicamente, magari spingendovi le masse di immigrati extracomunitari che dovrebbero secondo le analisi degli illuminati di Santa Romana Chiesa raggiungere i 13 milioni di individui in pochi decenni. Evidentemente per Roma e per gli Italiani il più grave problema della Padania è che ci sono troppi Padani. La razza pura ed eletta dei romanofili pensa di poter dirigere dall'alto le terre incognite padane ridotte a colonie penali celtiche-congolesi nel nome sacro ed eterno "de Roma". (dal III Congresso federale della Lega Nord, 15 febbraio 1997; citato in radioradicale.it)
  • Il Papa polacco ha investito nel potere temporale, nello Ior e nei Marcinkus. Ha investito nella politica dimenticando il suo magistero di spiritualità e di evangelizzazione. [...] I vescovoni sono stati arruolati nell'esercito di Franceschiello, l'esercito del partito-Stato. Il caporale in testa è Massimo D'Alema, lo seguono in seconda fila i vescovoni sulla giumenta, dietro ci sono gli stipendiati del sindacato e a debita distanza el conductor Berluscons, a testa bassa con gli occhiali scuri, agganciato alla mangiatoia del nazionalsocialismo. [...] Altrimenti, come già accade nel bergamasco, i fedeli andranno in parrocchia con il fazzoletto verde e si alzeranno se solo sentiranno pronunciare certi sermoni. Urleranno: va' a da' via el cu'. Si faranno seppellire avvolti nelle bandiere della Lega e se rinasceranno, se mai rinasceranno, saranno padani. Non possiamo continuare ad accettare una Chiesa romanocentrica. Il nazional clericalismo è diventato una delle bretelle che reggono il sistema centralista. (citato in Bossi: questo Papa fa politica per Roma, Corriere della sera, 17 agosto 1997, p. 5)
  • [Rivolgendosi a una signora che aveva esposto il tricolore alla finestra] Il tricolore lo metta nel cesso, signora. Ho ordinato un camion a rimorchio di carta igienica tricolore, personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore (durante il comizio a Venezia del 14 settembre 1997; citato in Vilipendio alla bandiera la Camera salva Bossi, la Repubblica, 23 gennaio 2002)
  • [sulle nozze celtiche di Roberto Calderoli] Finalmente una grande occasione storica per ricordare che non siamo latini, ma che fummo sconfitti dai latini. Domani mattina accompagnerò i miei figli alla prima scuola padana (Corriere della Sera, 21 settembre 1998)
  • [sui fatti di via Bellerio] I poliziotti vengono e picchiano deputati della Lega. Per quanto tempo ancora la Padania dovrà sopportare che i suoi figli vengano aggrediti e minacciati dall'imperialismo romano? Per quanto tempo potremo essere giudicati da magistrati razzisti? (citato in Zuffa con la Digos, Bossi condannato, Corriere della Sera, 23 luglio 1998)
  • Il progetto mondialista americano è chiaro: vogliono importare in Europa 20 milioni di extracomunitari, vogliono distruggere l'idea stessa di Europa garantendo i propri interessi attraverso l'economia mondialista dei banchieri ebrei e attraverso la società multirazziale. Ma noi non lo consentiremo. [...] Il disegno dei 20 potenti americani non passerà, anche se usano armi potenti come droga e televisione(discorso del 20 gennaio 1999 a Crema; citato in Bossi: "In pochi giorni si chiude il conto", la Repubblica)
  • Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo (dal discorso al comizio del 26 luglio 1997 a Cabiate (Como) per la festa della Padania; citato in Vilipendio alla bandiera la Camera salva Bossi, la Repubblica, 23 gennaio 2002)
