Utente:Raoli/CitazioniWikimediane/Wikipedia/Gianfranco

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

The dark side of a former user


Moon by Adam Cebula.jpg
  • All you create,
  • All you destroy,
  • All that you do,
  • All that you say.
  • All that you eat,
  • And everyone you meet,
  • All that you slight,
  • And everyone you fight.
  • All that is now
  • All that is gone,
  • All that's to come.
  • And everything under the sun is in tune
  • But the sun is eclipsed by the moon.
There is no dark side of the moon, really.
Matter of fact, it's all dark.

Pink Floyd, Eclipse










Ci sono molti giovanissimi fra gli utenti di it.wiki.
Sono dei giovanissimi capaci di entusiasmo e di moderazione, di passione e di rigore morale. Sono degli utenti straordinari, di fronte ai quali chi ha più primavere, specie chi ne ha di passate invano, deve innanzitutto dell'umiltà.

E' questa "classe" di Pediani, i "Wikipedini" (:P) quella che mi mancherà di più. E quella cui devo di più. Alla loro pulizia intellettuale debbo tante occasioni di mia crescita. Alla loro allegra freschezza debbo la forza di aver resistito già diverse altre volte alla tentazione di mollare tutto. Ai loro occhi severi, che ho intravisto nelle loro parole pulite, debbo la consapevolezza che non è senza ragione se l'uomo conosce un'etica che parte dal coraggio di potersi guardare negli occhi con la coscienza a posto.

A loro il mio affetto, sincero, grato e riconoscente. Per il poco che vale prendetelo come un augurio di tutto cuore per tutto ciò che meritate: fate avverare i vostri sogni.

Qui, nel peggiore dei momenti, tenete presente che se it.wiki è riuscita ad avere voi come utenti, solo questo vale tutte, tutte quante le negatività del progetto.
Tenete duro, non c'è notte tanto buia da impedire al sole di risorgere.

E rischiarate il Progetto con la vostra allegria. Ne abbiamo bisogno tutti, anche fuori di qui :-)


Stacco con l'impegno, parola d'onore, di restare sempre un "diversamente giovane" :-)))


Ciao

Dopo quasi 7 anni lascio it.wiki, e credo proprio che non dobbiate temere miei ripensamenti. Sono stati 7 anni straordinari, interessanti, divertenti. Anni in cui ho appreso un'infinità di cose, anni stimolanti e vibranti. Perciò innanzitutto grazie di avermeli consentiti.

Ma le cose umane hanno tutte un termine (e questo non è detto che sia un danno), ed è bene non lasciare conti in sospeso. Nel lasciare it.wiki debbo delle scuse sentite, vere, non di maniera, per gli innumerevoli miei errori ed eccessi, molti dei quali riconosco evitabili. E lascio queste poche righe sperando che aiutino a comprenderci.

Qui a fianco c'è un po' di musica del tempo della mia gioventù, ed a parte lo specifico contenuto delle citazioni, che mi sono sembrate adatte al caso, la musica (a dire il vero il jazz) ha sempre accompagnato queste ed altre riflessioni qui dentro. Manca infatti, oltre al sorriso, un po' di musica qui dentro. Musica "alta" o "bassa", "sacra" o "profana", qui si sentono tecnologici metronomi, ma non armonie. Mettetevi in sottofondo qualcuno di questi brani, se volete leggere ciò che è qua sotto, oppure interrompete adesso e ci salutiamo in silenzio, l'importante l'ho già detto. Sorry, non posso linkare Youtube, ma lì le trovate tutte :-)

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A proposito delle mancanze di armonia, questa separazione è consensuale, quindi almeno per una cosa il consenso lo abbiamo trovato. E' giusta, dato che come utente sono diventato eccessivamente fracassone, e credo ancora che l'eccesso di "rumorosità" di una utenza, in positivo o in negativo, faccia male all'insieme delle utenze, anche prima di giungere al "fracasso". E' un pov che non so sopprimere, anche se la comunità pare aver deciso diversamente. Non lascio perciò a causa delle ultime polemiche. O non davvero principalmente per queste. Era una decisione che andavo maturando da tempo, e sulla quale ho molto riflettuto. Anche le ultime pause nella presenza qui sono state in realtà momenti di riflessione. Non è nemmeno una crisi del settimo anno, certe domande ho cominciato a farmele quando mi dimisi da admin.

