Una ragazza e il suo sogno

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Una ragazza e il suo sogno

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Titolo originale What a Girl Wants
Paese USA
Anno 2003
Genere commedia
Regia Dennie Gordon
Soggetto William Douglas-Home (opera teatrale)
Sceneggiatura Jenny Bicks, Elizabeth Chandler
Attori

Una ragazza e il suo sogno, film statunitense del 2003, regia di Dennie Gordon.

Frasi[modifica]

  • Niente abbracci, cara: siamo inglesi. Dimostriamo affetto solo a cani e cavalli. (Jocelyn Dashwood)
  • Sai cosa non mi è chiaro? Perché ci tieni così tanto a entrare nel gruppo, visto che sei fatta per emergere. (Ian Wallace)
  • Ti dispiace metterti la lingua fra i denti e masticartela? (Dahpne Reynolds)
  • Questo è il generale Sir Roderick Dashwood. Perse un occhio alla battaglia della Boyne. E da questa parte c'è il Maresciallo Bingley Dashwood che perse un braccio alla battaglia del Nilo. Lo zio Alfred... non parlò mai di quello che aveva perso, ma raramente stava seduto. (Henry Dashwood)
  • Sono molti quelli che sperano di vederti fallire; è questo che rende la cosa divertente. (Jocelyn Dashwood)
  • Le cose non vanno mai come ce le aspettiamo... vanno anche meglio! (Daphne Reynolds)

Dialoghi[modifica]

  • Alistair: Sul suo conto sappiamo solo che ha diciassette anni e che è americana.
    Consigliere: Inizio tutt'altro che promettente, direi.
  • Henry: Per me è uno dei tanti comizi elettorali per Glynnis un modo per lanciare Clarissa in società.
    Daphne: Lanciarla? E che cos'è, una palla da baseball?
    Henry: Ehm... no. Nel caso di Clarissa si tratterebbe più di un missile balistico intercontinentale.
  • Henry: A te piacciono i Coco Pops?
    Daphne: Capo, è cioccolato... non basta?
  • Ian: Salve, sono venuto a prendere Daphne. Molto piacere.
    Henry: Piacere mio... ma lei chi è?
    Ian: Sono un musicista. Ero al ballo, ieri sera.
    Henry: Uno della band. E ora lei e Daphne state...
    Ian: Scappando insieme? Capisco che suona un po' inaspettato, ma sa... dopo ieri sera, indietro non si torna più.
    Henry: Sta scherzando, vero?
    Ian: Sì, sì, sto scherzando.
  • Libby: Pronto?
    Henry: Cinque ore fa tua figlia è partita sul sellino posteriore di una moto, e da allora non se ne è saputo più niente.
    Libby: Stiamo parlando di un ragazzo?
    Henry: Be', non lo so, ma sono terrorizzato. Quello fa persino parte di una band.
    Libby: Sul serio? Forte! Fammi indovinare: è un batterista.
    Henry: È una cosa seria, Libby.
    Libby: Da quanto mi ricordo, io ho passato un sacco di tempo sul sellino posteriore della tua moto, Henry.
    Henry: Sì, però direi che la cosa è diversa.
    Libby: Strano come venga naturale, vero?
    Henry: Cosa?
    Libby: Preoccuparsi.
    Henry: Dici che poi passa?
    Libby: No, Henry. Mai.
  • Daphne: Ma tu non devi essere il cavaliere di Clarissa, quest'estate?
    Armistead: Come? E lasciarti tutta sola soletta? Non è che soffrirari della romantica illusione che qualche plebeo senza talento alcuno vada bene per te?
    Daphne: Senti, ti dispiace metterti la lingua tra i denti e masticartela?
    Armistead: Sai, mio malgrado trovo la tua volgarità yankee intensamente attraente, quindi lascia perdere il piccolo parcheggiatore mezzosangue, e dammi il bacio che stai agognando di darmi dal nostro primo incontro.
    Daphne: Hai ragione, non sai quanto agognavo... di fare questo.
    [Lo spinge in acqua.]
  • Clarissa: Senti, Henry ci ha chiesto di darti qualche dritta giusto?; bene dritta numero uno: torna a casa, io e mamma apparteniamo a questo mondo e tu, chiaramente no, vuoi la dritta numero due? Mentre fai i bagagli tieni quelle tue sudice unghie americane lontano da Armistead Stuart. È mio!
    Daphne: Se abbassi quel naso all'insù per un secondo ti accorgi che tu vai dallo stilista, io al mercatino, tu stai in un castello, io al quinto piano senza ascensore, tu sei una piccola snob arrogante e io sono una alla mano, come fai a pensare solo per un secondo che io abbia i tuoi stessi gusti con i ragazzi? E allora adesso allora te la do io una dritta: abbassa le penne e non cercare di fregarmi il padre perché tanto io non vado da nessuna parte.

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