  • La Lega non è razzista e non è xenofoba. Noi siamo democratici. [...] Io sono tranquillo, queste accuse le respingo al mittente. Razzista e xenofoba è la sinistra. Noi siamo in regola, non siamo Le Pen. [...] Noi siamo il contrario di Le Pen e chi ci accosta è un farabutto. Altro che razzisti e xenofobi («Troppa gente di sinistra, alla Farnesina è ora di cambiare», la Repubblica, 24 aprile 2002)
  • Negli anni settanta ci fu una concentrazione statalista totalitaria della finanza pubblica e l'azzeramento della finanza locale, con una conseguente scissione tra il potere di imporre, riservato allo Stato, e il potere di spesa, riservato agli Enti Locali, alle ASL... Tutti sappiamo come è finita: con un debito pubblico disastroso. Quella dell'azzeramento della finanza locale per sviluppare nuove politiche sociali al fine di controllare meglio i flussi di spesa fu un'idea di Aldo Moro e di Enrico Berlinguer. I due sostenevano che i tributi locali erano arbitrari e da sopprimere perché la vecchia imposta di famiglia aveva come presupposto il "tenore di vita" che effettivamente è un'entità non facilmente definibile. (dall'intervista a La Padania del 10 ottobre 2002)
  • La Lega parte dal presupposto che considerare l'Occidente quattro regolette non va bene, che non è che uno diventa occidentale studiando quattro regolette. Questa è una illusione dei cosiddetti illuministi. Il nostro Paese è fatto da uomini in carne e ossa, di uomini e donne con le loro tradizioni, la loro storia e la loro terra. (dal Quotidiano Nazionale, 23 settembre 2003, p. 11)
  • L'import e l'immigrazione sono due facce dello stesso problema, così bisogna quotare sia gli immigrati in entrata sia le merci, altrimenti è il caos sociale. (da Porta a Porta, 29 ottobre 2003; citato in Bossi: "Per gli immigrati quote come per le merci", la Repubblica, 29 ottobre 2003)
  • C'è una maggioranza etnica, quella del Centro-Sud, messa insieme dal centralismo romano, che ha occupato tutti i posti chiave dello Stato, anche da noi al Nord. Siamo colonizzati (27 novembre 2003; citato da Vittorio Locatelli, La Lega contro l'Italia. La storia del Carroccio nelle parole di Umberto Bossi, p. 175)
  • A Milano le case si danno prima ai 42 mila lombardi che aspettano un alloggio e non al primo bingo bongo che arriva. (dall'intervista a Radio Padania del 4 dicembre 2003; citato in Milano, Bossi contro il prefetto "Niente case ai bingo bongo", la Repubblica, 4 dicembre 2003)
  • Se non passa il federalismo il nord torna alla secessione ma quella dura, senza mezze misure, senza alcuna mediazione con lo Stato italiano. (citato ne la Repubblica del 4 dicembre 2003)
  • So bene che senza una terza rete, Berlusconi non sta in piedi. (da La Padania, 3 gennaio 2004, p. 6)
  • I popoli non sono come l'acqua che si può mescolare a piacere. I popoli si mescolano con difficoltà. Gli uomini ritornano sempre alle loro radici. (dal discorso a Cà San Marco del 27 agosto 2006)
  • Silvio, te l'avevo detto che ce l'abbiamo duro, ed è per questo che qui oggi è pieno di donne! (durante il comizio della Cdl a Vicenza contro la finanziaria, 21 ottobre 2006; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – La Sacra Famiglia, la Repubblica, 13 febbraio 2007)
  • [A Silvio Berlusconi] Te lo dico in lombardo che è una lingua a cui sono molto affezionato. Dobbiamo farti un grande applauso, tegn' dür, mai molar [tieni duro non mollare mai]. (nella manifestazione di Roma del 2 dicembre 2006; citato in larena.it del 3 dicembre 2006).