Guardandomi indietro vedo l'immenso lavoro che si è fatto su it.wiki, rivedo le lunari pagine scarne dello usemod e le facce stralunate dei primi che allunavano qui. Ricordo tutte le domande che furono dietro a tante cose che oggi sono date per scontate, ricordo i dubbi, le preoccupazioni, le speranze. Rivedo le liste di link rossi e rivedo l'uno dopo l'altro tutti quei link cambiare colore, la gente giungere, le discussioni avviarsi, rivivo la delusione della mattina di trovare che nessuno aveva editato durante la notte, come rivivo l'entusiasmo un attimo dopo di vedere il primo edit del giorno ed il sollievo di calcolare che in media ogni mezz'ora poi arrivava un edit sino a dopo cena. Ri-piango le bollette del tempo: una pagina media caricava in due-tre minuti, roba da gopher... :-)

Rivedo anche quando arrivò una delle peggiori serpi mai capitate qui, che crebbe editando sino a diventare admin sinché non si seppe che ci aveva avvelenato il Progetto prendendosi gioco della fiducia. E' una domanda che mi faccio spesso se dinanzi a questi casi, con i rischi che implica, sia davvero giustificata tutta questa fiducia. La mia risposta resta "SI".

Rivedo la mia "sparizione", di cui ho scritto altrove, e ricordo divertito la mia elegiaca inclusione nel Piccolo Staglieno degli "assenti da tempo" :-) E rivedo i miei edit da ip; censurati in quanto di ip, indipendentemente dal loro contenuto. Rivedo una mia piccola mediazione effettuata da ip su una voce scottante di religione. E qualche piccolo contro-rollback per rendere la dovuta ragione ad edit anonimi che ragione avevano.

Rivedo la voce semiseria su un piccolo vicolo di Pompei affollato di cognati macellai; viva la faccia fu l'unica volta che qualcuno disse "stai continuamente cancellando il mio articolo sulla mia via natale. Capisco che quello che fai è prettamente giusto, ma non potresti chiudere un'occhio? :P" :-)

Soprattutto rivivo il momento in cui, letta per motivi personali una voce trovata su Google, mi sono reso conto che stavo usando it.wiki come mia enciclopedia.

Oggi it.wiki sfiora le 400.000 voci. Se anche solo 10.000, una su quaranta (per gli informatici il 2,5% :-P), fossero buone voci, e sto volando molto basso, ancora di strada da fare per eguagliare una piccola Treccani ce ne sarebbe, ma it.wiki non ha un secolo di storia, oggi ha sei anni e mezzo e già è stata capace di questo. Sperabilmente sarà capace di restare distante da funzioni che non le siano proprie, conscia che il lettore di it.wiki non paga nulla, quindi non è quel lettore che paga per leggere contenuti non neutrali. Con circa 230.000 utenti registrati, dei quali circa 400 stabilmente presenti, cui va aggiunta una settantina circa di utenti che stabilmente contribuiscono in forma anonima, produce quotidianamente un lavoro, ormai senza più pause nell'arco delle 24 ore, che accostato bruscamente ai dati di startup vuol dire aver innaffiato un seme di oleandro e ritrovarsi con una sequoia.

Grazie da me lettore, grazie da me fruitore dell'enciclopedia, grazie di tutto quanto avete fatto qui. Se non avessi partecipato mi avrebbe mozzato il fiato. Esco da qui con il fiato mozzato e con la testa che mi gira.