  • Gheddafi è importante perché si propone come rappresentante di tutti i paesi africani. E dalla Libia che passano tutti gli immigrati per venire in Italia, ed è per questo che abbiamo trovato un accordo con lui. (11 giugno 2009; citato in Alessandro Capriccioli' Dittatore ti amerò, L'espresso, 21 febbraio 2011)
  • Marina e Finanza si dovranno schierare a difesa delle coste e usare il cannone. O con le buone o con le cattive i clandestini vanno cacciati. (dal Corriere della sera del 16 giugno 2003)
  • Sulle tangenti auguriamo al giudice Di Pietro di andare avanti a tutta manetta; senza la Lega ora Di Pietro sarebbe in un pilastro di cemento armato. (dalla dichiarazione in sostegno del pool di mani pulite, 7 Matrix, 29 gennaio 2007)
  • [Sul Partito Democratico] A volte in politica due più due non fa quattro, ma fa zero. (dall'intervento al Parlamento della Padania, aprile 2007)
  • La Lega non è l'antipolitica. Noi siamo un movimento che vuole la liberazione del Nord e il federalismo. (dal Corriere della sera, 24 maggio 2007)
  • [Serie di apprezzamenti ed epiteti espressi nei confronti di Gianfranco Miglio nel 1994, in risposta alle critiche di quest'ultimo dopo la formazione del governo] "poveraccio", "vecchio fuori di testa che fa un putiferio perché non gli han dato la poltrona", "me ne fotto delle minchiate di Miglio", "arteriosclerotico, traditore", "Ideologo? No, panchinaro", "una scoreggia nello spazio" (citato in Marco Travaglio, Miglio col bene che ti voglio, l'Espresso 24 aprile 2009)
  • Bisogna che si mettano in testa tutti, anche il Berlusconi-Berluskàz, che con i bergamaschi ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto, che sarei arrivato fino in fondo, per avere il cambiamento. E non c'è villa, non c'è regalo, non c'è ammiccamento che mi possa cambiare strada... Berlusconi deve sapere che c'è gente che ne ha piene le tasche e che è pronta a far il culo anche a lui. (1° novembre 1994; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Proto-Vaffa Day, la Repubblica, 21 settembre 2007)
  • [A proposito della nascita del Partito della Libertà annunciata da Berlusconi a Milano in piazza San Babila il 18 novembre 2007] Berlusconi in piazza davanti alla gente la faccia un po' l'ha persa. [...] Troppa demagogia. Del resto l'ho detto anche a lui. No, non mi è piaciuto proprio, io sono un'altra cosa. (dall'intervista di Guido Passalacqua, "Berlusconi in piazza non mi è piaciuto, senza Fini rischia di perdere le tv", la Repubblica, 24 novembre 2007, p. 7)
  • Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà. (dall'intervento durante la manifestazione leghista davanti alla prefettura di Bergamo, 8 dicembre 2007; citato in «Il nostro popolo pronto ad attaccare», Corriere della sera, 8 dicembre 2007)
  • Il nostro popolo è pronto ad attaccare. Si dice che il Paese stia andando a fondo, ma io conosco un solo Paese, che è la Padania. Dell'Italia non me ne frega niente. (dall'intervento durante la manifestazione leghista davanti alla prefettura di Bergamo, 8 dicembre 2007; citato in Libero, 9 dicembre 2007)
  • Non posso dire cosa ho in mente di fare. Però dico che Berlusconi parla troppo. Doveva dare la spallata al governo Prodi, invece ha dato la spallata ai suoi alleati. [...] Chi ha le nostre idee è pronto alla lotta di liberazione. Chi la fa la lotta di liberazione? Noi. Siamo nati per quello. [...] La democrazia è seguire quello che vuole il popolo. E il popolo non vuole l'immigrazione. Punto (da un'intervista con Libero, 9 dicembre 2007)
  • Si va al voto, oppure facciamo la rivoluzione. Facciamo la lotta di liberazione. Ci mancano un po' di armi ma le troviamo. (citato in Bossi: subito al voto o rivoluzione armata, RaiNews24, 23 gennaio 2008]
  • Penso che vinceremo le elezioni e cambieremo la Costituzione in senso federalista. Ma, se sarà come l'ultima volta, con i partiti che racconteranno un sacco di bugie sulla devolution, per non cambiare nulla, sarà l'ultima volta che il Parlamento del Nord e la Lega tenteranno la via democratica. (dal discorso alla seduta del "Parlamento del Nord" del 2 marzo 2008 a Vicenza; citato in Bossi: vogliamo la Padania libera. Vinceremo e cambieremo la Costituzione, RaiNews24, 2 marzo 2008)
  • Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili. (citato ne Il Corriere della sera, 6 aprile 2008)
  • Noi i fascisti li teniamo sotto tiro con il Winchester. (da Il Mattino,8 aprile 2008)
  • L'esercito albanese ha lasciato caserme e armi incustodite: se accadesse da noi in Italia sapremmo noi cosa farcene. (da Il Mattino,8 aprile 2008)
  • Ho fermato trecentomila bergamaschi pronti a imbracciare il fucile. (da Il Mattino,8 aprile 2008)
  • Se Berlusconi mi telefona gli faccio sentire il rumore del mio revolver. (citato ne Il Mattino, 8 aprile 2008)
  • Avremo tutti il mitragliatore in mano e sarà un piacere portarmene un po' all'altro mondo. (citato ne Il Mattino, 8 aprile 2008)
  • Questa è l'ultima occasione: o si fanno le riforme o scoppia un casino. Se la sinistra vuole scendere in piazza abbiamo trecentomila martiri pronti a battersi. E non scherziamo... mica siam quattro gatti, verrebbero giù anche dalle montagne con i fucili, che son sempre caldi. (citato in «Se la sinistra vuole scontri, io ho 300mila uomini. I fucili sono sempre caldi», Corriere della sera, 29 aprile 2008)
  • [Berlusconi] Ha voluto sposare la Lega e ora deve eseguire gli ordini. (ibidem)
  • Ciao Casini. Beh, te l'hanno messa in quel posto, eh? (citato in Bossi show, battute «pepate» a Casini e invito a cena per D'Alema, Corriere della sera, 30 aprile 2008)
  • Il popolo della Padania condivide con quello del Tibet l'aspirazione ad essere ciascuno padrone a casa propria. (citato in Tibet-Padania, sfida per la «Libertà», Corriere della sera, 5 maggio 2008)
  • Veltroni ha ragione, c'è troppo bordello. Come si fanno a fare le cose? (citato in Bossi: «Veltroni ha ragione», Corriere della sera, 6 luglio 2008)
  • Dall'opposizione mi aspetto un atteggiamento propositivo sul federalismo fiscale. Io sono un uomo che tratta. Se però non ci fosse un accordo ricordo che c'è un milione di persone disposte a combattere per il federalismo, persone che non hanno paura di niente. La libertà se non viene data dal Parlamento si conquista. (ibidem)
  • Andrò con Roberto Calderoli in Vaticano per avere un chiarimento con la Chiesa per ricordare che le nostre radici sono cristiane. La matrice della Lega è cristiana e cattolica e siamo gli unici che veramente hanno radici cristiane. (a proposito delle ultime tensioni nate tra la Chiesa e la Lega, AGI, Milano, 29 agosto 2009)
  • Ho capito che il Vaticano non ce l'ha con noi. [di ritorno dalla visita al cardinale Bagnasco con Roberto Calderoli] (citato in Corriere della sera, 5 settembre 2009)
  • La Costituzione non fa distinzione fra elettori alle elezioni politiche e amministrative. Non vorrei mai tra cinque anni e un mese trovarmi un presidente [di regione] abbronzato. [a proposito dell'apertura di Gianfranco Fini al voto agli immigrati regolari alle elezioni amministrative](citato in Corriere della sera, 5 settembre 2009)
  • Gli immigrati hanno dei diritti, però solo a casa loro. (ANSA, 12 settembre 2009)
  • È chiaro che le banche più grosse del Nord avranno uomini nostri a ogni livello. La gente ci dice prendetevi le banche e noi lo faremo. (Repubblica, 14 aprile 2010)
  • Cavour era federalista, la promessa e l'impronta federalista sono state fondamentali nel percorso di unificazione del Paese. Senza questa premessa e senza questa impronta i Lombardi non ci sarebbero mai stati a finire sotto il Piemonte. Poi il re in qualche modo ha tradito perché ha imposto il centralismo. Oggi è arrivato il momento di riprendere quella promessa e mantenerla compiendo davvero la storia. (citato in la Repubblica, 4 maggio 2010)
  • Le celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia mi sembrano le solite cose inutili, un po' retoriche. Non so se ci andrò, devo ancora decidere. Ma se dovesse chiamarmi Napolitano... (citato in la Repubblica, 4 maggio 2010)
  • [Estendere l'applicazione del Lodo Alfano è] una piccola cosa: il presidente del Consiglio deve badare a un Paese e qualcosa gli devi dare. [...] La gente non ci tiene ad essere intercettata, mentre in alcuni casi è chiaro che la magistratura deve poter intercettare, ma non su tutto e su tutti. Si deve trovare la via, la mediazione, e la troveremo. (citato in Sì di Bossi al Lodo Alfano allargato, Avvenire, 1 luglio 2010)
  • Casini è uno stronzo. Casini è come quelli che non potendo avere meriti e qualità insultano gli altri. Casini è quel che rimane dei democristiani, di quei furfanti e farabutti che tradivano il nord. (citato in Bossi: «Berlusconi tentenna troppo», Poi gli insulti a Casini: «È uno str...», Corriera della sera, 23 agosto 2010)
  • [Il significato di SPQR] Sono porci questi romani. (26 settembre 2010; citato in Governo, frase Bossi "sono porci questi romani" crea imbarazzo, Reuters Italia, 27 settembre 2010)
  • Il mondo è pieno di famosi democratici, che sono abilissimi a fare i loro interessi, mentre noi siamo abilissimi a prenderla in quel posto: il maggior coraggio a volte è la cautela. (in riferimento all'operazione Odissea all'alba contro la Libia di Gheddafi; citato in La dissociazione di Bossi: ci voleva cautela «Noi abilissimi a prenderla in quel posto» «I democratici, da Napoleone in poi, li conosciamo bene», Corriere della sera, 19 marzo 2011)
  • Meno male, non è passata l'aggravante dell'omofobia. Tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti, non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po' disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola in senso anche bonario. (citato in Ministeri, Bossi insiste ancora "Napolitano deve capire" da la Repubblica, del 30 luglio 2011)
  • [Rivolto a Brunetta] Nano di Venezia non rompere i coglioni. (ansa.it)
  • Se la portata dei cambiamenti etnici e culturali supera la velocità di integrazione della società allora essa interrompe la consapevolezza della identità collettiva che si fonda sul sentire dei cittadini che c'è una componente di continuità nella società che con voglia attraverso i tempi un patrimonio di valori culturali: dagli atteggiamenti spirituali alle forme della cultura materiale. In quest'ultimo caso la società va incontro alla disgregazione, sviluppa comportamenti patologici dell'omosessualità, della devianza giovanile, della droga, crea condizioni psicologiche che favoriscono ad esempio la sterilità per cui non nascono più figli. Si realizza in altre parole la "Società deviata", asociale, egoista in cui accanto alle cose che muoiono si generano reazioni di salvezza, come i movimenti etnonazionalisti che proprio in un simile contesto riconoscono il "Timing", il primo impulso alla loro nascita.[1]
  • [Nell'agosto del 2000, Bossi aveva scoperto che era in atto un piano per creare] "lo Stato unico mondiale, un' unica razza, un' unica religione, un unico utero, una sola lingua e magari una sola taglia per i vestiti"[2]
  • Il 30 giugno scorso [2000] i comunisti e i massoni che hanno in mano l' Europa, insieme alla lobby dei gay, hanno teso una trappola [...] Hanno cercato di far passare in Europa l'assegnazione dei bambini alle coppie omosessuali.[2]
  • Se passano le famiglie omosessuali che non fanno figli, è necessaria l' immigrazione e con essa l' ideologia che riesce a scardinare l' identità dei popoli. [...] Se invece ritorna la famiglia eterosessuale, e con essa i figli, vincono i popoli e la democrazia[2]
  • Io vedo una relazione tra il paese che aveva il più forte partito comunista dell'Occidente e il basso coefficiente di fertilità che oggi ci relega nell'abisso. Dai oggi e dai domani, un' ideologia come quella comunista che aveva come obiettivo primario quello di scardinare la società occidentale, ha cominciato a sferrare colpi contro la famiglia[2]
  • Gli uomini abbandonano la famiglia, le coppie divorziano per motivi egoistici e superficiali, gli interessi dei figli diventano incompatibili con quelli dei genitori.[2]
  • Quando gli dissi che forse l' uomo non era ancora morto, mi rispose ironicamente che in fondo ero un simpatico romantico. Ormai, mi disse il nobile, l' uomo è praticamente ridotto a uno schiavo. Anzi, disse di più: che l' uomo, con licenza parlando, era una merda.[2]