Fra i tanti ringraziamenti che debbo, uno è amaro. Poco più di un anno fa avevo intrapreso individualmente delle trattative con la Società Geografica Italiana per poter acquisire al pubblico dominio del materiale che non fosse loro più utile in quella incommensurabile vastità di patrimonio che hanno vanamente giacente, e per studiare insieme delle forme di possibile collaborazione per la digitalizzazione di testi del loro archivio, come per altre possibili iniziative riguardanti le università.

Il grazie che voglio renderVi è l'accoglienza che ho ricevuto in questo tempio della geografia (la SGI è praticamente l'istituzione geografica più prestigiosa del mondo, ed è una eccellenza culturale italiana). Non io, povero me, ma Wikipedia è stata accolta con una disponibilità ed un'attenzione da lasciare senza parole. E non solo per la squisita cortesia della SGI, dal presidente prof. Salvatori a tutti i collaboratori, in particolare l'allora segretario prof. Tabusi, ma proprio perché Wikipedia si era fatta conoscere ed apprezzare anche in un ambiente così particolare, così speciale come la SGI.

Questo debito io ho, e non riuscirò a saldare, di trasmetterVi con fedeltà l'apprezzamento ricevuto. Le foto che vedete degli interni, ad esempio quella dell'archivio fotografico, il sancta sanctorum della Società, non le hanno in molti, anzi mi è stato detto che nessuno aveva potuto fotografarlo prima. Per ora mi piace pensare che siamo stati, tutti noi insieme, davvero i primi. L'ho colto come un segno di stima che ovviamente è stima per Wikipedia, per il lavoro che ci è stato fatto dentro. L'ho colto come un segno di affetto per i Wikipediani, per il loro volontariato. Coglietelo, Vi prego, come un segno di profonda attenzione del mondo culturale "serio" dinanzi al "fenomeno Wikipedia", e se vi va cogliete, Vi supplico, la mia gratitudine per avermi permesso attraverso ciascuno dei vostri edit in ns0, anche il più insignificante, di poter accedere a vedere ciò che non saprei raccontare.

Dovevamo formalizzare un accordo, per loro medesima proposta, entro il 14 maggio 2007, per poterlo presentare con degno risalto in occasione delle celebrazioni di cui demmo notizia in Wikinews. L'accordo doveva stipularsi fra Wikimedia Italia e la SGI, ma inconvenienti sulla cui natura chiederete ad altri, non consentirono che si potesse concludere.

Successivamente al mancato evento, i termini si sono via via modificati in direzione di materiali a bassa risoluzione ed hanno riguardato solo le immagini. In pratica, dal PD in piena risoluzione e tanti altri bei progetti, al solo fair use in bassa risoluzione. Dopodiché ho avuto sporadici cenni da WMI e oggi non so dire come stiano le cose. Non recrimino, mi ero arrogato senza preventivo avallo il compito di portare WMI ad una trattativa che in mente mia reputavo di potenziale interesse e ce l'ho fatta; non mi competeva andare oltre i termini di una rappresentanza che non avevo e che non avrei usurpato ed ho doverosamente passato appena possibile a WMI il seguito, essendo a quel punto loro gestione. Tanto loro che ci sono oggi diversi soggetti del tutto estranei alla trattativa che sono molto più aggiornati di me. Sulle felpe e sui cappellini sicuramente invece ne so di più, che è però anche più di quanto mi occorra saperne. Ciò che sino a ieri mi sarebbe piaciuto sapere, ma nemmeno ieri mi spettava saperlo, è perché 5 minuti per una mail che doveva arrivare in tempo non si sono trovati, perché non li ha trovati chi è capace di mandare 5 mail al minuto. Oggi non voglio saperlo davvero.

Ma resta ugualmente qualcosa, a mio avviso: la prova che il Progetto Wikipedia (è questo che è stato ricevuto come interlocutore, non it.wiki, non WMI) il rango per guardare negli occhi ciò che sulla carta parrebbe inarrivabile, come ad esempio la massima istituzione di una disciplina, ce l'ha.