  • Lui [Un nobile citato da Bossi] è stato pensato come un'arma moderna contro quei re a cui Craxi aveva dovuto sottomettersi per governare. E quindi se Berlusconi è contro i nobili, può seriamente schierarsi con noi, con i produttori. La Lega come Garibaldi, creatrice del regno del cambiamento, Berlusconi re di questo regno.[2]
  • [Facendo il gesto dell'ombrello] Ehi Boniver, bonazza, la Lega è sempre armata, ma di manico! (durante un comizio a Curno (BG), 26 settembre 1993; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – La Sacra Famiglia, la Repubblica, 13 febbraio 2007)

Non datate[modifica]

  • Ma è mia impressione che il sistema cerchi di congelare anche l'aspirazione federalista, perché il federalismo è uguale all'autonomia e l'autonomia è uguale alla cultura locale e la cultura locale produce indisponibilità all'omologazione dei popoli. (dal sito ufficiale della Lega Nord)
  • La Lega non si interessa al potere come tale. Non pensa solo a conservarlo, ma se ne serve per mettere in pratica certe idee. Noi non cerchiamo gli applausi del pubblico. Mai la superficialità ha prevalso sui progetti di lungo impegno, capaci di trasformare la società. Questo è il nostro stile, ruvido magari, ma onesto. Questa è la nostra fede. (dal sito ufficiale della Lega Nord)
  • Figli di Padania, senza libertà non c'è né giustizia né futuro. (dal sito ufficiale della Lega Nord)
  • La mia voce si alza volutamente senza diplomazia, perché noi padani rifiutiamo di essere coinvolti nell'astuzia della palude romana che non si accorge che così tutto muore. Noi vogliamo il cambiamento. (dal sito ufficiale della Lega Nord)
  • Si tratterà di una battaglia durissima. Ma noi della Lega non siamo soldati di ventura. Non siamo mercenari. Siamo degli idealisti pronti a qualunque scontro, a batterci all'arma bianca, a d uscire all'assalto in ogni momento attorno alle nostre bandiere. Il nuovo periodo storico deve arrivare presto e deve essere illuminato dalla grande luce del federalismo! (dal sito ufficiale della Lega Nord)
  • Il coraggio nessuno lo può regalare, bisogna che ogni uomo lo trovi nella propria anima. (dal sito ufficiale della Lega Nord)
  • Se vogliamo le riforme dobbiamo farcele, perché nessuno le farebbe al nostro posto. Numerose saranno le riforme della Costituzione che io intendo far partire dalla devoluzione. Non è difficile sognare. È difficile, invece, sognare confrontandosi con la realtà per cambiarla. (dal sito ufficiale della Lega Nord)
  • Un principio fondamentale che sta alla base di tutte le Costituzioni, è quello della resistenza che i cittadini e i popoli hanno diritto di fare nei confronti di uno Stato quando commette ingiustizie, e nei confronti della Padania di ingiustizie, a mio parere, ne sono state fatte un'infinità. (dal sito ufficiale della Lega Nord)
  • Non è difficile sognare. È difficile, invece, sognare confrontandosi con la realtà per cambiarla. (citato nel sito ufficiale della Lega Nord)
  • Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. È una costola del vecchio regime. È il più efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la lega faceva cadere il regime, lui stava per il Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui è il tubo vuoto qualunquista. Ma non l'avete visto oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre? Berlusconi è bollito. È un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all'Ulivo, segue anche lui l'esercito di Franceschiello dietro il caporale D'Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi è Berlusconi? (citato in Marco Travaglio, Peter Gomez, Berlusconi)
  • La trattativa Lega-Forza Italia se l'è inventata lui, poveraccio. Il partito di Berlusconi neo-Caf non potrà mai fare accordi con la Lega. Lui è la bistecca e la Lega il pestacarne. (citato in Marco Travaglio, Peter Gomez, Berlusconi)
  • Berlusconi è l'uomo della mafia. È un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest è nata da Cosa Nostra. (citato in Marco Travaglio, Peter Gomez, Berlusconi)
  • Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. È un Kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi è il capocomico del teatrino della politica. Un Perón della mutua. È molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista è una volpe infida pronta a fare razzia nel mio pollaio. (citato in Marco Travaglio, Peter Gomez, Berlusconi)
  • La "Padania" chiede a Berlusconi se è mafioso? Ma è andata fin troppo leggera. Doveva andare più a fondo, con quelle carogne legate a Craxi. Io con Berlusconi sarò il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l'Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una società per azioni. (citato in Marco Travaglio, Peter Gomez, Berlusconi)
  • Valigia di cartone fa rima con terrone. (YouTube)

[Sull'espulsione di un ragazzo dal partito] un ragazzo per bene ma era omosessuale. Quanti partiti democratici hanno omosessuali dichiarati, cioè donnicciole, nei loro posti chiave? Un omosessuale è persona di tolleranza fragile, instabile (L'Europeo, 14 settembre 1990, cit. in Razzismi. Un vocabolario, p. 44)

Citazioni su Umberto Bossi[modifica]

  • Alcuni personaggi sono già forme di spettacolo, Andreotti è il dramma, Berlusconi è la commedia, Bossi è la farsa. (Dino Risi)
  • Bossi, quando parla, sembra un ubriaco al bar. (Silvio Berlusconi)
  • Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo. (Silvio Berlusconi)
  • Bossi è un uomo coriaceo, come sanno tutti, ma è sempre stato un realista: senza il suo realismo il Polo delle libertà non sarebbe mai nato. (Silvio Berlusconi)
  • Conosco Borghezio. Bossi non lo conosco e non abbiamo molto in comune. Lui vuole dividere il suo Paese, io la Francia la voglio salvare. (Jean-Marie Le Pen)
  • Di quel che dice sugli intellettuali, non m'importa, perché non fa danni. E lui invece pernicioso per il Nord: lo sta ricoprendo d'infamia. Il problema non è seguirlo o no, ma solo disfarsene. (Ferdinando Camon)
  • È un uomo di merda. Mi fa schifo. (Pino Daniele)
  • La stampa ha fatto l'errore di dedicare a Bossi pagine e interviste che ci hanno sommerso da anni. (Carlo Castellaneta)
  • Se avesse continuato a parlare di secessione non avremmo mai fatto alcun accordo. È chiaro che una logica di coalizione comporta la volontà degli interlocutori di trovare un punto di sintesi. (Gianfranco Fini)
  • Una delle caratteristiche di questo libro [Patria 1978-2008] è lo stupore. Volevo raccontare l'anomalia italiana. Mi piace la IV di copertina, dove si domanda: "Ma davvero tutto questo è successo in Italia?". Prendiamo Bossi e l'ampolla del Monviso. In quale altro Paese sviluppato è capitata una cosa simile? (Enrico Deaglio)
  • Una volta, davanti a una pizza, chiesi a Bossi: "Pistola alla tempia: tu sei più di destra o di sinistra?". "Di sinistra" rispose "Ma se lo scrivi ti faccio un culo così". (Massimo Fini)
  • [Apprezzamenti ed epiteti espressi da Gianfranco Miglio, nel 1994, in una serie di battibecchi polemici dopo la formazione del nuovo governo] "Bossi è un incolto, buffone, arrogante, isterico, arabo levantino mentitore, lo schiaccerò come una sogliola. Se mi si ripresenta lo caccio a pedate nel sedere" (18 maggio), "Un botolo ringhioso attaccato ai pantaloni di Berlusconi", "Se gli dicessero che, per entrare nella stanza dei bottoni, deve travestirsi da donna, correrebbe a infilarsi la gonna e a darsi il belletto" (10 agosto) (citato in Marco Travaglio, Miglio col bene che ti voglio, l'Espresso 24 aprile 2009)
  • Quando fa un comizio, sembra uno spettacolo mio! (Roberto Benigni)
  • Umberto Bossi continua a seminare odio contro la componente omosessuale del Paese, insultando, diffamando e sovrapponendo in modo criminale omosessualità e pedofilia. (Massimilano Colombi, ex-presidente di Arcigay Milano)[3]

Note[modifica]

  1. Discorso di apertura del Congresso della Lega Lombarda (1989 e non 1991)
  2. a b c d e f g Sebastiano Messina. Dai gay ai mondialisti i nuovi nemici di Bossi, p. 12. la Repubblica, 14 settembre 2000. URL consultato il 31 ottobre 2011.
  3. L'Arcigay attacca la Lega Campagne anti-omosex

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