Ora è da vedere se ce l'ha anche it.wiki.

Con tutto questo viene ad una conclusione il mio tempo su questo Progetto. Non specificamente, ripeto, per le polemiche (che certo non potevano suscitarmi entusiasmo), ma per la combinazione della registrazione di un cambiamento strutturale ormai consolidato e la partenza di un altro progetto (né un wiki né un'enciclopedia) che, ironia della sorte grazie al fair use, mi consente di nuovo di sondare nuove strade, oltre che, principalmente, mettere in salvo cose a rischio di estinzione, e di ricominciare a esplorare.

Ciò che è ora da esplorare qui debbo confessare che non mi interessa. Il cambiamento di it.wiki è stata infatti l'affermazione di una comunità prevalente sugli scopi di progetto. "Edito ergo sum", non importa che edito a fare, non importa a che serve tutto ciò, basta che la mia utenza sia affermata. L'enciclopedia oggi è solo la scusa per tenere in piedi questa comunità. Come in tutti i raggruppamenti umani, anche questo, pure nella sua virtualità, ha raggiunto una fase in cui il suo funzionamento è regolato da ritmi e modalità banalmente comuni a qualsiasi consesso associato. Le lotte per le affermazioni individuali e di gruppo si sviluppano qui come nella vita reale, senza alcuna differenza. La strumentalità è un motore sempre più potente nella colonizzazione dei concetti sui quali si abbia interesse, ed il guadagno di posizioni in ambito comunitario è il maggiore interesse corrente. Altro che voci. Sussurri e grida.

In tutto questo non c'è più nulla di nuovo per me, quindi non ho interesse a seguirne l'evoluzione. E per come sono fatto, se la regola è di affermarsi, di diventare "super-utente", o almeno un utente più utente di altri, vedete bene che me ne sto andando: niente utente del tutto. Homo homini lupus anche qui, e già sono in aggregazione piccoli branchi, che ululano affamati di gloria, potere e successo. In quanto cane sciolto mi metto al riparo, e non credo sia questa la codardia cui si è accennato in tante occasioni: il cane ci ha messo secoli per perdere quella selvaticità, per guadagnare di essere valutato individualmente come cane e non più insignificantemente come lupo, componente di branco, che trae il suo coraggio solo dall'essere componente di branco. La codardia è non farsi le domande scomode. Il non rispondersi quando queste domande inevitabilmente ci raggiungono.

Non si vanti chi, avendo combattuto per questo risultato, lo ritenga un "successo". Era ampiamente previsto, e rispetto alle previsioni non c'è stato nemmeno uno sforzo di creatività, i passi seguiti sono stati quelli teorizzabili a tavolino, e ci sono già delle voci che citano i testi che indicano certi percorsi. Non si vanti chi lo consideri una vittoria contro di me, ché io sarei caso mai ben fiero di averla persa, una partita che non sapevo di star giocando e che non avrei avuto il diritto di giocare qui.

Se la partita è il "controllo" di it.wiki, buon gioco a chi lo vuol giocare. Darebbe sicuramente le tre S: successo, soldi e sesso.

  • Successo perché it.wiki oggi è prestigiosa, presentarsi e rappresentarsi nella vita reale a nome di it.wiki (anche magari quando il contributo da utenti sia per lo più formale e si sia solo burocraticamente autorizzati a spendere certi nomi) è sempre una bella soddisfazione, apre tante porte, offre opportunità.
  • Soldi perché di it.wiki si può scrivere contro mercede anche attraverso un ghost-writer (ma è più facile fare un profilo utente falso qui); perché se si riesce a far restare anche temporaneamente un link o tutta una voce che alza un pagerank oppure dà credibilità a qualcuno o qualcosa, tutto dipende dall'interesse smosso; perché se si riesce a far sparire anche temporaneamente un concetto o tutta una voce che dà fastidio...
  • Sesso perché se non siete fortunati come chi qui ci ha trovato l'amore ed ora passa le giornate in giocosi trastulli fatti di darsi vicendevolmente ragione parlando male degli altri (per loro fortuna) assenti, se il controllo è la pillola celeste che consente la favorevole riuscita di quelle eccitanti eLezioni che la natura non dà più, se dunque non ne avete ricavato tutto questo, il controllo di e su it.wiki consente in potenza di fare almeno marchette. Marchette nel meretricio dell'onestà intellettuale degli altri, certamente. Ma il controllo è questo.

Una difesa c'è. Ci saranno queste tre S negli occhi di chi cerca il controllo, come era la $ negli occhi di Paperone. Solo che questo non è un fumetto, e non può far sorridere una simile visione, se capita di assistervi. Anche per questo, guardarsi negli occhi serve. Io sono un po' stanco di vedere jene in occhiali da sole, ma chi ha la vista fresca si eserciti.

La grande battaglia per l'affermazione del consenso in questa fase non mi pare vittoriosa, credo anzi che non sia più combattuta. A chi mi accusa di essere stato sacerdotale, anzi pretesco, sul punto del consenso, confesso il mio egoismo nell'aver cercato di vedere quanto potesse interessare agli utenti; e non è stato in genere granché interessante, è stato considerato al più una variabile ambientale con la quale fare i conti, per fronteggiare la quale escogitare anche sotterfugi, ma non molto di più. Salvo eccezioni, come ovvio, ma il succo è questo. Del resto, l'utente di it.wiki non è mai stato quell'Emile pronto a plasmarsi come materia vergine nel nulla, è sempre entrato qui dentro forte e fiero di ciò che era fuori e ben deciso a restarlo, ben restio a metterlo in discussione, ben duro e deciso nel difendere le sue posizioni. Oggi anche determinato a trarne un utile. Non esce da questo esperimento niente di nuovo sotto questo profilo. E la capacità di mettersi in discussione è un requisito indispensabile del consenso.

Sapere libero.

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo (cit.)

Ci credo, ci continuerò a lavorare in altre forme e con altri strumenti. E' la mia utopia, è un principio del figlio di un'insegnante che per fare il suo mestiere fece sacrifici che oggi parrebbero incredibili e che invece erano la norma non tanto tempo fa, quando c'erano scuole senza pareti in mezzo alla neve ed in classe si bruciavano pezzi di legno raccolti chissà dove, quando la licenza media era il discrimine fra la povera gente, fra i nonni di tanti che oggi digitano con tanta sicurezza. Oggi le scuole hanno il riscaldamento. Non so se nel frattempo sono arrivate le idee. Perché la scuola allora si faceva per aiutare a formarsi delle idee. O così almeno pensava un'insegnante che a suo figlio ha insegnato questo: che il sapere divide. Che il sapere fa star bene o fa star male. E che oggi non è distribuito, se non a chi ha i soldi per comprarlo. Ho in mente un racconto di mia madre, di un bambino che si vergognava di andare a scuola sapendo che suo padre andava a lavorare malato pur di pagargli "l'istudio". Non è il libro Cuore, non è Dickens, è una realtà comune, diffusa, normalissima, di un tempo italiano già troppo lontano. "Troppo" soltanto perché oggi non lo si conosce più. Un figlio di quel bambino, che studiò con libri regalati, con merende di beneficenza, oggi è un fisico nucleare che lavora all'estero e scrive delicate eppure intense poesie.
Sapere libero. Senza condizioni, né mediazioni, né distinguo, né prodotti di seconda scelta per i poveri. Servono a tutti molte altre delicate eppure intense poesie, e bisogna mettere chiunque in condizioni di scriverle. Sapere libero. Libertà di sapere.

Mi spiace per il fastidio che vi abbia arrecato la mia logorrea. Non ho mai cercato di coltivarla né di contenerla, ho sempre detto, quando ritenevo di avere da dire, tutto ciò che ritenevo fosse da dire. Nel modo migliore in cui potessi dirlo. Riconoscendo sempre all'interlocutore il suo diritto a voler approfondire e perciò esponendo con completezza. Sapevo bene che sarebbe stato preso come un latinorum, ma un sapere libero serve anche a riconoscere e decifrare il latinorum, non è passando oltre ed impigrendosi nella lotta al nemico che lo si possa vincere. Non si tratta di demolire la torre d'avorio, si tratta di espugnarla e di aprire l'accesso al pubblico. Una volta aperta, serve visitarla come si visita una torre d'avorio.

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Sei anni e mezzo. Li rifarei, anche sapendo già come sarebbe andata a finire. Li rifarei, anche se sapevo già come sarebbe potuta andare a finire. Ma c'era la speranza che non finisse così. E la speranza valeva il tentativo, valeva l'impegno, valeva lo sforzo. Li rifarei, rifarei dal primo all'ultimo edit. Ma c'è anche altro da fare, e debbo farlo, specie ora che la mia utilità qui dentro e negativa e che restare frutterebbe il contrario di ciò per cui avevo sempre contribuito. Non muore nessuno, niente drammmi né celebrazioni, un utente "stacca", tutto qui. Ed era pure un bel rompicoglioni :-)

Un utente stacca con animo grato, con un saluto che è lungo perché sei anni e mezzo di confronti intellettuali quotidiani non sono carta straccia, almeno per me. Perché l'interazione che ho sviluppato qui dentro con PERSONE di grande valore morale e intellettuale sono il mio personale guadagno, ciò che ho ricavato dalla mia partecipazione. Spero di aver loro manifestato la mia stima e la mia gratitudine. Se non l'ho fatto, ora che chiudo questa porta per non riaprirla, spero riescano a leggerle fra le righe dei contatti che abbiamo avuto. E' l'averli incontrati, conosciuti, ammirati, che mi ha arricchito. E' una potentissima iniezione di fiducia nel futuro, una grande ragione di ottimismo che rende più serene le ninne nanne che canto la sera a chi conta davvero ed a cui ho sempre pensato, editando, prima ancora che arrivasse. Crescerà, farà i conti col sapere, e chissà se it.wiki ci sarà, per aiutarla. I tanti padri che sono qui conoscono già questo egoismo, gli altri ce lo perdonino. In fin dei conti qui si stava facendo solo un'enciclopedia. Neutrale ed oggettiva. Libera.


Buon lavoro, it.wiki

Con affetto

gianfranco






Parole, parole, parole, parole, parole, soltanto parole, parole tra noi...
Mina e Alberto Lupo, Parole, parole

And since we're only here for a while,
We might, as well, show some style

James Taylor, The secret of life


Perhaps there's a thing or two
I think of, lying in bed,
I shouldn't have said.
But there it is,
...
Whatever was done is done,
I just cant recall.
It doesn't matter at all.

You see it's all clear
You were meant to be here
From the beginning

Emerson, Lake & Palmer, From The Beginning


Everything's good, I said, everything's fine
You don't know, don't know it's the end of your time
How does it feel to be turned away?
I've known it, baby, almost every day

Deep Purple, Dreaming


I'm gonna be free and easy,
I know just what I am,
I'm gonna be free and easy

Uriah Heep, Free 'n easy


When I finally get myself together
I'm going to get down in that sunny southern weather
And I find a place inside to laugh
Separate the wheat from the chaff
I feel like I owe it to someone

Crosby Stills Nash Young, Almost Cut My Hair


Down neon streets the streaker streaks.
The speaker speaks, but the truth still leaks.

Neil Young, Campaigner






When logic and proportion
Have fallen sloppy dead
And the White Knight is talking backwards
And the Red Queen's "off with her head!"
Remember what the door knob said:
"FEED YOUR HEAD"

Jefferson Airplane, White rabbit

(Gianfranco, Wikipedia, pagina personale, Versione)